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‘Piedisporchi’: il calcio e l’ultima Tangentopoli!

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Il presidente del Foggia Fedele Sannella è stato arrestato. Pesante accusa: allenatori e calciatori pagati in nero con soldi riciclati. L’atto di accusa della magistratura milanese ipotizza anche una corresponsabilità oggettiva e diretta dei dirigenti rossoneri. Di questo però dovrà occuparsi la magistratura iva. Sannella non è il primo. Non sarà l’ultimo.

La del calcio è – purtroppo – ricca di presidenti che hanno avuto durante o dopo a loro presidenza – frequentazioni con le galere. Pochi giorni fa, a Como è stato arrestato Pietro Porro. Gli viene imputata una bancarotta fraudolenta da 6 milioni di euro. Con lui in manette anche Flavio Foti, vicepresidente con Porro fino al luglio 2016, il periodo su cui si indaga.

Nel 2012 balzò alla cronaca Giovanni Citarella, presidente per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa di gare d’appalto, un paio d’anni prima finì male l’avventura dell’imprenditore cagliaritano Sergio Porcedda: a Casteldebole, pochi mesi dopo che si era insediato, vennero due a prelevarlo, come nella canzone di De Andrè. Accusa: bancarotta fraudolenta. Si casca (quasi) sempre là.

Il primo arresto televisivo del nostro calcio è stato quello di Felice Colombo. Era il presidente del Milan quando i rossoneri finirono nel primo scommesse del del 1980. Finì anche in galera per alcuni giorni. Cedette la società nel 1982 a Giussy Farina. Tra i nomi noti che hanno guidato grossi club in vanno ricordati Sergio Cragnotti, arrestato nel 2004. Per l’allora ex presidente della Lazio l’ipotesi fu reato di , false comunicazioni sociali e bancarotta pluriaggravata e reiterata nell’ambito dell’inchiesta Cirio. Due anni prima aveva passato guai seri Giorgio Corbelli, che nel 2000 aveva acquistato le quote di maggioranza del Napoli: per lui associazione a delinquere.

Siamo nel 2005 quando Raffaele Vrenna, all’epoca era presidente del Crotone, venne accusato di frode in pubbliche forniture e ai danni dell’Azienda sanitaria locale di Messina. Finì agli domiciliari. Più recente (2011) l’arresto di Gian Mauro Borsano (evasione fiscale), che era stato presidente del Toro tra gli anni ’80 e ’90.

Bancarotta da 600 milioni di euro e ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per Vittorio Cecchi Gori (2011), che dal 1993 al 2002 aveva tenuto le redini della Fiorentina. Esattamente due anni fa, di questi tempi, venne arrestato Antonino Pulvirenti, presidente del Catania: bancarotta fraudolenta nel fallimento di Wind Jet, la sua azienda. Alla fine degli anni ’90 ebbe molto risalto l’arresto – e la conseguente detenzione nel carcere milanese di San Vittore – dell’allora presidente del Vicenza Pieraldo Dalle Carbonare, amatissimo dal popolo biancorosso. Dalle Carbonare vide dal carcere di San Vittore – cella 119, quinto raggio – la sua squadra – era il Vicenza di Guidolin – vincere la del ’97 contro il Napoli. Si è sempre dichiarato innocente. Ha scritto un libro su quel periodo buio: «Il sacco nero».

Nel ’93 l’arresto eccellente di Corrado Ferlaino che 3 ani prima aveva vinto il secondo scudetto.
“Confesserò tutto, sono qui per collaborare”. Alle otto del mattino, pallido in volto, Ferlaino varca l’ ingresso del carcere di Poggioe. E’ stanco, visibilmente nervoso, ma lucido. E parla, parla per dieci ore filate con i magistrati che indagano sul grande imbroglio della ricostruzione.
Il presidente del Napoli calcio è accusato di corruzione per una tangente di 400 milioni pagata al DC Alfredo Vito, mister 100.000 , onorevole pentito di Tangentopoli.
Ferlaino, latitante per un giorno e una notte, aveva già elaborato la sua strategia: dire tutto per non trascorrere neanche una notte in cella, disposto a confessare ogni cosa pur di ritornare nella sua lussuosa abitazione al Corso Vittorio Emanuele. Ebbe gli domiciliari, ma dalla sua deposizione fu arrestato Gianni Punzo, vicepresidente del Napoli!

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