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Pessimo Belgio ma è agli ottavi, anche la Russia a casa?

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di Bruke Ellèe – L’immagine di Fabio Capello sconsolato, che allarga le braccia dopo il di Origi è l’emblema di una che, calcisticamente parlando, vorrebbe ma non può. O comunque non riesce, pur spendendosi e provandoci con il coraggio che è riuscito a trasmetterle il suo ct. La sda fra sedicenti big del Gruppo H si è conclusa con il successo nel nale della selezione scelta da Wilmots che, come era avvenuto contro l’Algeria, si è dimostrata più squadra, perché ha dimostrato di sapere cosa vuole, di volerlo ottenere a tutti i costi e di saper vincere soffrendo. Proprio come le grandi squadre.

Fra momenti di esaltazione e di difcoltà, nel corso di una partita caratterizzata da un caldo e un’orario (le 13 locali) micidiali, il Belgio ha conquistato gli ottavi senza brillare, anche per merito della formazione di Capello, che è riuscita a intrappolarlo, e di scarsa vena di qualche gioiellino (Lukaku, Hazard). Ci si chiede, a questo punto, quando e se i belgi cominceranno a giocare, dove può arrivare una squadra che dispone di tanti piccoli fenomeni.

Primo fra tutti Mertens, una vera spina nel anco della difesa avversaria. Nel primo tempo c’è più Belgio che . O forse sarebbe meglio dire: si vede solo Mertens. L’onda rossa, tuttavia, non riesce a spazzare via la formazione di Capello, che non possiede grandi talenti, ma appare solida e ben organizzata. Tutto il Belgio è nei piedi di Mertens che, quando parte, diventa devastante; ne sa qualcosa il povero Kanunnikov, che non riesce ad arginarlo in alcun modo e patisce le pene dell’ nell’uno contro uno, andando spesso in apnea. Il piccolo-grande fantasista del sembra non patire il caldo e la via come un treno, creando la superiorità numerica sulla destra.

Non a caso il primo acuto arriva proprio da lui, solo 5′ dopo l’inizio: il ‘napoletano’ va via sulla destra, entra in area, viene chiuso dalla difesa, riprende e crossa senza esito. La tende a rallene il ritmo del gioco e a gestire il pallone: Capello ha poco da rimproverarsi, perché non possiede uomini all’altezza della sua fama. Il Belgio concede al 12′ un’opportunità agli avversari che spostano l’azione da sinistra verso il centro, dove Fayzulin controlla e conclude, impegnando Coutois. Al 20′ super-Mertens va via sempre a destra, arriva al ite e conclude di poco fuori. Azione fulminante, da applausi. Al 22′, il bis: Mertens questa volta incrocia, sorando il ‘sette’, con una conclusione a giro. Kanunnikov replica dalla sinistra, Courtois è ancora pronto.

Al 36′ prosegue il Mertens-show, con conclusione nale respinta in tuffo da Akinfeev. La sora il colpaccio nel nale di tempo (44′): Kokorin, che dimostra di essere un centravanti assai mediocre, riceve un perfetto cross dalla sinistra e, anzichè trovare il secondo palo, gira di testa a lato. Nella ripresa la sembra più in partita e prende il ndo delle operazioni n dai primi minuti, mentre il Belgio prova ad agire di contropiede, cercando la velocità di Mertens che però non si accende come nel primo tempo. Capello inserisce Eshchenko, segno che vuole provare con le incursioni anche da destra.

La volontà dei russi c’è, la freschezza pure, ma è la cifra tecnica il vero tallone d’Achille. Nel secondo tempo la supremazia della sale, ma produce solo una conclusione di Glusharov – da buona posizione – che non inquadra la porta. La continua a spingere e al 36′ sora il con il nuovo entrato Eshchenko che arriva in corsa dalla destra e incrocia rasoterra, superando Courtois, ma sorando il palo. Al 39′ sembra fatta per il Belgio che guadagna una punizione ai 18 metri e poi colpisce il palo con Mirallas, in grado di calciare a effetto. Nei pressi del 90′ arriva il di Origi che gela Capello e lo rimanda alla sda contro l’Algeria.