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Crack Milan: Silvio, l’eredità, Cavani!

barbara berlusconi e veronica lario_00100

di Paolo Paoletti – Tutti i nodi vengono al pettine anche di chi non ha capelli!
Silvio Berlusconi è con le spalle al muro: in famiglia, in politica, nelle aziende, nei tribunali…

Dall’addio di Veronica Lario è stato un precipizio: orge di emozioni tra festini hot, processi, risarcimenti milionari, crolli in borsa e tra i rossoneri.

Qual’è il problema?
Il problema è l’eredita di Silvio Berlusconi, dopo una vita spericolata da chansonierre a deus italiano.
Una vita vissuta oltre ogni limite: con ogni mezzo, spesso illecito; ad ogni costo, drogando tutti gli ambienti frequentati; su tutto e tutti.

Il decaduto – come e più di lui – è soltanto l’ultima grana che viene da lontano: da quando Berlusconi decise di stravolgere il calcio con ingaggi faraonici e spropositati.
Oggi lo stesso , “club più titolato al Mondo”, paga la grandeur berlusconiana.

Galliani ben sapendo, pone volutamente male la questione: resta solo se comanda Silvio?
Messa così Galliani deve dimettersi, neanche essere cacciato. Perchè da anni è lui che comanda su de di Silvio.
Anzi negli ultimi 2 addirittura senza de. Come hanno dimostrato le figuracce di per e Pato, la conferma out-out di Allegri, l’acquisto di con le ovvie ingerenze di Mino Raiola!

, è il primo conto che Galliani deve pagare!
L’addio a gennaio di Supermario darebbe fiato alla trattativa per la conferma da Ad. Ma chi tira fuori 30 milioni in 30 giorni?
Figuriamoci se Mou fa un piacere ai rossoneri e sopratutto spreca sapendo che il è in ambasce…
L’unica, per farla breve, è un cambio alla pari con Cavani, cosa che il PSG potrebbe anche accettare accontentando peraltro Ibra, il capitano.
E bisognerebbe ricoprire d’oro l’uruguayano.

Il non ha 1 euro, i 480 milioni da restituire a De Benedetti per il lodo Mondadori bloccano tutto. Marina ha un diavolo per capello alle prese con le perdite d’esercizio e l’altalena del titolo in borsa anche per le fesserie di Silvio in politica.
Berlusconi è chiamato a sistemare tutti i figli: a è andato il , una delle gemme di famiglia se Marina e Piersilvio si sono spartiti la cassaforte tra editoria e tv.

La Lario non aspetta altro per ammorbidire il suo assegno di mantenimento, già limato dal tribunale.
Strada lunga: servono scarpe grosse e cervello fino. Ma anche Ennio Doris, unico alfiere con queste caratteristiche d’oro, vive il cambio generazionale con Massimo al comando di Mediolanum.

Letta e Confalonieri non vogliono sentir palare del , sempre snobbato. Solo Silvio ha naso per l’importanza dei , non solo in campagna elettorale. Ma il valore aggiunto dei trionfi ivi è diventato l’ultimo avversario sull’uscita di scena.
Gabriella Pascale, raccoglie le briciole…pur sempre una polizza-vita da nababbi.

Fa dire in giro di essersi già sposata, una farsa consumata nella chiesetta di Arcore, scomunicata da tutte le curie del mondo.
Avranno detto pure si tra quattro mura, ma per il Berlusconi di oggi e di ieri, il si ed il no sono la stessa cosa.

Questo si augura Galliani, minacciando di tornare a fare il presidente di in una nuova Santa Alleanza con il ‘giovin signore’ di Torino che è molto meglio delle larghe-false intese.
Il perderebbe potere mediatico e soldi sui diritti tv, ma a questa minaccia fa il solletico. Come i 30 milioni di .
Ciò che conta adesso è la poltrona di comando: al terzo piano della nuova sede del bisogna salirci scalzi. Come in pro.

Per adesso la stanza dell’Ad è allo stesso piano, se ci entrerà Fenucci sarà difficile che ci entri anche Galliani.
Silvio prega e spera: il è l’unica cosa che lo rende ancora duro.
E mica è poco!