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Pep-Lucho, il meglio: Barça-City lesson one!

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di Paolo Paoletti – Ci riprova 2 anni dopo!
Nel maggio 2015 Pep ci rimase male dopo aver resistito 80 minuti col suo Bayern.
Cadde sotto i colpi di leggendario, che con una doppietta vinse la semifinale Champions che avrebbe pportato al trionfo di sulla ntus.
Ci riprovera Guardiola con il City che sta cercando di rendere a sua immagine e somiglianza. Ma dopo 10 vittorie consecutive è scoppiata la prima crisi. Il 3-3 a Glasgow col Celtic ha denudato le lacune della difesa e 1 punto nelle ultime 2 contro Tottenham ed Everton ha rimesso in discussione ogni certezza.

CASA GUARDIOLA. Il Camp Nou, casa Guardiola, può cambiare ma non sentirete mai dire a Pep che Il è secondo a qualcuno. A Barcellona è diventato modello di studio per gli accademici del : stile di cui si è impadronito anche Luis Enrique, l’allievo, il quale ha riadattato il tiki-taka ad una visione più verticale della fase d’, sfruttando l’immenso trio -Suarez-Neymar, quest’anno ancora a mezzo regime per i guai fisici e non solo di Leo.
Al di là della leadership del girone, nelle mani blaugrana, Guardiola vuole un messaggio forte per i competitor: fare il Barcellona a Barcellona, sottrarre il pallino ai catalani costringendoli a difendersi.
L’unica tattica per tirar fuori dalla gara i tre tenori senza costringere Kompany e Otamendi al nco di Stones a terrificanti uno contro uno.

SFIDE… Il City vuole fare il Barcellona giocando come il Barcellona, a specchio, con un centrocampo estremamente tecnico, in cui de Bruyne proverà ad essere l’alter ego di Rakitic, Fernandinho quello di Busquets e in cui il duello a distanza tra i “maghi” Iniesta e David Silva (a meno che quest’ultimo non avanzi in per fare spazio a Gundogan) si preannuncia come una delle attrazioni per i palati più fini. Le sfide nelle sfide sarà un altro dei tanti motivi di esse del match perchè, oltre al confronto a distanza tra i due allenatori, potremo assistere anche al duello tra portieri, tra un ter Stegen che vorrà definitivamente dimostrare la sua superiorità rispetto a un Bravo costretto a emigrare a Manchester proprio per l’insopportabile concorrenza col numero 1 tedesco. Barcellona-City potrebbe essere anche la partita di Nolito, che nella cantera blaugrana è cresciuto, che in Catalunya avrebbe potuto tornare e che se oggi è giunto alla corte di Guardiola lo deve anche a Luis Enrique, suo allenatore al Celta Vigo. E poi ci sono i due fratelli di Rosario, perchè quello tra e Aguero è un sentimento che va oltre l’amicizia. Campioni del mondo Under 20 a braccetto nel 2005, medaglia d’oro olimpica con l’ nel 2008, compagni di stanza in nazionale, così ti che avrebbero potuto giocare assieme se il Barcellona non avesse spostato l’obiettivo su Neymar nell’estate 2013 a causa anche del no del City a qualsiasi trattativa. E’ Barcellona-Manchester City e anche per questi motivi è la partità più bella del mondo.