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Paul remake al Cavern Club: sono passati 55 anni!

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di Mary Bridge - L’ultima volta con i Beatles fu 55 anni fa, ma è come se fosse ieri. Paul McCartney torna a casa, a calcare il palcoscenico del Cavern Club: il locale di nel quale – assieme a John Lennon, George Harrison e Ringo Sr – fra il 1961 e il ’63 iniziò a costruire la fortuna planeia e la leggenda della band più celebre della del pop rock, dopo avervi messo piede 16enne per il debutto assoluto nel 1958.

Per sir Paul è tempo di remake. Ancora gagliardamente sulla breccia a 76 anni suonati, giusto pochi giorni fa si era fatto riprendere di nuovo – da solo e in occasione della registrazione di un ennesimo album, ‘Egypt Station’ – sulle iconiche strisce pedonali di Aey Road, a Londra, calpestate in tempi lontani con gli altri tre Beatles e divenute poi immortale immagine di copertina. Ma in questo caso la sda della memoria va ancora più a fondo, direttamente alle origini d’una nella quale il Cavern Club rappresenta una pietra miliare: il luogo da dove i ‘Fab Four’, reduci dall’avventura pionieristica di Amburgo e pronti a divene profeti in patria, bussarono ventenni a volume alle porte del successo e del mondo, esibendosi in concerto per ben 292 serate.

Non si tratta, a voler essere pignoli, di una prima volta per McCartney, che nel nido dei Beatles si era già ripresentato in passato. In un solo precedente, del resto: nel 1999, quando vi comparve con un gruppo che includeva David Gilmour, dei Pink Floyd. Ora tuttavia la serata ha un altro sapore. Forse quello di un saluto.

Il sto è esclusivo, per non dire semiclandestino, nello stesso giorno del del suo ‘amico-ri’ e alter ego di sempre, Mick J, d’una primavera più giovane, che gira la boa dei 75 continuando a spopolare negli con i Rolling Stones. La rivelazione, fatta appena alla vigilia, è venuta da sir Paul in persona, durante un incontro pulico al Institute of Performing Arts con Jarvis Cocker, frontman dei Pulp. “Aiamo in programma una piccola esibizione segreta da qualche parte qui a ”, ha ammiccato ai presenti, poco prima che sui media si spargesse la notizia. Per riempire i 350 posti del nuovo Cavern, chiuso nel 1973 e in seguito restaurato e riaperto, non servono d’altronde grandi battage pulicii.

Una platea di pochi fortunati a cui McCartney ha deciso di concedere l’emozione di un ricordo, al di là del sto da campagna promozionale per l’ultimo album, dopo la quasi altrettanto suggestiva esibizione di lunedì negli studi londinesi di Aey Road. E la sorpresa fatta di fresco sempre a , al Philharmonic pub, durante lo show televisivo dell’attore James Corden, a non più di 50 persone.