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Pardo difende DeLa: ecco perchè sbaglia!

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di Paolo Paoletti - Pierluigi Pardo, soccorre …troppo fa quando si viene a lavorare a Napoli!
Dice: “Credo che Sarri abbia conquistato Napoli con semplicità e preparazione. Ogni calciatore punta al top, ossia alla , e per come si sta evolvendo il non credo che lascerà Napoli. E’ fondamentale per il progetto azzurro, e sarebbe complicato sostituirlo a fine . Astori credevo fosse il primo obiettivo, e trovo ingeneroso criticare quando ci sono situazioni relative ai diritti di immagine. Pero capisco che faccia rabbia vedere altre società chiudere in mezz’ora e il Napoli in una settimana….”.
Caro Pardo, il problema non è una trattativa di mezz’ora o 7 giorni. Il problema è un club a carattere familiare.
Il Napoli non ha struttura sociateria e non la vuole. vuole fare tutto e non sa farlo.
La querelle dei diritti d’immagine è una bufala: perchè un giocatore dovrebbe cedere al Napoli il suo appeal commerciale, un valore sviluppato peraltro in altra società, se non garantisce eguali guadagni?
E perchè Puma – nel caso di Astori – dovrebbe rinunciare ad un contratto a favore di Robe di Kappa, diretto concorrente? Assurdità che solo l’arroganza di può pretendere.
Tutti sapevano della questione, nessuno l’ha affrontata preferendo sia Astori sia tentare la furbata. Che adesso ha fatto perdere a entrambi 3 settimane di tempo.
Il Napoli per questa arroganza ha perso anche Adidas, che ha rifiutato di essere sponsor tecnico per mancanza di store – appena 3 – che DeLa vuole gestire in proprio. ma il colmo è sentire Formisano, responsabile marketing, dire che Adidas ha una strategie commerciali vecchie che il Napoli non approva. Ridicolo…
Quanto al è tutto un bluff! Se avesse voluto un Napoli giovane e prevalentemente italiano, non aspettava maggio per pubblicizzare il no di .
Il cambio avrebbe un senso con Sepe e iello, Romagnoli e Rugani, anche Valdifiori il più simile a Verratti, come Immobile con Gabbiadini.
E Insigne nuovo leader. Perfino Dybala era un segno concreto di progettazione.
Ciò che fa rabbia non sono i tempi delle trattative, sono le scelte. E’ vedere Inter e che si indebitano ancora per fare una grande squadra, comprendendo che si può alzare il fatturato soltanto vincendo.
Vedere che la Grande non si oppone agli addii di Pirlo, , Vidal mattatori degli 4 scudetti e la finale di Champions. Avendo competenze e coraggio di ricominciare restando su obiettivi ivi vincenti.
Napoli, nonostante tutti i suoi problemi, resta la terza città d’Italia. E nonostante, terremoti, colera, tangentopoli, ha saputo vincere portando a Napoli il miglior calciatore del mondo ed il miglior manager d’Italia.
Il calcio è sempre lo stesso, sono i presidente che lo cambiano e lo fanno solo per i propri diretti interessi. Tradendo il pubblico.
Come fa da 10 anni!
Semza che alla città siano state date strutture ive, un settore giovanile, lo stadio.
Ed è vergognoso che tutti stiano zitti, proni davanti a questi cinepresidente!
Chi viene a lavorare a Napoli, prenda responsabilità su tutto ciò!!!