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Pardo difende DeLa: ecco perchè sbaglia!

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di Paolo Paoletti - Pierluigi Pardo, soccorre De Laurentis…troppo facile quando si viene a lavorare a !
Dice: “Credo che Sarri abbia conquistato con semplicità e preparazione. Ogni calciatore punta al top, ossia alla League, e per come si sta evolvendo il non credo che lascerà . E’ fondamentale per il progetto azzurro, e sarebbe complicato sostituirlo a ne . Astori credevo fosse il primo obiettivo, e trovo ingeneroso criticare De Laurentis quando ci sono situazioni relative ai diritti di immagine. Pero capisco che faccia rabbia vedere altre società chiudere in mezz’ora e il in una settimana….”.
Caro Pardo, il problema non è una trattativa di mezz’ora o 7 giorni. Il problema è un club a carattere familiare.
Il non ha struttura sociateria e non la vuole. De Laurentis vuole fare tutto e non sa farlo.
La querelle dei diritti d’immagine è una bufala: perchè un giocatore dovrebbe cedere al il suo appeal commerciale, un valore sviluppato peraltro in altra società, se De Laurentis non garantisce eguali guadagni?
E perchè Puma – nel caso di Astori – dovrebbe rinunciare ad un contratto a favore di Robe di Kappa, diretto concorrente? Assurdità che solo l’arroganza di De Laurentis può pretendere.
Tutti sapevano della questione, nessuno l’ha affrontata preferendo sia Astori sia De Laurentis tene la furbata. Che adesso ha fatto perdere a entrambi 3 settimane di tempo.
Il per questa arroganza ha perso anche Adidas, che ha riutato di essere sponsor tecnico per mancanza di store – appena 3 – che DeLa vuole gestire in proprio. ma il colmo è sentire Formisano, responsabile marketing, dire che Adidas ha una strategie commerciali vecchie che il non approva. Ridicolo…
Quanto al è tutto un bluff! Se De Laurentis avesse voluto un giovane e prevalentemente italiano, non aspettava maggio per pubblicizzare il no di .
Il cambio avrebbe un senso con Sepe e Sportiello, Romagnoli e Rugani, anche Valdiori il più simile a , come Immobile con Gabbiadini.
E Insigne nuovo leader. Perno Dybala era un segno concreto di progettazione.
Ciò che fa rabbia non sono i tempi delle trattative, sono le scelte. E’ vedere e Milan che si indebitano ancora per fare una grande squadra, comprendendo che si può alzare il fatturato soltanto vincendo.
Vedere che la Grande non si oppone agli addii di Pirlo, Tevez, Vidal mattatori degli ultimi 4 scudetti e la nale di . Avendo competenze e coraggio di ricominciare restando su obiettivi sportivi vincenti.
, nonostante tutti i suoi problemi, resta la terza città d’Italia. E nonostante, terremoti, colera, tangentopoli, ha saputo vincere portando a il miglior calciatore del mondo ed il miglior manager d’Italia.
Il calcio è sempre lo stesso, sono i presidente che lo cambiano e lo fanno solo per i propri diretti essi. Tradendo il pubblico.
Come fa De Laurentis da 10 anni!
Semza che alla città siano state date strutture sportive, un settore giovanile, lo o.
Ed è vergognoso che tutti stiano zitti, proni davanti a questi cinepresidente!
Chi viene a lavorare a , prenda responsabilità su tutto ciò!!!