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Papa: Napoletani basta camorra e corruzione. E San Gennaro miracola!

Papa a Pompei

di Domenico Chiesa - Durante la visita di nel Duomo di Napoli si è vericato in via straordinaria il “prodigio” dello scioglimento del sangue di San Gennaro, che di solito si ripete solo per la sua festa il 19 settembre, il sabato precedente la prima domenica di maggio e il 16 dicembre. Il sangue si è sciolto per metà. A dare l’annuncio è stato il cardinale Sepe dopo che il Pontece aveva preso la teca nelle sue mani. E’ la prima volta che accade nelle mani di un Pontece. Non era mai avvenuto nè con Giovanni Paolo Secondo nel 1990, né con Benedetto XVI nel 2007.

Piazza del Plebiscito quasi completamente gremita ha assistito alla celebrazione eucaristica di . Nella grande piazza, uno dei simboli di Napoli, sono stimate oltre 60.000 persone. Il Santo Padre ha celebrato la messa dall’altare allestito dinanzi alla basilica di San Francesco di Paola.

Durante l’omelia ha invitato più volte i fedeli a ripetere in c con lui: “Gesù è il Signore”. Poi, al termine del discorso, ha nuovamente salutato in napoletano. “Ca ‘a Maronna v’accumpagne!”.

“Cari napoletani, largo alla speranza, e non lasciatevi rubare la speranza! Non cedete alle lusinghe di facili guadagni o di redditi disonesti. Reagite con fermezza alle organizzazioni che sfruttano e corrompono i giovani, i poveri e i deboli, con il cinico commercio della droga e altri crimini”. Così il Papa nella messa in Piazza del Plebiscito. Non lasciate che la vostra gioventù sia sfruttata da questa gente”, ha detto ancora il Papa.

“La corruzione e la delinquenza non sgurino il volto di questa bella città! Ai criminali e a tutti i l complici Io umilmente oggi, come un fratello, ripeto: convertitevi all’amore e alla giustizia!”. Così nell’omelia della messa in Piazza del Plebiscito, a Napoli. “Lasciatevi trovare dalla misericordia di Dio! Con la grazia di Dio, che perdona , è possibile ritornare a una vita onesta”, ha proseguito i Pontece. “Ve lo chiedono anche le lacrime delle madri di Napoli – ha aggiunto -, mescolate con quelle di Maria, la Madre celeste invocata a Piedigrotta e in tante chiese di Napoli. Queste lacrime sciolgano la durezza dei cuori e riconducano tutti sulla via del bene”.

“Oggi comincia la primavera e la primavera è tempo di speranza. Ed è tempo di riscatto per Napoli: questo è il mio augurio e la mia preghiera per una città che ha in sé tante potenzialità spirituali, culturali e umane, e soprat tanta capacità di amare”. Lo ha detto durante la messa in Piazza del Plebiscito. “Le autorità, le istituzioni, le varie tà sociali e i cittadini, tutti insieme e concordi, possono costruire un migliore”, ha aggiunto.

L’entusiasmo dei fedeli riuniti n dalle prime ore del mattino sta accompagnando che attraversa in papamobile Piazza del Plebiscito dove tra poco celebrerà la Santa Messa. Tanti sventolano le bandierine bianche e gialle. Il Papa si è soffermato per salutare alcuni bambini.

“Il cardinale Sepe mi ha anche to se non fossi venuto a Napoli”. Lo ha detto sorridendo , scherzando sulle ‘pressioni’ dell’arcivescovo per ottenere la visita, durante il suo discorso in piazza Giovanni Paolo II a .

La corruzione puzza, la società corrotta puzza e un cristiano che fa entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano, puzza”. Lo ha detto nel suo discorso a . Riferendosi al passaggio sulla corruzione nell’intervento del presidente della Corte d’Appello di Napoli Antonio Bonaiuti, il Papa ha detto ‘a braccio’ che “Se noi chiudiamo la porta ai migranti, se noi togliamo il lav e la dignità alla gente, come si chiama questo? Si chiama corruzione e tutti noi abbiamo la possibilità di essere corrotti. Nessuno di noi può dire ‘io mai sarò corrotto’. No – ha proseguito -, è una tentazione, è uno scivolare verso gli affari facili, verso la delinquenza dei reati, verso la corruzione”. “Quanta corruzione c’è nel mondo – ha aggiunto il Pontece -: è una parola brutta, perché una cosa corrotta è una cosa sporca. Se noi troviamo un animale che è corrotto è brutto, ma puzza (il Papa ha usato il termine gergale ‘spuzza’), la corruzione puzza e la società corrotta puzza, e un cristiano che fa entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano, puzza”. Al termine del discorso, Bergoglio ha anche invitato a “andare avanti nella pulizia della propria anima, nella pulizia della città, nella pulizia della società, perché non ci sia quella puzza della corruzione”.

“Voi appartenete a un popolo dalla lunga , attraversata da vicende complesse e drammatiche. La vita a Napoli non è mai stata fa, però non è mai stata triste! E’ questa la vostra grande risorsa: la gioia, l’a”. Lo ha detto nel suo discorso in piazza Giovanni Paolo II, nel quartiere napoletano di . “Il cammino quotidiano in questa città, con le sue difcoltà e i suoi disagi e talvolta le sue dure prove – ha proseguito -, produce una cultura di vita che aiuta sempre a rialzarsi dopo ogni caduta, e a fare in modo che il male non abbia mai l’ultima parola”. “E’ la speranza, lo sapete bene, questo grande patrimonio, questa ‘leva dell’anima’, tanto preziosa, ma anche esposta ad assalti e ruberie”, ha aggiunto.

“Chi prende volontariamente la via del male ruba un pezzo di speranza. Guadagna qualcosa ma ruba la speranza. La ruba a sé stesso e a tutti, a tanta gente onesta e laboriosa, alla buona fama della città, alla sua economia”. Lo ha detto nel suo discorso in pizza Giovanni Paolo II, a .

ha benedetto i fedeli, al termine del discorso tenuto nel quartiere napoletano di , con la frase in napoletano solitamente pronunciata dall’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe: “A Maronna v’accumpagne”, ha detto e la folla ha salutato con un lungo applauso.

Una giovane immigrata delle lippine, un lavoratore e il presidente della Corte d’Appello di Napoli, Antonio Buonajuto, hanno rivolto tre brevi indirizzi di saluto al Papa giunto in piazza Giovanni Paolo II, nel quartiere napoletano di . ”Il rispetto della legge – ha detto l’alto magistrato – è continuamente offeso dalla corruzione pubblica e privata”. Il lavoratore, invece, ha lamentato la disperazione di quanti un lav non lo hanno mentre la giovane immigrata ha parlato della condizione dif di quanti vengono da terre lontane.

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha consegnato a le chiavi della città. In Piazza Giovanni Paolo II, cuore del quartiere di dove inizia la visita in città del Pontece, il primo cittadino ha consegnato, insieme con le chiavi, una pergamena commemorativa della giornata.

Card.Sepe, Napoli e napoletani Le piaceranno – ”In questi due anni di Ponticato, Lei ha dimostrato di conoscere il linguaggio del cuore per parlare con la gente; è il linguaggio dei napoletani”. E’ quanto ha detto l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, accogliendo a Napoli, nel quartiere napoletano di , . ”Vedrà che Napoli le piacerà e, con essa, i napoletani”, ha aggiunto ancora Sepe. ”Ce lo dirà alla ne di questa intensa giornata, a via Caracciolo, nell’incontro con i giovani”, ha detto sempre l’arcivescovo di Napoli. E dopo averla conosciuta – ha concluso ducioso Sepe – “Le verrà il desiderio di tornare. Lo speriamo, perché le vogliamo bene e sentiamo che lei è uno di noi”.

Cald,grande giornata per la Campania – “In attesa del Santo Padre. Una grande giornata per Napoli e la Campania. Preghiera e speranza”. Lo scrive su Twitter il presidente della Regione Campania, Stefano Cald, che sta aspettando, l’arrivo di a .