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Pallotta-Unicredit, si mente. Consob: ok al 20% HNA.

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di Matteo Talenti – Bomba , il comunicato della società apre la guerra di James contro Unicredit!
La risposta di Unicredit è prontissima con Renato Vichi portavoce dell’istituto: “Con riferimento alle dichiarazioni rilasciate dal presidente della A.S. , James , su richiesta della , UniCredit conferma che sono attualmente in corso discussioni con un investitore essato a rilevare una quota della partecipazione detenuta dall’Istituto nella società che controlla la A.S. . UniCredit non intende commentare quanto affermato dal sig. e si limita a sottolineare che, successivamente al comunicato diffuso giovedì 21 novembre in conformità con le normative in materia di società quotate, nessuna ulteriore dichiarazione in merito è stata rilasciata da UniCredit”.

Le continue indiscrezioni sulla possibile del 30% a investitori è il punto dio non ritorno…
“Contrariamente alle recenti notizie di stampa, non ci sono negoziazioni in atto tra la e qualche potenziale investitore cinese. Siamo costernati per le sciocche e imbarazzanti promozioni di false notizie di Unicredit che circolano nei media. È vergognoso e reca danno alla società e ai tifosi. Chiunque sia coinvolto in questo tipo di attività deve ritenersi responsabile per qualsiasi danno provocato al club dentro e fuori dal campo, e dovrebbe chiedere scusa ai nostri tifosi. Forza !”

Perchè questa guerra?
La che non ha mai perso in campionato, ora fa gola! E sta giocando una partita sporca fuori dal campo: Unicredit sta valutando come uscire dal patto di sindacato fatto con gli americani?
sta cercando nuove risorse finanziarie? Unicredit rivuole la ora capolista? Chi c’è dietro la guerra delle azioni?

I tifosi sono sul piede di guerra al fianco della squadra, Garcia è infastidito, i giocatori non capiscono cosa stia accadendo…
Come sempre è una polveriera, Liedholm e Capello soffrirono le pene dell’inferno nei giorni degli ultimi scudetti giallo. Costretti a trovare fondi per risolvere i dei Sensi, Unicredit accettò di cedere agli americani.
Oggi forse i soldi sono finiti e non sono mai stati sufficienti. Se apre all’Indonesia, potrebbe fare lo stesso con la Cina…il ha bisogno di nuovi mercati che non garantirebbe.
Da ciò la guerra delle azioni: ufficializzata dal comunicato del club. Di chi la pma mossa?

Ecco cosa scrive il Messo…
In arrivo Hna group nel capitale della . Il colosso cinese con essi nel trasporto aereo, turismo, immobiliare, vendite al dettaglio, società finanziarie, logistica e con un piede già in Italia, Secondo quanto risulta al Messo, è pronto ad acquisire da Unicredit, circa il 20% di Neep, la holding che possiede il 78% del club giallorosso. In una fase successiva, Neep potrebbe lanciare una ricapitalizzazione che, a cascata, andrebbe a rafforzare la società di : i sarebbero disponibili a investire ancora, attratti dall’Italia e dalla buona performance della squadra che è al primo posto in classifica ma devono fare i conti con gli americani di James .

Nei primi giorni della pma settimana, Hna potrebbe siglare l’accordo preliminare (memorandum of understanding) con la banca italiana, in un’operazione triangolare che coinvolge, naturalmente, il presidente . Due giorni fa, ci sarebbe stata una conference call fra americani e per approfondire l’accordo che comprende, anche la governance, visto che, con Unicredit, le basi sarebbero state di fatto poste. Paolo Fiorentino, vicedirettore generale con la delega sulla , sarebbe riuscito a spuntare un prezzo di circa 40 milioni per il 20% che valorizza la società attorno a 155 milioni. Ai primi di agosto ha acquistato il 9% da Unicredit per circa 14 milioni, salendo dal 60 al 69% di Neep, di cui oggi Unicredit ha il 31%. «UniCredit informa che al momento non sono state prese decisioni sulla partecipazione», si legge in una nota diffusa ieri mattina dopo le indiscrezioni di un quotidiano che però indicava come acquirente un nominativo sbagliato. Unicredit «conferma altresì che tale asset non è strategico e quindi la disponibilità a valutare eventuali opportunità di valorizzazione». A seguito di questa ammissione, il titolo ha preso il volo in Borsa, chiudendo a 1,395 euro (+ 10,39%).

NEWCO TRA ASIATICI E ISTITUTO
Sarebbero stati gli emissari del gruppo asiatico, il cui rappresentante legale è Chen Feng a prendere contatto poco più di un mese fa con Unicredit per sondare la disponibilità a cedere la quota. Hna, sesta società cinese con 44 miliardi di attivo, è un gruppo molto conosciuto che non ha bisogno di referenze. Nel ricco portafoglio c’è il 20% di Nh hoteles, proprietario di Nh hotel Italia di cui Intesa Sanpaolo detiene il 44,5%. In più ha una ventina di compagnie aeree sparse in Asia, di cui Gran China Airlines, nata sei anni fa, è la più importante: nel capitale della controllante figura con il 18,6% George Soros, il finanziere che cinque anni fa tentò di intavolare una trattativa con Rosella Sensi senza successo. Per tornare alla carica, sempre a vuoto l’anno dopo. La presenza di compagnie aeree potrebbe indurre Unicredit, coinvolto nel salvataggio di Alitalia, a sondare la disponibilità a venire. L’ingresso di Hna nella dipende dalla definizione degli accordi con . Siccome il patto esistente in Neep prevede diritti di veto tra Unicredit e As llc per il socio di minoranza fino a una quota del 30%, Hna e la banca potrebbero blindare il 20% dei e l’11% degli italiani, in una newco che avrebbe il 31% della holding: di questa nuova società gli asiatici avrebbero il 60-70% e l’istituto il residuo. Ma queste sono tecnicalità. La sostanza è il negoziato tra e Hna che proseguirà nel week end. I vogliono voce in capitolo nella gestione del club e spingono per fare un aumento di capitale di 50 milioni: Unicredit scenderebbe al 5% mentre obiettivo degli asiatici sarebbe di salire oltre il 40%.

«PERSEGUIAMO IL MEGLIO PER LA »
«Siamo fortunati ad essere i custodi di una grande organizzazione che attira gli essi di persone che vorrebbero entrare a farne parte». Ha commentato il presidente dell James . «Il nostro obiettivo come sempre è quello di perseguire ciò che è meglio per la – ha spiegato – Non abbiamo alcuna comprensione speciale sulla volontà di Unicredit di vendere la sua quota nella o le sue ragioni per un dialogo pubblico, così attenderemo altre notizie per saperne di più.».