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Pallotta minaccia, DiFra traballa, Roma allo sbando!

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di Romana Collina - La Roma continua ad uscire scontta dall’Olimpico, quinta in stagione, tante alla 26a non se ne vedevano dal 1993-94. Così Di Francesco ha confermato la seduta prevista alle 14.45 a Ta per un serrato confronto con i giocatori.

Ieri all’Olimpico è apparso sin troppo chiaro che il Milan di Gattuso è squadra ambiziosa. Si è convinta ed esaltata nella rincorsa alla , impensabile e quindi suggestiva.

Quali sono le sollecitazioni interne che invece sono arrivate ai giocatori della Roma?
1. Compra e vendi. Vendi e compra.
2. Priorità stadio… “Perchè per vincere serve lo stadio”.
3. Il o, con i giocatori trattati come asset.

I calciatori hanno capito, da tempo, che Roma è piazza di passaggio, dove mettersi in mostra per andare altrove. Hanno capito che la proprietà spera che giochino alla grande, più che per i risultati, per il valore che acquisiranno sul mercato. E inconsciamente reagiscono di conseguenza.

I più giovani magari scivolano pure su qualche dichiarazione, come Schick quando raccontò che si vedeva in un grande , praticamente senza aver ancora giocato nella Roma.
O l’ allenatore dell’Under 21 turca, che ha raccontato come Gengiz Under abbia ben chiaro l’obiettivo dell’approdo in un grande . E questo dopo 4 partite giocate bene nella Roma.

Anche i ragazzini, quindi, più che pensare a dove sono, pensano a dove andranno.
Di Francesco è chiaramente in difcoltà sul piano delle scelte e della via da intraprendere per tenere alte le , ammesso che ancora ce ne siano.
Quelli più in sembrano essere proprio quelli più spesso sull’altalena del mercato: Naingan irriconoscibile e un pallidissimo Dzeko.

Come diavolo fa un allenatore a convincere i giocatori a spingere al massimo se l’atmosfera non è quella della costruzione di un progetto sportivo, ma di realizzazione nanziaria sulla loro pelle?

La Roma perde…? Tutti a dare addosso all’allenatore.
Colpa di Di Francesco, di Luis Enrique, di Zeman, di Garcia!
Spalletti? Lui se n’è andato e, leggendo il giorni fa, ufcializzando il perchè: “Pallotta mi aveva fatto chiaramente capire che avrebbe venduto i migliori”.

Il è l’unica azienda al mondo in cui mai pagano i padroni. Poco i manager, sempre e comunque l’allenatore.
Quindi è colpa di Di Francesco. O forse ha ragione James Pallotta: è colpa della stampa e delle radio…
Ma guarda un po’!