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Padovan: scudetto al Napoli favorisce solo ADL!

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di Paolo Paoletti - Giancarlo Padovan è venuto sul dibattito aperto dalla vittoria del a Torino. Juve battuta e azzurri in pole psicologica per lo scudetto.
Ipotesi che ha scatenato una sequela di perchè il titolo del sarebbe un bene per il italiano.
Fesserie!
Tutta questa stagione è stata in modo più che evidente rispetto alle precedenti, un batti e ribatti tra Lega e pay-tv, finito per adesso con un preoccupante (per i club) nulla di fatto.
E’ ovvio che un campionato vinto per la settima volta dalla , abbasserebbe l’appeal del prodotto serie A.
E Mediapro è già molto preoccupata per lo del Tar all’accordo fuori bando con la Lega ma sopratutto per il cartello messo in piedi da Sky-Mediaset per alzare il potere della domanda di in tivvù.
Se il dovesse vincere, a beneficiarne sarebbe solo De Laurentis, il quale non ha nessuna intenzione di restituire al Sistema parte dei maggiori introiti attraverso il potenziamento del settore giovanile, il finanziamento di un centro sportivo, lo o.
Quindi, al italiano, alla Nazionale, al movimento di base, essa poco o nulla se i Campioni saranno ancora quelli della o il .
Per le tivvù invece, sarebbe cambiato se non fosse entrato in gioco il terzo incomodo: Mediapro che caldeggia il Canale Lega, avendo intuito che Sky e Mediaset acquisteranno al ribasso.
A voi le riflessioni di Padovan…

di Giancarlo Padovan* - Non riuscirò mai a capire, né a giustificare la marea montante di retorica che da e oltre sta invadendo l’Italia tutta.

La prima affermazione contestabile è la seguente: lo scudetto al farebbe solo bene al italiano.

E’ un postulato inspiegabile. Perché dovrebbe essere così?
Forse se il vince lo scudetto, la Nazionale italiana si ritrova magicamente qualificata per i Mondiali o per i prossimi Europei?

O, cheisò, avremmo più in fretta un presidente federale?
O magari l’immobilismo della Lega si trasformerebbe in un’attività sfrenata e produttiva?

Lo scudetto al darebbe impulso e beneficio alla società di De Laurentis, regalerebbe un lungo periodo di gaudio a tutta la città, innalzerebbe l’indice identitario tra territorio e tifo, forse farebbe bene anche ai consumi.

Ma fuori da e dalla Campania ci sarebbero solo gli sfottò per la Juve e la sua sicumera nel reputarsi campione prima dello scontro diretto, per le imprese che dovrebbero realizzare e Roma nel battere i bianconeri, per una stagione da ridimensionato del club più potente d’Italia.

Il resto sono discorsi da Masaniello. Come quello di Albiol. Lo spagnolo, al quale deve essere stato fatto un ripasso di sociologismo per corrispondenza.
Ha detto che la battaglia del non è solo per lo scudetto, ma “contro tutto il nord”.
Come se al nord non abitasserro, felicemente integrati, milioni di campani che vogliono vedere solo la loro squadra trionfare, non certo creare un conflitto socio-culturale con l’altra metà del Paese.

Forse Albiol, quando fa un distinguo di questo genere, pensa di riferirsi alla Catalogna, ma l’Italia non è la Spagna, ogni Paese ha una che lo diffea da un altro.
Casomai, certi discorsi sull’identità, avrebbero, forse, un valore se il fosse composto tutto da napoletani, non da senegalesi, belgi, albanesi, italo-brasiliani, slovacchi, portoghesi, polacchi, spagnoli.

Il è una squadra professionistica che risponde alle logiche dello sport-, come le altre.
E lo scudetto al risulterebbe alternativo al modello-.
Da una parte una società più ricca e storicamente più potente, che cerca la vittoria prima di ogni altra cosa. Dall’altra un club importante che vuole attuare un spettacolare.
Per Sarri e per il , vincere significa dimostrare che i due aspetti possono convergere.

Il resto è melassa, buona solo per chi, mette il riscatto sociale dentro un pallone.
Peggiore manipone ideologica non c’è.

* da .com

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