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Padovan: scudetto al Napoli favorisce solo ADL!

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di Paolo Paoletti - Giancarlo Padovan è intervenuto sul dibattito aperto dalla del Napoli a . Juve battuta e azzurri in pole psicologica per lo scudetto.
Ipotesi che ha scatenato una sequela di perchè il titolo del Napoli saree un bene per il calcio italiano.
Fesserie!
Tutta questa stagione è stata in modo più che evidente rispetto alle precedenti, un batti e ribatti tra Lega e pay-, finito per adesso con un preoccupante (per i club) nulla di fatto.
E’ ovvio che un campionato vinto per la settima volta dalla Juventus, aasseree l’appeal del prodotto serie A.
E Mediapro è già molto preoccupata per lo del all’accordo fuori bando con la Lega ma sopratutto per il cartello messo in piedi da Sky-Mediaset per alzare il della domanda di calcio in tivvù.
Se il Napoli dovesse vincere, a beneficiarne saree solo De Laurentis, il quale non ha nessuna intenzione di restituire al Sistema parte dei maggiori introiti attraverso il potenziamento del settore le, il finanziamento di un centro ivo, lo stadio.
Quindi, al calcio italiano, alla Nazionale, al movimento di base, interessa poco o nulla se i saranno ancora quelli della Juventus o il Napoli.
Per le tivvù invece, saree cambiato se non fosse entrato in gioco il terzo incomodo: Mediapro che caldeggia il Canale Lega, avendo intuito che Sky e Mediaset acquisteranno al ribasso.
A voi le riflessioni di Padovan…

di Giancarlo Padovan* - Non riuscirò mai a capire, né a giustificare la marea montante di retorica che da Napoli e oltre Napoli sta invadendo l’Italia tutta.

La prima affermazione contestabile è la seguente: lo scudetto al Napoli faree solo bene al calcio italiano.

E’ un postulato inspiegabile. Perché dovree essere così?
Forse se il Napoli vince lo scudetto, la Nazionale italiana si ritrova magicamente qualificata per i Mondiali o per i prossimi Europei?

O, cheisò, avremmo più in fretta un presidente federale?
O magari l’immobilismo della Lega si trasformeree in un’attività sfrenata e produttiva?

Lo scudetto al Napoli daree impulso e beneficio alla società di De Laurentis, regaleree un lungo periodo di gaudio a tutta la città, innalzeree l’indice identiio tra territorio e tifo, forse faree bene anche ai consumi.

Ma fuori da Napoli e dalla Campania ci sareero solo gli sfottò per la Juve e la sua sicumera nel repusi campione prima dello scontro diretto, per le imprese che dovreero realizzare Inter e nel battere i bianconeri, per una stagione da ridimensionato del club più potente d’Italia.

Il resto sono discorsi da Masaniello. Come quello di Albiol. Lo spagnolo, al quale deve essere stato fatto un ripasso di sociologismo per corrispondenza.
Ha detto che la battaglia del Napoli non è solo per lo scudetto, ma “contro tutto il nord”.
Come se al nord non abitasserro, felicemente integrati, milioni di campani che vogliono vedere solo la loro squadra trionfare, non certo creare un conflitto socio-culturale con l’altra metà del Paese.

Forse Albiol, quando fa un distinguo di questo genere, pensa di riferirsi alla Catalogna, ma l’Italia non è la Spagna, ogni Paese ha una storia che lo differenzia da un altro.
Casomai, certi discorsi sull’identità, avreero, forse, un valore se il Napoli fosse composto tutto da napoletani, non da senegalesi, belgi, albanesi, italo-brasiliani, slovacchi, portoghesi, polacchi, spagnoli.

Il Napoli è una squadra professionistica che risponde alle logiche dello -business, come le altre.
E lo scudetto al Napoli risulteree alternativo al modello-Juventus.
Da una parte una società più ricca e storicamente più potente, che cerca la prima di ogni altra cosa. Dall’altra un club importante che vuole attuare un calcio spettacolare.
Per Sarri e per il Napoli, vincere significa dimostrare che i due aspetti possono convergere.

Il resto è melassa, buona solo per chi, mette il riscatto sociale dentro un pallone.
Peggiore manipolazione ideologica non c’è.

* da calciomercato.com