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‘Obiettivo sul mondo’, la diversità culturale in una fotografia.

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di Serena Paoletti - Tre ragazzi cinesi che, come in un quadro di Rembrandt, escono dal buio della notte e gettano, con la loro presenza, un fascio di luce su alcuni ideogrammi che stanno scrivendo sul muro, dando così vita e tridimensionalità a un racconto visivo che rimarrà indelebile: questa è l’immagine risultata vincitrice della quarta edizione del concorso fotograco promosso da Intercultura e ANSA ‘Un obiettivo sul mondo’. Autore dello scatto ‘La storia sul muro’ è il 17enne Giacomo Bulfone di Udine, un mese estivo trascorso in .

Osservare una cultura diversa rispetto a quella di origine attraverso la lente d’ingrandimento dell’obiettivo della macchina fotograca, ha permesso ai quasi 500 adolescenti che hanno trascorso un mese all’estero quest’estate con Intercultura (in Irlanda, UK, Danimarca, nlandia, Spagna, Russia, USA, Canada, Argentina, , , , Tunisia) di conoscerla e, in parte, di interprela con maggiore cognizione di causa. Il percorso proposto dall’Associazione Onlus è infatti mirato ad aiue gli studenti a dosi di strumenti di osservazione della realtà culturale del Paese in cui vivranno per alcune settimane e a scoprire alcuni aspetti meno stereotipati della cultura locale.

Nel caso della foto vincitrice la riflessione dello studente è focalizzata sulla convivenza, nel Paese della Grande Muraglia, di un passato tradizionale mai dimenticato e di un presente proiettato al futuro: ‘Scattata a Dingshanzhen (定山镇), un piccolo paesino di campagna nei pressi di Jiujiang, – scrive Giacomo nella didascalia – rappresenta l’anima più vera di un popolo, che nonostante abbia deciso di seguire il processo della globalizzazione in nome del progresso, sfrenato e senza limiti, contemporaneamente desidera preservare e valorizzare l’autenticità delle proprie tradizioni. Tant’è che artisti, eri e orgogliosi della propria identità, nel mezzo della notte, al lume di una torcia scrivono e illustrano la storia del proprio popolo sui muri della città, nelle strade, in mezzo alla gente afnché, essendo sotto gli occhi di tutti, non si dimentichi il passato che è il fondamento del presente’.

La macchina fotograca permette anche di bloccare per sempre in un fotogramma il ricordo di una giornata speciale: l’incontro con un popolo dal cuore grande e generoso rappresentato dal sorriso guascone di uno studente in uniforme scolastica, come nel caso della foto “Plentyn Mewn Unffurf (ragazzo in uniforme)” scattata da Alice Franchi, 17enne bolognese che ha trascorso un mese a Cardiff nel Galles.

Ed è così che Alice ci racconta come è nata la sua foto: “La prima settimana della mia permanenza in Galles coincideva con l’ultima settimana scolastica gallese. Un pomeriggio, mentre giravo per la cittadina di Colwyn Bay, sono rimasta colpita per il fatto che in quel momento era deserta (probabilmente perché tutti erano nelle loro case o nei locali del posto per l’afternoon tea delle cinque). Girando l’ano, però, ho incontrato questo bambino in uniforme scolastica che tornava a casa dopo una giornata a scuola. Con un po’ di timore, ho accennato una mossa per scatgli una foto, e con mia completa sorpresa lui si è messo in posa e si è subito mostrato entusiasta del fatto che lo stessi fotogrndo. Inutile dirlo, dall’istante in cui ho visto il risultato dello scatto mi sono innamorata di questa foto: il bambino, infatti, rappresenta in e per ciò che ho potuto apprezzare in un mese degli abitanti del Galles del Nord. Sono ospitali, pieni di vita e si prestano molto al dialogo con chi sta visitando il loro paese e si mostra interessato a scoprire meglio la loro cultura”.

Matteo Portella, 17enne di Amatrice, un mese trascorso a Sligo in Irlanda grazie a una borsa di studio donata da UPI per gli studenti residenti nella zona del cratere del terremoto, ha invece immortalato la sua piccola grande vittoria nella sua foto “Una nuova esperienza”: quella di riuscire a creare un rapporto di amicizia tra italiani e irlandesi attraverso lo , nel loro caso un’uscita in mare con le tavole da surf vestiti tutti uguali nella loro muta nera e le loro tavole color giallo fosforescente.

Giacomo, Alice e Matteo trascorreranno una mattinata presso la sede dell’ANSA lunedì, 3 dicembre, assieme ai sti per assistere alla riunione di redazione, vedere dove nasce una notizia e scoprire qualche trucco del mestiere.

Il concorso prevede un altro premio speciale per la prima classicata che si recherà il pomeriggio stesso del 3 dicembre a Bruxelles, come fotoreporter, per documene il campo nale del programma trimestrale europeo promosso da Intercultura, a cui partecipano qualche centinaio di di diversi Paesi per riflettere sui temi della cittadinanza attiva.