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Obama: “il razzismo non è finito!” Allarme Usa, pregiudizi e armi…

Dallas police shooting interfaith tribute in Dallas, Texas

di Italo Lamela - “Nessun individuo, nessuna istituzione è amente immune dal pregiudizio razziale”: lo ha detto Barack Obama nella cerimonia per commemorare i cinque agenti uccisi da un cecchino a Dallas.

“Il – accusa Obama – non è nito” con Martin Luther King o con leggi come il Civil rights act. “I pregiudizi – ha aggiunto – rimangono, tutti nella vita ci imbattiamo nell’essere bigotti a un certo punto delle nostre vite. Se siamo onesti, siamo in grado di sentire i pregiudizi dentro di noi”.

“Il dolore che sentiamo potrebbe non passare presto, ma la mia fede mi dice che i poliziotti non sono morti invano”. “Il nostro dolore può renderci un Paese migliore”, con “più giustizia e più pace”, ha aggiunto il capo della Casa Bianca.

“Non possiamo far orecchie da mercante e non tenere conto delle manifestazioni degli afroamericani, considerare quelle persone come paranoici e piantagrane, non possiamo metterle da parte come inquietudine politica o mettere l’etichetta del . Farlo signica negare la realtà”, ha sottolineato Obama.

Funerali per riunire l’America. Tenta di consolare e riconciliare un Paese inquieto e arto il presidente Usa Barack Obama, sbarcato in una Dallas blindata per i funerali dei cinque agenti bianchi uccisi da un cecchino nero che voleva vendicarsi dei due afroamericani ammazzati dalla polizia la scorsa settimana. E’ l’undicesima volta che vola in una città americana colpita da una strage. L’ultima un mese fa a Orlando, in Florida, dove un americano di origine af radicalizzatosi negli States e proclamatosi fedele all’Isis ha ucciso 49 persone in un night club per gay. Ma a Dallas Obama deve fare i conti non solo con l’irrisolta questione della proliferazione delle armi ma anche con la sempre aperta questione razziale, che rischia di pesare sulla sua eredità politica. E questa volta deve fare l’acrobata di fronte ad una polizia vittima e imputata nello stesso tempo, falcidiata da un cecchino a Dallas ma nel mirino per i pregiudizi e la brutalità contro i neri, come Alton Sterling a Baton Rouge (Louisiana) e Philando Castile a St Paul (Minnesota), uccisi da agenti senza apparente giusticazione. Per questo ha telefonato alle loro famiglie prima di incontrare privatamente quelle dei poliziotti uccisi a Dallas, venendo poi ad una commovente cerimonia religiosa, dove il sindaco della città, Mike Rawlings, aprendo una maratona di omaggi, ha denunciato un “male comune”: la violenza nelle strade.

Obama è arrivato a Dallas in un ca teso, dopo l’ondata di e in molte città americane, minacce alla polizia e una serie di recenti sparatorie contro le forze dell’ordine, le ultime oggi a Washington e nella a texana di Ellis, vicino a Dallas, fortunatamente senza , ma anche a Baltimora, dove uno sconosciuto ha fatto fuoco alla veglia per un afroamericano ucciso, colpendo cinque persone. E ha voluto dare un segnale di unità e di partecipazione ampia e bipartisan, portando con sé non solo Michelle e il vice Joe Biden ma anche un senatore locale come Ted Cruz, che lo aveva a lungo criticato prima di ritirasi dalla primarie reblicane. E ha voluto che ci fosse pure il suo predecessore reblicano, George W. Bush con la moglie Laura, anche lui pronto a parlare per dare l’immagine di un Paese comunque unito.