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Notte nella Foresta, Balo faccia l’uomo!

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di Paolo Paoletti - Fitzcarraldo, in un film di Herzog, voleva l’Opera in Amazzonia, nella foresta.
Anche Roy Hodgson, vuole un’Inghilterra finalmente squadra che sappia giocare una Coppa del Mondo, proprio nel Mondiale dei .
è venuto almeno per i quarti: dopo il disastro 2010, ma non sarà una passeggiata.

Manaus, nodo tra Rio Negro e Rio delle Amazzoni, è il crocevia di italiani e inglesi, diversi in tutto, con lo stesso obiettivo.
Sarà notte a come a Londra, tutti davanti la a sperare che in sia una festa anche per l’, dopo il terrore sparso dall’Olanda che ha stramazzato gli spagnoli Campioni in carica.
Inghilterra-Italia è la seconda sfida tra europee, tra grandi d’. Niente di casuale, Blatter e Dilma hanno investito tutto su un evento che faccia grande il , dove il pil è in crescita, come le sofferenze di un popolo.

La Foresta è simbolo forte di questo disegno: dove non è arrivata la Lirica, è arrivato il calcio. Uno o tutto nuovo, l’unico veramente fatto dal niente al centro dell’Amazzonia. Sarà la notte azzurra?

Cesare si lascia andare…”Dobbiamo divene squadra, squadra vera. Qualcuno a benedirci? Forse servirebbe… ci avevano parlato di un campo in cattive condizioni, l’abbiamo trovato ottimo. Abbiamo mirato il lavoro per essere pronti fisicamente e mentalmente a questo appuntamento”.
Accetta benedizioni, non lo preoccupa la caviglia di Buffon. Scommette, invece, che abbia imparato in 30gg come si fa il centravanti: 4-1-4-1, ci fosse ancora Albertone Sordi, lo scambierebbe per un numero di telefono.

Balo è al bivio: si sposi e diventi uomo. Prima diventi un campione in giocando da subito come fece all’Europeo. Senza cadere nelle provocazioni inglesi e rispettando gli ordini.
“Come a tutti, anche a Mario chiedo di essere deciso e leale” raccomanda il Cittì. Avere fisicità al centro dell’attacco, consentirebbe di respirare sulle fasce, dove l’Italia paga deficit di corsa ed esperienza.
Per questo gioca Mario e non Immobile, lì al centro dell’attacco si deciderà destino e risultato di Inghilterra-Italia. E forse il Mondiale di entrambe.

vuole 3 registi, De Rossi, Verratti e Pirlo con Gerrard il miglior play del mondiale. Così è possibile rinunciare a Bonucci in pessima forma ma capace di impose da dietro.
“Pirlo e Buffon sono un riferimento per i ”. De Rossi altro veterano è la diga della difesa, dove confluiranno i palloni di terzini ed ali volanti di Hogdson che gioca il classico 4-3-3, ideale per sfrute le fasce.

E’ una Inghilterra diversa rispetto alla storia: ha molti creativi, veloci, bravi uno-contro-uno. Non c’è più solo Rooney… Sturridge, Sterling, Lallana e Welbeckhan fanno paura. E se arrivano in dopo 60 tiratissime partite, motivo per cui il Mondile lo hanno vinto solo In Inghilterra nel 1966, stavolta cercano la svolta di qualità.
E Hodgson, irriso in Italia meteora nerazzurra, è il più tattico degli allenatori inglesi. Stratega in campo e fuori.
La Fifa valuta le due Nazionali alla pari: Italia al 9°, Inghilterra al 10° nel rancking. La storia fa altrettanto: 9 vittorie azzurre, 8 dei bianchi. I 7 pareggi confermano l’antica abitudine britannica per cui ci odiano: tanto gioco, pochi gol.

Non è più cosi… “Hanno 4 giocatori in fase offensiva bravi a sale l’uomo, dovremo attaccare gli spazi e giocare a reparti vicini” spiega .

La sfida “non è decisiva, la prima non lo è mai – esorcizza il Cittì – ma la vittoria garantisce una forza straordinaria. L’Italia deve sorprendere per capacità di se in partita”.
Voglia di vincere e vittoria sono le due facce della medaglia del calcio. Ovunque anche la centro della più grande foresta al Mondo, nonostante l’afa e l’umidità che si taglia a fettine. Una follia aver fatto 6 ore di viaggio per arrivare dal ritiro azzurro sul mare di Mangaratiba. Dove siamo anche antipatici a tutti.

“Sono quattro anni che la Nazionale gira il mondo con questa responsabilità. Un mondiale amplifica tutto, sapremo farci onore”. passa e chiude.

Per Hogdson il campo è a posto, non concede alibi ai suoi. Noi più tecnici dobbiamo convincerci che è così. Partire male in un girone con 3 pretendenti significherebbe un piede fuori. Sposterà la visione giusta per guardare avanti.
Fizcarraldo aveva ragione: i spostano le montagne. E anche le Foreste.