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Niente penalità alla Juve per il caso Agnelli-Ultrà!

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di Antonella Lamole - Sul caso Agnelli-, riceviamo l’intervento dello studio legale Del Re e pulichiamo.

Il presidente della ntus, Andrea Agnelli, è stato accusato di avere intrattenuto rapporti con alcune frange della tifoseria organizzata, dedite alla “rivendita” di biglietti con scopo di lucro, il cosiddetto bagarinaggio. Tali fatti sembrereero aver attivato sia la Procura Penale di che la Procura Federale F.I.G.C. Le accuse si fondano sul presunto rapporto del presidente Agnelli, e di alcuni dirigenti della società bianconera, con esponenti della tifoseria autorizzati ad avere un numero di biglietti ed aonamenti in numero superiore al consentito, in zione della normativa di pulica sicurezza sulla cessione dei tagliandi, per assistere a manifestazioni sportive e favorendo quindi il fenomeno del bagarinaggio.

DIVIETI. Tale condotta, ai sensi di quanto disposto dalla normativa sportiva, si porree in zione degli artt. 12 c. 1, c.2 e c. 9 del Codice di Giustizia Sportiva F.I.G.C. (CGS). L’art. 12 c. 1 pone un divieto alle società sportive di contribuire, con interventi finanziari o con altre utilità, alla costituzione ed al mantenimento di gruppi organizzati e non, di propri sostenitori. Il c. 2 afferma che le società sono tenute all’osservanza delle norme e delle disposizioni emanate dalle puliche autorità in materia di distribuzione al pulico di biglietti di ingresso, nonché di ogni altra disposizione di pulica sicurezza relativa alle gare da esse organizzate. In riferimento al rapporto tra dirigenti e tifosi, il comma 9 afferma quanto segue: “Ai tesserati è fatto divieto di avere rapporti con esponenti e/o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società. In ogni caso detti rapporti devono essere autorizzati dal delegato della società ai rapporti con la tifoseria. In caso di zione delle richiamate prescrizioni, si applicano le medesime sanzioni di cui al comma 8.”

NORMA RACITI. Le previsioni del Codice di Giustizia Sportiva, sopra citate, richiamano quanto disposto dalle norme statutarie in particolare dal D.D.L. n. 8/2007 (convertito in L. legge n. 41 del 4 aprile 2007), introdotto dopo la nota vicenda Raciti, che prevede tra le altre, l’introduzione dei tornelli per l’accesso alle manifestazioni sportive. La Procura Federale, concluse le indagini , potree optare per il deferimento, sia dei dirigenti bianconeri che della ntus, dinnanzi al Tribunale Federale Nazionale. Le norme te, oltre a quelle sopra descritte, potreero essere individuate anche nell’art. 1bis c.1 CGS, in merito all’oligo di lealtà, probità e correttezza in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, nonché nell’art. 4 c.2 CGS, relativamente alla responsabilità oggettiva delle società di calcio, ai fini disciplinari, dell’operato di dirigenti e tesserati. Incardinato il procedimento, l’organo di primo grado avrà 90 giorni per emettere una decisione che, gli imputati, potranno impugnare innanzi all’organo di secondo grado, la Corte Federale di Appello che dovrà decidere entro 60 giorni. Divenuta irrevocabile la decisione degli organi giudicanti della FIGC, questa potrà essere impugnata, in ultima istanza, all’interno dell’ordinamento sportivo dinnanzi al Collegio di Gaa del .

SANZIONI- Sul piano sanzionatorio la ntus, ai sensi dell’art. 12 CGS, laddove ne fosse provata la colpevolezza e/o la responsabilità, potree essere condannata ad una sanzione pecuniaria da 10.000,00 euro a 50.000,00 euro per la zione dell’art. 12 c. 1 e c. 2., mentre i dirigenti bianconeri ad una sanzione pecuniaria di 20.000,00 euro, per ogni imputato, per la zione dell’art. 12 c.9. E’ diffi ipotizzare sanzioni diverse o maggiormente gravose essendo disposte, per il caso di specie, solo in caso di un comportamento recidivo. La complessità della vicenda è data sia dalle poche “certe” notizie a disposizione che dalla mancanza, ad oggi, di provvedimenti e/o decisioni da parte degli organi di giustizia ordinaria.

Avv. Guido Del Re e dott. Francesco Casarola
Studio Legale Del Re
(con sede a Roma e )