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Nicchi accusa: club, giocatori, media ci avvelenano!

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di Nina Madonna - Duro Marcello , presidente Aia. Le ennesime polemiche che hanno travolto gli arbitri per lui sono da ricondurre agli interessi deviati di , allenatori, editori…
attacca calciatori e società, anche gli addetti ai lavori. “Avevamo chiesto serenità nel giudicare, nel dire, nello scrivere, nel diffondere e purtroppo non è accaduto. Ognuno ha pensato ai propri interessi e non al bene del calcio e alla tranquillità degli arbitri, alla violenza che si può generare con dichiarazioni sbagliate – ha spiegato – Dietro a fisiologici e pochi errori, qualche società ne ha approfittato per giustificare i mancati obiettivi raggiunti, qualche allenatore ha pensato più al di contratto e qualche editore ne ha approfittato per vendere qualche copia in più dimenticando che così aiamo fatto del male all’immagine del calcio no. Ci sono state partite bellissime, intense, ricondotte a un episodio, a un fallo laterale, a un rigore, cose che accadranno sempre anche quando ci sarà la tecnologia. Con la Var non ci sareero state le polemiche di -? Lo vedremo, forse daranno la colpa ai registi”.

Un clima di astio nei confronti della classe arbitrale che rallenta il percorso di interazione tra fischietti e media.
“Ora non è possibile perché verree ripresa mezza frase e verree ricondotta a qualcosa che non è la . Semmai gli allenatori dovreero parlare un po’ di meno e magari un giorno si potree arrivare a far parlare allenatore e insieme. Chi non ha parlato in questo periodo di partite belle da vedere non conosce il calcio, non conosce il regolamento. Aiamo fatto degli errori come li fanno i calciatori e gli allenatori ma credo che aiamo anche la sensazione che il calcio al suo interno non sia così compatto come dovree essere, si vedono cose che non si dovreero vedere, come le . Ieri, per esempio, i giocatori hanno protestato di meno e gli arbitri hanno arbitrato meglio. Più si mettono gli arbitri nelle condizioni di serenità per operare, più crescono e operano meglio. Mi è dispiaciuto sentire dire che un serio e intelligente fischiava la fine dieci secondi prima – riferendosi a - – Vogliamo tornare ai tempi in cui si fischiava il fallo di confusione?”.

Il numero 1 degli arbitri è stanco di vedere ogni domenica i suoi fischietti circondati da calciatori che protestano.
“Non si può assistere a quelle scene in cui l’ viene circondato dai giocatori per protestare. Ci sono casi in cui a fine partita l’ non può nemmeno rientrare negli spogliatoi e prendere un tè, fermato per recriminare. questo toglie serenità, non può continuare così. Proporremo che in questi casi venga dato il cartellino giallo ai capitani, così da responsabilizzarli rispetto al comportamento della squadra”.