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Nicchi accusa: club, giocatori, media ci avvelenano!

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di Nina Madonna - Duro Marcello , presidente Aia. Le ennesime polemiche che hanno travolto gli per lui sono da ricondurre agli interessi deviati di , allenatori, editori…
attacca calciatori e società, anche gli addetti ai lavori. “Avevamo chiesto serenità nel giudicare, nel dire, nello scrivere, nel diffondere e purtroppo non è accaduto. Ognuno ha pensato ai propri interessi e non al bene del e alla tranquillità degli , alla che si può generare con dichiarazioni sbagliate – ha spiegato – Dietro a siologici e pochi errori, qualche società ne ha approttato per giusticare i mancati obiettivi raggiunti, qualche allenatore ha pensato più al rinnovo di contratto e qualche editore ne ha approttato per vendere qualche copia in più dimenticando che così abbiamo fatto del male all’immagine del italiano. Ci sono state partite bellissime, intense, ricondotte a un episodio, a un fallo laterale, a un rigore, cose che accadranno sempre anche quando ci sarà la tecnologia. Con la Var non ci sarebbero state le polemiche di Juve-Milan? Lo vedremo, forse daranno la colpa ai registi”.

Un ca di astio nei confronti della classe arbitrale che rallenta il percorso di interazione tra schietti e media.
“Ora non è possibile perché verrebbe ripresa mezza frase e verrebbe ricondotta a qualcosa che non è la . Semmai gli allenatori dovrebbero parlare un po’ di meno e magari un giorno si potrebbe arrivare a far parlare allenatore e arbitro insieme. Chi non ha parlato in questo periodo di partite belle da vedere non conosce il , non conosce il reamento. Abbiamo fatto degli errori come li fanno i calciatori e gli allenatori ma credo che abbiamo anche la sensazione che il al suo interno non sia così compatto come dovrebbe essere, si vedono cose che non si dovrebbero vedere, come le proteste. Ieri, per esempio, i giocatori hanno protestato di meno e gli hanno arbitrato meglio. Più si mettono gli nelle condizioni di serenità per operare, più crescono e operano meglio. Mi è dispiaciuto sentire dire che un arbitro serio e intelligente schiava la ne dieci secondi prima – riferendosi a Juve-Milan – Vogliamo tornare ai tempi in cui si schiava il fallo di confusione?”.

Il numero 1 degli è stanco di vedere ogni domenica i suoi schietti circondati da calciatori che protestano.
“Non si può assistere a quelle scene in cui l’arbitro viene circondato dai giocatori per protese. Ci sono casi in cui a ne partita l’arbitro non può nemmeno rientrare negli spogliatoi e prendere un tè, fermato per recriminare. questo toglie serenità, non può continuare così. Proporremo che in questi casi venga dato il cartellino giallo ai capitani, così da responsabilizzarli rispetto al comportamento della squadra”.