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“Intransigenti”, Colle avverte club e ultrà.

++ EURO 2012: NAPOLITANO, ITALIA VI E' RICONOSCENTE ++

di Romana Collina - “Chi si presenta con spranghe e -carta, chi attacca senza scrupolo anche sapendo di poter colpire molto gravemente, e chi incendia e devasta: contro questo ci deve essere intransigenza assoluta, un rigore di cui voi siete l’espressione più importante e nello stesso tempo più esposta”, il presidente tano si è rivolto così alla Polizia, un segnale inequivocabile di lotta senza frontiere agli ultrà degli stadi ed ai legami tra club e tifoserie organizzate!
Finalmente un brutto monito per tutti, informazione compresa, che deve prendere distanza e condannare senza se e ma ogni pur piccolo episodio di inosservanza delle ree. Fa specie che l’avvertimento del Presidente sia coincidente con la notizia della sponsorizzazione Sky alla Roma. Ultimo di tanti esempi dannosi come già accade per il Corriere dello Sport sponsor di prima e Roma poi!

Mai sentito Presidenti di società, tranne Lotito, Feder o Lega, condannare in questi termini il bacato, sempre a metà tra interessi di parte e paura di mettersi contro la piazza.
Il segnale dato da Giorgio Napoolitano è un ordine all’intransigenza per le Forze dell’ordine ma anche e sopratutto al rigore di gestione del e dell’ambito sportivo che deve fare di etica, moralità, meritocrazia, valorialità le caratteristiche assolute di modello e, quale è volente o nolente!

Gennaro Fioretti.
L’Inferno di Tor di Quinto ha lasciato dietro di sè la lotta contro la morte di Ciro Esposito e anche il dramma di Gennaro Fioretti. Di Mugnano, 32 anni, durante gli scontri è stato colpito al braccio destro e alla mano sinistra. Dimenticato dai media è ricoverato al Gemelli e rischia la paralisi.
Tra carta, minacce, fumogeni e pistole, il maledetto sabato romano aggiunge nuovo dolore. Quello dell’altro Gennaro, senza la ‘y’, tatuaggi e maglietta Speziale Libero. A causa delle ferite da scoppio nei pmi giorni sarà operato con un delicato intervento ortopedico. Fonti mediche del Gemelli, ne dicono a rischio le funzionalità degli arti, soprattutto del braccio destro.

Ciro Esposito.
“La situazione si sta stabilizzando. Non c’è stato alcun peggioramento, anzi si registra un lieve miglioramento”. É quanto si apprende sulle condizioni di Ciro Esposito dal Policlinico Gemelli di Roma dove il tifoso è ricoverato per le ferite da arma da fuoco riportate prima della finale di .
“La condizione resta comunque grave – affermano fonti mediche – e continua l’assistenza delle funzioni vitali”.

Le indagini.
Il Gip di Roma, nell’ordinanza che dispone l’arresto in carcere di Daniele De Santis, afferma che “allo stato della documentazione in atti, si ritiene individuato in De Santis l’autore dei colpi d’arma da fuoco”. Il magistrato, a conferma di questo, cita la testimonianza di un testimone, un tifoso del .

Almeno quattro persone, con il casco in testa, erano con l’ex ultrà romanista Daniele De Santis quando è avvenuta la sassaiola, con lancio di petardi, contro un bus con i tifosi del in transito verso lo . Ne sono convinti i pm dopo aver ascoltato i testimoni.

Il gruppo di aggressori si è dileguato al primo accenno di reazione dei napoletani in una direzione diversa a quella di De Santis. Il quale, raggiunto da un primo gruppo di ultrà azzurri, ha sparato quattro volte.

L’ex ultrà della Roma, Daniele De Santis, mostra una “natura incontenibile e specialmente violenta e la comprovata incapacità a misurare la gravità delle proprie azioni”. Lo scrive il gip di Roma, Giacomo Ebner, nell’ordinanza di arresto in carcere per l’autore della sparatoria nel pre-gara di .
Non si capisce come ‘Gastone’ il nome di battaglia di De Santis con un profilo così fosse amico di Totti e abituale frequentatire del terreno di gioco dell’.

Riferendosi a De Santis il giudice inoltre scrive: “presenta un generale atteggiamento di sfida nei confronti dell’ordinamento e delle sue ree”.
Una comportamento che nel giudice ha provocato “il convincimento che ogni altra misura, al di fuori della custodia cautelare in carcere, risulti inadeguata”.

Per il gip la misura cautelare in carcere è legata all’ esigenza di evitare che “possano essere com reati dello stesso tipo di quello contestato” e per la “violenza della condotta, la futilità dei motivi dell’azione, l’assoluta mancanza di controllo e la totale incapacità di ponderazione della misura e del senso del pericolo per sé e per gli altri”.

Il giudice, riferisce la “manifesta tendenza di De Santis a farsi giustizia da sé e i gravi, reiterati e specifici precedenti penali e carichi pendenti”.