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Si gioca con 5 no al Parma: Juve, Napoli…

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di Nina Madonna - Beretta, presidente della Lega Serie A, lo ha ufcializzato: “Da qui al 19 il Parma giocherà”.
I giocatori hanno accettato di scendere in campo per le prossime due partite, contro Atalanta e Sassuolo.
La Lega ha approvato a maggioranza il piano salva-Parma. Domenica al dini con l’Atalanta si giocherà dopo l’ok dato dal Gruppo Operativo Sicurezza.
E’ stata una assemblea di fuoco: accuse, minacce, ripicche, ricatti…

Solo 14 società su 19 presenti (assente il Parma) hanno votato a favore del piano proposto da Tavecchio per il prestito di 5 milioni di euro prelevato dal fondo multe inflitte in stagione dal Giudice ivo.
Alla votazione sul salvataggio, ne è seguita una seconda molto più accesa, con guerra tra che hanno animato un consiglio agitatissimo.

La seconda votazione riguardava il modo con cui salvare gli emiliani: voto cha ha spaccato di brutto l’assemblea riguardando la volontà o meno di stanziare i 5 milioni di euro, ovvero la proposta di Tavecchio: , e Cesena hanno votato contro, Roma e Sassuolo astenute.
A quel punto () e Zamparini (Palermo) hanno cominciato a litigare con reciproche accuse.

La disponibilità delle altre 15 a salvare il club gialloblù, resta legata alla dichiarazione di fallimento della società, la cui udienza si terrà il 19 . E solo nel caso la squadra emiliana disputi le due partite di campionato in programma prima di tale data contro Atalanta e Sassuolo, verrà attuato il piano approvato oggi dalla Lega di Serie A.

Aurelio De Laurentiis dopo il voto contrario all’Assemblea di Lega, ha twettato: “Caso Parma. Il problema non è salvare o meno un club che è sull’orlo del fallimento. Il vero problema è come proteggere il calcio della massima serie. L’etica ora ci impone di vericare i criteri di iscrizione ai campionati”.

Intanto dopo l’ex presidente Tommaso , anche l’ex direttore generale del Parma Pietro Leonardi risulta indagato nel fascicolo aperto dalla Procura per l’ipotesi di fraudolenta, nonostante per il dissesto della società non ci sia ancora una dichiarazione di fallimento. Leonardi, che aveva lasciato di recente le sociali ma non il ruolo tecnico, si era dimesso giorni fa parlando di motivi di salute.
Nella gestione è stato amministratore delegato.