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Si gioca con 5 no al Parma: Juve, Napoli…

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di Nina Madonna - , presidente della Lega Serie A, lo ha ufcializzato: “Da qui al 19 marzo il Parma giocherà”.
I giocatori hanno accettato di scendere in campo per le prossime due partite, contro e Sassuolo.
La Lega ha approvato a maggioranza il piano salva-Parma. Domenica al Tardini con l’ si giocherà dopo l’ok dato dal Gruppo Operativo Sicurezza.
E’ stata una assemblea di fuoco: accuse, minacce, ripicche, ricatti…

Solo 14 società su 19 presenti (assente il Parma) hanno votato a favore del piano proposto da Tavecchio per il prestito di 5 milioni di euro prelevato dal fondo multe inflitte in stagione dal Giudice Sportivo.
Alla votazione sul salvataggio, ne è seguita una seconda molto più accesa, con tra che hanno animato un consiglio agitatissimo.

La seconda votazione riguardava il modo con cui salvare gli emiliani: voto cha ha spaccato di brutto l’assemblea riguardando la volontà o meno di stanziare i 5 milioni di euro, ovvero la proposta di Tavecchio: , e Cesena hanno votato contro, Roma e Sassuolo astenute.
A quel punto De Laurentis () e Zamparini (Palermo) hanno cominciato a litigare con reciproche accuse.

La disponibilità delle altre 15 a salvare il club gialloblù, resta legata alla dichiarazione di falento della società, la cui udienza si terrà il 19 marzo. E solo nel caso la squadra emiliana disputi le due partite di in programma prima di tale data contro e Sassuolo, verrà attuato il piano approvato oggi dalla Lega di Serie A.

Aurelio De Laurentiis dopo il voto contrario all’Assemblea di Lega, ha twettato: “Caso Parma. Il problema non è salvare o meno un club che è sull’orlo del falento. Il vero problema è come proteggere il calcio della massima serie. L’etica ora ci impone di vericare i criteri di iscrizione ai campionati”.

Intanto dopo l’ex presidente Tommaso Ghirardi, anche l’ex direttore generale del Parma Pietro Leonardi risulta indagato nel fascicolo aperto dalla Procura per l’ipotesi di fraudolenta, nonostante per il dissesto della società non ci sia ancora una dichiarazione di falento. Leonardi, che aveva lasciato di recente le cariche i ma non il ruolo tecnico, si era dimesso giorni fa parlando di motivi di salute.
Nella gestione Ghirardi è stato amministratore delegato.