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Napoli, zero infortuni muscolari: questo è primato.

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di Paolo Jr Paoletti - A Cesare quel che è di Cesare…
La prevenzione nel è sconosciuta ed ignorata, sottovalutata pur se indispensabile ma alle corde da troppi essi occulti della classe medica, tecnici e società.

Lo staff medico del fa eccezzione. Investe in una policy precauzionale che garantisca l’efficienza atletica dei calciatori, dal punto di vista biomeccanico e metabolico. Quindi riconoscere meriti ad Alfonso De Nicola, Enrico D’Andrea e Raffaele Canonico, i 3 medici del è cosa buona e giusta.
Gli studi innovativi sul DNA dei giocatori, segreti e approccio al lav negli allenamenti, aentazione, ovviamente prevenzione è stato il programma di successo dello staff tra i migliori in .

De Nicola spiega: “Bilancio positivo. Noi ci impegniamo sulla prevenzione per salvaguardare i calciatori del , non solo da un punto di vista atletico. Col riequio posturale riusciamo a dare alla persona un maggior controllo del proprio corpo e del movimento, preservando così l’atleta da patologie sportive a livello traumatico e muscolo-tendineo.
Quest’anno abbiamo avuto pochi infortuni traumatici, meno prevedibili e prevenibili e casualmente capitati con le nazionali. Ma nessun infortunio muscolare”.

In cosa consiste il lav di ricerca sul DNA degli atleti?
“Siamo all’inizio dello studio, perché il genoma umano è molto complesso. Insieme al dottor Antonio Giordano, siamo andati a valutare i geni più importanti per l’attività sportiva: quelli relativi all’apparato cardio-vascolare o al metabolismo dell’acido lattico.
Prelevando del materiale biologico dei giocatori, valutiamo sia nell’arco di una stagione sia nel corso di più di anni, come l’allenamento incide sul fenotipo (gli aspetti visibili del codice genetico) e sul genotipo (il corredo genetico).
Tuttavia c’è da considerare che l’aentazione è indispensabile per il recupero della fatica metabolica.
La dieta mediterranea fornisce tutti gli elementi utili per reintegrare energie e affrontare lo sforzo fisico, soprat quando siamo impegnati ogni 3 giorni”.

Com’è cambiato negli anni l’approccio dello staff medico nel ?
“Siamo cresciuti parallelamente alla crescita del parco giocatori, della società e nell’ottimizzazione delle risorse umane: prima ad esempio eravamo un medico e 3 fisioterapisti, oggi siamo 3 medici e 5 fisioterapisti. Formazione e aggiornamento sono fondamentali e ci permettono di migliorare tecniche e metodologie di lav”.

L’ è ultima per gli investimenti in prevenzione: perchè?

“C’è una divulgazione informativa sbagliata e una questione culturale. Siamo in una regione in cui dal dopoguerra in poi, dopo periodi di carenza aentare, il primo pensiero era avere il piatto a tavola. C’è un approccio ed un’educazione aentare errata, tanto che, il di di tipo 2 che si verificava intorno ai 50 anni, oggi lo si riscontra in persone di 30.
Quantità spropositate e aenti insalubri inducono una serie di problemi, che impattano anche sui costi sanitari.

Altro fattore è lo sport che spesso non si pratica o lo si esercita male.
La prevenzione cardiovascolare, inoltre, è fondamentale per i , incoscienti dell’importanza della visita di idoneità. Le strutture spesso si essano di avere solo il certificato senza sapere chi l’ha fatto o come è stata fatta la vista. E nelle stesse strutture, spesso, in un pomeriggio si riescono a visitare 50 ragazzi che fanno visite simboliche ma che non servono a niente. La colpa è di molti miei colleghi e anche di alcuni genitori. É bello lavorare sui professionisti ma ci teniamo a far capire che gli aspetti importanti sono altri”.

era un superman, c’è in questa rosa un giocatore dalle doti fisiche al di sopra della media?

“Per ora non posso svelare questi dati però posso dirti con certezza che abbiamo un ottimo gruppo di calciatori sotto l’aspetto tecnico. Considera però che negli sport di squadra prevalgono innanzi l’aspetto tattico, il risultato del match, la fortuna, e tutti quei tantissimi fattori che influenzano un giocatore durante la partita”.