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Napoli, addio scudetto? Lo 0-0 di San Siro conferma..

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Lo 0-0 come lo scorso anno, si fa noe in una giornata di campionato in cui si sono segnati ben 33 in attesa di Empoli-Genoa!
Analogamente a quel pari ottenuto lo scorso aprile da una squadra azzurra già involuta nel rendimento (avrebbe terminato raccogliendo “appena” 22 punti nell’ultimo terzo di campionato, 12 partite), anche la prova offerta ieri sera dalla compagine allenata da Ancelotti non è stata brillante. I partenopei contro i rossoneri avevano vinto ben tre delle ultime cinque volte nelle quali li avevano affrontati a San Siro, ma tale inerzia positiva non è bastata in una gara sulla carta, a ben guardare i numeri, molto ostica. Si affrontava un che nelle ultime sei gare di campionato aveva trovato una quadratura tale da consentirgli di subire solo due .

4 PUNTE, ZERO INCONTRISTI. Ancelotti, probabilmente conscio di questa statistica e del fatto che i rossoneri si fossero rinforzati con due tasselli importanti come Paquetà e Piatek, ha schierato l’ennesima nuova versione della sua squadra, probabilmente la più “sbilanciata” vista in questi primi mesi della sua gestione. Sul terreno di gioco di San Siro si sono visti mporaneamente quelli che sul vecchio almanacco di sarebbero catalogati come quattro attaccanti (Milik, Mertens, e Callejon), afancati da due centrocampisti di impostazione (Fabian e Zielinski, bella prova la sua) e da un terzino di spinta (Malcuit).

Per inciso, proprio il 27enne francese, arrivato nel più grande scetticismo generale, a San Siro è stato probabilmente il migliore dei suoi, in quella che è stata la sua terza partita consecutiva da titolare e la nona dal primo primo minuto in . Con Hysaj che ha giocato 90 minuti solo in una delle ultime sei partite di campionato, Malcuit sembra essere attualmente il titolare dello slot di terzino destro e, per come sta giocando, sta meritando questa “promozione”.
Certo, nel value la prova del Napoli, in trasferta contro i quarti in classica -tra l’altro reduci da un periodo di risultati positivi e da un mercato di gennaio importante- non va dimenticato che l’organico azzurro era privo di Allan, giocatore valutato in questi giorni più di 100 milioni di euro. Se si storce il naso per un pareggio rimediato tirando in trasferta più volte in porta del (Donnarumma ha fatto sette parate, nessuna davvero dif, ma il numero dei suoi interventi è stato davvero elevato) magari davvero ci si sta facendo deformare nel giudizio da quanto fa la aliena, per varie ragioni, di questa stagione. Giusto, piuttosto, criticare gli azzurri per un primo tempo giocato in maniera piuttosto scialba, nel quale le emozioni sono state praticamente nulle.

CONTINUA IL DIF MOMENTO DI MERTENS E – Tuttavia, se il Napoli nelle ultime sei partite di campionato in appena una gara ha fatto tre e solo in un’altra due, qualcosa sull’attuale difcoltà della squadra di Ancelotti di segnare la si dovrà pur dire. Nella serata in cui Milik prende un pò ato e solo in una circostanza tira a porta, continua a preoccupare sempre di più il momento di appannamento dei due folletti azzurri, Mertens e .
A San Siro sono stati evanescenti come il polacco, ma, a differenza di Arek, sono reduci da un ormai lungo periodo in cui non vedono la porta. Il belga ha segnato un solo negli ultimi 600 minuti giocati in , mentre Lorenzo addirittura sta facendo peggio. La punta di Frattamaggiore non segna dal 2 novembre contro l’Empoli, quando sbloccò la partita nelle fasi iniziali dell’incontro: per lui il digiuno dura addirittura da più di 700 minuti. Numeri davvero preoccupanti, per il grande valore dei giocatori in questione, ma che rendono altresì merito al rendimento straordinario avuto negli ultimi due mesi della punta polacca e alla grande compattezza difensiva trovata dalla squadra azzurra nelle più recenti partite (curiosità: Ospina è al terzo clean sheet consecutivo dopo quello a Cagliari e col Sassuolo in Coppa Italia). Grazie a Milik e alla grande attenzione difensiva della squadra, dopo Napoli- Empoli,(ovvero, l’inizio della piccola crisi di Mertens e ), sono stati comunque ottenute 23 punti in dieci gare, la metà delle quali terminate senza subire nemmeno una rete. Non solo: appena in un match se ne sono subiti due (quella senza Koulibaly, ugualmente vinta contro il Bologna).

Per Ancelotti, accolto benissimo a San Siro, è stato un ritorno amaro, espulso!
Nello stadio dove ha vinto di più nella sua brillante carriera di calciatore e allenatore viene cacciato nella notte in cui abdiga alla Juve anche questo scudetto.
Martedì, stesso campo e avversario, rivincita in Coppa Italia, recuperando Allan che ha rimandato tutto a giungo l’idillio con il , atteso nella sda secca dei quarti.

Il paradosso è che a ne gennaio, con ben 48 punti in 21 giornate e un distacco incolmabile sulla terza, conti più la Coppa Italia che il campionato.

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