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Napoli, i 7 perchè della crisi: Carlo e Aurelio, sparatevi!

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di Paolo Paoletti - Batti il Liverpool poi muori!
Il Napoli è spento. Come se la notte Champions contro i campioni in carica avesse consumato . Appagato. Prosciugato.

Ancelotti è in black out. E il 4-1 di Lecce è stato un rigurgito, dovuto alla pochezza dell’avversario già allo sbando. Via del Mare ne è la controprova: la squadra non è mai più stata all’altezza dello strombazzato Progetto Scudetto. Litania che Ancelotti ha ripetuto anche dopo lo squallido 0-0 di Torino.

La è conclamata, denunciata dalla del Cagliari al . Confermata dal successo soffertissimo contro il Brescia e lo 0-0 in Europa contro il piccolo Genk.

Lo 0-0 di T è il è punto più basso della gestione Ancelotti, prigioniero della paura e dei dissidi interni.
Solo 4 punti e solo 2 gol, nelle ultime 3 di sono una media che mette a rischio anche il quarto posto: a -6 punti dalla Juventus, -5 dall’Inter e perfino -3 dall’Atalanta. Che Napoli è mai questo?
Perchè prendere in giro i napoletani parlando ancora di scudetto?

Peggio della classifica sono infatti le prestazioni: il Napoli è molle, spaccato, disunito.
A rischio ko in ogni gara, passivo e sotto ritmo’: perchè?

“C’è stata un po’ di timidezza nella ricerca della finalizzazione, aiamo concretizzato poco, aiamo creato poco, ma usare quegli aggettivi mi sembra un aaglio” dice Ancelotti che mente sapendo di mentire.
Dovendo trovare correttivi in fretta e definitivi.

A Torino, Carlo, ha cambiato ancora, uomini e modulo, senza esito.
Mertens è troppo solo e leggero per fare reparto.
Insigne è all’opposizione e inguardabile. Lozano fuori contesto. Milik involuto ammuffisce giustamente in panchina. Solo Llorente, nel finale, ha messo a disposizione il suo peso: troppo poco.

Restano i perchè irrisolti che tutti sanno e nessuno dice.
1. Insigne doveva essere ceduto. Ha rotto con Ancelotti rifiutando il cambio di ruolo. ha preteso la luna e non ha trovato acquirenti ma pretende un rinnovo da top che Lorenzo non è!
2. Mertens è rimasto con l’obiettivo preciso e mai nascosto di diventare il goleador azzurro di tutti i tempi: a -1 da Maradona e Hamsik nel mirino. Con la testa è già altrove e ADL non vuole rinnovare.
3. Mercato flop: da e James Rodriguez sono arrivati Llorente e Lozano: una L2 lontana dalla aspettative del pulico e del disegno tattico del tecnico.
4. Ambiente a pezzi: i 40.000 aonati strombazzati da sono diventati appena 11.000…sonora e indiscutibile bocciatura alla gestione delaurentiana.
5. Serviva smontare la difesa: sono rimasti Mario Rui ed un irrinoscibile Goulam, Hysaj che pagheree per andarsene e l’ectoplasma Malcuit. Manolas è il doppione di Kloulibaly mentre serviva un nuovo regista di difesa partito Albiol. Di Lorenzo è il solito colpo di fortuna di ADL ma non basta.
6. Anche Ancelotti ha le sue colpe: Fabian Ruiz non è un trequarti, Allan e Kolibaly patiscono le fatiche di Copa America e Coppa d’Africa, senza alternative all’altezza. A giugno Carletto minacciò di non presentarsi neanche in ritiro sventando la cessione dei due big. Ma non è riuscito ad ottenere la partenza di Insigne che sta logorando lo spogliatoio.
7. Zielinsky utilizzato come tappabuchi è diventato un fantasma. Elmas dovree avere più spazio ma è troppo giovane ed appena arrivato.

Emergono i soliti problemi strutturali: ovvero l’assenza di Top Players capaci di trasre la rosa in un salto di qualità vero e definitivo.
E la solita conclusione: con questo , Napoli lo scudetto può solo sognarlo. Ma che ciò diventi anche una presa per il culo, non è ammissibile!

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