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Rafa, 3 spine e 3 nodi: da Higuain ad Hamsik!

marsiglia-napoli

di Paolo Paoletti – La vittoria di Marsiglia, minimo sindacale, tiene in piedi la speranza: la qualificazione si deciderà all’ultima partita, Napoli-Arsenal!
Il Napoli può battere il Marsiglia al San Paolo ed è probabile che perda a Dortmund.
Il Bo può rimettere sotto l’Arsenal anche in Germania. E gli inglesi fare polpette del Marsiglia.
Ovvero: Bo 12, Napoli 9, Arsenal 9, prima del San Paolo!

“Sapevamo che era un girone difficile – dice Benitez – Arsenal e Bo sono forti, noi dovevamo vincere e l’abbiamo fatto”.
Le scelte: “E’ facile scegliere bene con Mertens. Zapata migliora ogni giorno. non poteva giocare tutta la partita. Siamo al 75%”.

Elogi per tutti. “Il mio staff ha studiato benissimo il Marsiglia, tutti sapevano cosa fare. In campo hanno realizzato benissimo ciò che avevamo preparato alla lavagna. Una risposta dopo la ? All’ abbiamo fatto bene, due occasioni da gol clamorose e tre pali. Giocando così le partite si vincono”.

Non è stato facile, lo sarà ancora ancora meno il pmo futuro in Champions. La seconda parte della fase a gironi introduce anche le sfide più delicate in campionato con Fiorentina, Juve, Lazio.
A Marsiglia il peggio è venuto dalla condizioni ambientali: vento, assalto dei francesi al pulman dei si azzurri, ambiente ostico al Velodrome.
Fernandez se le cavata, per la pochezza in attacco dell’OM. Armero ha corso e sprecato molto. si è divorato un gol impossibile. Mentalmente è out, da ricostruire in fretta. Callejon ci ha messo una pezza ma il Napoli dipende dal suo bomber. E’ evidente che Gonzalo va in campo impaurito: scatti accennati, palla che scotta, evita il contatto fisico con l’avversario.

E’ stato però a lanciare Callejon verso il vantaggio. Si conoscono, s’intendono, ma non possono sostituirsi.
? Deve adattarsi al suo nuovo club, ma non ho dubbi sul fatto che sia allo stesso livello se non superiore a Cavani. Deve solo dimostrarlo in campo, ma lo ha già fatto al Real Madrid. Qui a Napoli c’era un gruppo con buone qualità, lo abbiamo rinforzato e adesso c’è bisogno di tempo per mostrare la nostra forza: c’è grande mentalità, tutti sono disponibili, se acquistiamo fiducia con qualche vittoria possiamo fare molto bene”.

Benitez dice il vero ma è il primo a sapere che è giocatore a rischio.
Ed è stato quindi un rischio puntare su Zapata, illustre sconosciuto. Che dopo la ‘marsigliese’ spiega “Sto entrando in condizione, nto per il gol. E’ giusto questo mio impiego. Io devo lavorare, questo è il mio primo club in Europa, devo abituarmi a questo ritmo”.

Se è la spina più dolente, Zapata scelta incosciente, Hamsik è la delusione più cocente.
E senza scusanti, perchè di Hamsik a Napoli si sa tutto: statistiche, personalità, carattere, vita privata, contratto.
Hamsik non è un leader, non può essere il trascinatore del Napoli. Brutta gara anche a Marsiglia, sostituito.
Nelle partite importanti si è sempre eclissato. Fa gol, ma contano poco. Ne servirebbero di pesanti nelle partite decisive. In queste occasioni, Marek non è mai emerso. Le partitissime le ha sempre sbagliate.
Via Cavani, accantonato Cannavaro, Benitez ha puntato su di lui per la fascia di capitano e ciò che ne consegue. Marek non è un capitano e un solista che deve trovare ancora se stesso.
Soffre da un po’ per una dolorino muscolare, ma la vera sofferenza è nella testa.
Un bambinone che non cresce, che non è andato al Milan e non andrà ai .
Se Lo United veramente offrisse 35 milioni, bisognerebbe portarlo a braccia. ha già deciso, come lo ha tenuto per il suo carattere docile e di basse pretese.

Da qui all’11 dicembre, notte di Napoli-Arsenal in un mese e mezzo ci saranno 9 partite: Marsiglia e Bo (6 e 26 novembre a Napoli e Dortmund), , Fiorentina, Catania, Juve (10 novembre), Parma, Lazio, Udinese.
Poi l’ , il 15 dicembre, subito dopo l’Arsenal.
In gioco qualificazione Champions e confronto con Fiorentina, Juve, avversarie scudetto.

Il Napoli affronta le gare decisive della stagione con 3 errori da riparare:
1. difesa inaffidabile ad alti livelli con Albiol, Britos (infortunato) o Fernandez.
2. attacco idem, con tutto da decifrare, Zapata studente, Pandev grande con i con i piccoli.
3. l’assenza di un leader e le pene di Hamsik.

Non è questo il Napoli che voleva Benitez, ma Benitez non è riuscito a farne uno migliore.
C’è ancora tempo per lo scarica barile. Ma i nodi che ci sono oltre le spine, verranno al pettine.