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Rafa, 3 spine e 3 nodi: da Higuain ad Hamsik!

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di Paolo Paoletti – La vittoria di Marsiglia, minimo sindacale, tiene in piedi la speranza: la qualificazione si deciderà all’ultima partita, -Arsenal!
Il può battere il Marsiglia al San Paolo ed è probabile che perda a Dortmund.
Il Borussia può rimettere sotto l’Arsenal anche in Germania. E gli inglesi fare polpette del Marsiglia.
Ovvero: Borussia 12, 9, Arsenal 9, prima del San Paolo!

“Sapevamo che era un girone difficile – dice – Arsenal e Borussia sono forti, noi dovevamo vincere e l’abbiamo fatto”.
Le scelte: “E’ facile scegliere bene con Mertens. Zapata migliora ogni giorno. non poteva giocare tutta la partita. Siamo al 75%”.

Elogi per tutti. “Il mio staff ha studiato benissimo il Marsiglia, tutti sapevano cosa fare. In campo hanno realizzato benissimo ciò che avevamo preparato alla lavagna. Una risposta dopo la ? All’Olimpico abbiamo fatto bene, due occasioni da clamorose e tre pali. Giocando così le partite si vincono”.

Non è stato facile, lo sarà ancora ancora meno il prossimo futuro in . La seconda parte della fase a gironi introduce anche le sfide più delicate in campionato con , Juve, Lazio.
A Marsiglia il peggio è venuto dalla condizioni ambientali: vento, assalto dei francesi al pulman dei si azzurri, ambiente ostico al Velodrome.
Fernandez se le cavata, per la pochezza in attacco dell’OM. Armero ha corso e sprecato molto. si è divorato un impossibile. Mentalmente è out, da ricostruire in fretta. Callejon ci ha messo una pezza ma il dipende dal suo bomber. E’ evidente che Gonzalo va in campo impaurito: scatti accennati, palla che scotta, evita il contatto fisico con l’avversario.

E’ stato però a lanciare Callejon verso il vantaggio. Si conoscono, s’intendono, ma non possono sostituirsi.
? Deve adattarsi al suo nuovo club, ma non ho dubbi sul fatto che sia allo stesso livello se non superiore a Cavani. Deve solo dimostrarlo in campo, ma lo ha già fatto al Real Madrid. Qui a c’era un gruppo con buone qualità, lo abbiamo rinforzato e adesso c’è bisogno di tempo per mostrare la nostra forza: c’è grande mentalità, tutti sono disponibili, se acquistiamo fiducia con qualche vittoria possiamo fare molto bene”.

dice il vero ma è il primo a sapere che è giocatore a rischio.
Ed è stato quindi un rischio puntare su Zapata, illustre sconosciuto. Che dopo la ‘marsigliese’ spiega “Sto entrando in condizione, contento per il . E’ giusto questo mio impiego. Io devo lavorare, questo è il mio primo club in Europa, devo abituarmi a questo ritmo”.

Se è la spina più dolente, Zapata scelta incosciente, Hamsik è la delusione più cocente.
E senza scusanti, perchè di Hamsik a si sa tutto: statistiche, personalità, carattere, vita privata, contratto.
Hamsik non è un leader, non può essere il trascinatore del . Brutta gara anche a Marsiglia, sostituito.
Nelle partite importanti si è sempre eclissato. Fa , ma contano poco. Ne servirebbero di pesanti nelle partite decisive. In queste occasioni, Marek non è mai emerso. Le partitissime le ha sempre sbagliate.
Via Cavani, accantonato Cannavaro, ha puntato su di lui per la fascia di capitano e ciò che ne consegue. Marek non è un capitano e un solista che deve trovare ancora se stesso.
Soffre da un po’ per una dolorino muscolare, ma la vera sofferenza è nella testa.
Un bambinone che non cresce, che non è andato al e non andrà ai .
Se Lo United veramente offrisse 35 milioni, bisognerebbe portarlo a braccia. De Laurentis ha già deciso, come lo ha tenuto per il suo carattere docile e di basse pretese.

Da qui all’11 dicembre, notte di -Arsenal in un mese e mezzo ci saranno 9 partite: Marsiglia e Borussia (6 e 26 novembre a e Dortmund), , , Catania, Juve (10 novembre), Parma, Lazio, Udinese.
Poi l’ Inter, il 15 dicembre, subito dopo l’Arsenal.
In gioco qualificazione e confronto con , Juve, Inter avversarie scudetto.

Il affronta le gare decisive della stagione con 3 errori da riparare:
1. difesa inaffidabile ad alti livelli con Albiol, Britos (infortunato) o Fernandez.
2. attacco idem, con tutto da decifrare, Zapata studente, Pandev grande con i con i piccoli.
3. l’assenza di un leader e le pene di Hamsik.

Non è questo il che voleva , ma non è riuscito a farne uno migliore.
C’è ancora tempo per lo scarica barile. Ma i nodi che ci sono oltre le spine, verranno al pettine.