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Napoli, in 10 anni perso 75% del tifo: ADL distrugge!

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di Paolo Paoletti - Il caro prezzi con le a 40 euro imposto da De Laurentis, la manifestazione di protesta davanti Palazzo San Giacomo e l’invito inascoltato del a calmierare i prezzi dei biglietti, hanno aperto un tema scottante: perchè Napoli si è staccata dal Napoli?

Come è possibile che l’esse pubblico del Napoli dia a De Laurentis il potere di strafregarsene dei senza che nessun media metta freno a questo scempio?

Tra De Laurentis è Napoli non c’è mai stato feeling e mai ci sarà perchè da Maradona in poi i hanno capito che vincere è possibile, rifiutando lo showbusiness cui è essato il cinepresidente!
Dopo 10 anni di serie A, infatti, 2 Coppette Italia e 1 Supercoppeta Italiana, sono niente rispetto alla perdita di si.

La scomparsa di si al San Paolo è una emorragia decennale: precisamente dal 2008/2009, incredibilmente dal ritorno in Serie A!
Fino a quel momento il Napoli, persino negli anni bui della serie C, aveva sempre avuto uno zoccolo duro di abbonati intorno ai 23.000, ma proprio la promozione in A, fu l’ultima stagione con tanti abbonati.
Nel 2009/10 De Laurentis perse 6.000 abbonamenti che non si spiegano con il rincaro prezzi da 220 a 250 per la tessera delle . Ancora peggio andò l’anno successivo, perché con la tessera del so si scese addirittura da 17.000 a soli 12.000 abbonati!
ite che resiste per un triennio per poi scendere di altre 4.000 unità nella stagione 2014/15.
Quindi il crollo ai soli 6.500 abbonati del passato e i ridicoli 6000 di quest’anno quando i prezzi impostai da De Laurentis sono un’ alle fasce deboli di si come dice Vinicio e per tutti i !

I motivi della sperpero del più grande patrimonio del Napoli sono 3:
1. De Laurentis non ama Napoli e i , ci sfrutta. E’ venuto solo per il calcio business che punta all’arricchimento personale e non ai risultati sportivi.
2. Troppo spesso ha ribadito che nel calcio di oggi i si non contano fino alla dichiarazione assurda del figlio ‘vicepresidente’ Edoardo: “ce ne freghiamo di cosa dicono si, non contano niente”. Che trova conferma e corrispondenza nella borghesia cittadina, dove Aurelio De Laurentis è rifiutato per la sua arrogante boria.
3. Le e le prese in giro sul rifacimento del San Paolo hanno stancato tutti: i si sono resi conto che De Laurentis non investirà mai 1 euro in impianti, centro sportivo, settore giovanile perchè lui non ha nel Napoli e non c’è business immediato. Pronto anche a vendere al cinese e sceicco di turno, sfritta il potere mediatico che deriva dal calcio per continuare a far sì che i naoelatni con le l tasse paghino la manutenzione del San Paolo, utilizzato dal Napoli in esclusiva e da 2 anni a costo zero, visto che la nuova convenzione ponte non è stata neanche firmata.