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Per 8 napoletani, omicidiovolontario. Mattanza calcio…

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Otto ultrà del sono iscritti nel registro degli indagati per omicidio volontario. Uno di 25 anni, sarebbe stato alla guida della Volvo B40 station wagon, sequestrata dalla Digos di , che avrebbe investito Daniele Belardinelli, poi deceduto, durante gli scontri di Santo Stefano fra i tifosi di e .

Ha provato a negare di essere stato a Milano nel giorno di Santo Stefano, quando in via Novara, a meno di 2 chilometri dallo o Meazza, si è scatenata la guerriglia tra ultras prima della partita.

Alcune testimonianze, però, lo hanno inchiodato, assieme ai primi 4 arrestati; poi altri 3 scoperti in una seconda auto. Numero destinato a crescere.

Il 29 dicembre era agli atti, un audio “senza censure” che riportava il commento di un ultras napoletano nei momenti immediatamente successivi agli scontri avvenuti prima di - e sequestrato.

In esso, oltre a frasi e valutazioni su quanti feriti ci fossero e sulle modalità degli scontri, coinvolti circa 100 tifosi napoletani – più o meno tanti quanti gli isti – si fa esplicito riferimento a un presunto gruppo della partenopea, ‘La paranza del Barone’.

Durante la spiegazione concitata dell’accaduto si fa anche riferimento a una breve “tregua” negli scontri, durante la quale i tifosi napoletani hanno permesso agli isti di “riprendersi uno che sembrava morto”… probabilmente Belardinelli.

Almeno altre 2 auto di ultras napoletani, poi, sono state individuate grazie ai filmati, ma sono in corso accertamenti per capire se coinvolte nell’investimento dell’ultrà del Varese, tifoseria ‘gemellata’ con la nerazzurra. Sulla convalida del sequestro dovrà decidere il gip Guido Salvini, mentre dagli rogatori di Marco Piovella, detto ‘il Rosso’, il capo dei Boys della ista, che ha parlato di una macchina passata sopra al suo “amico ‘Dede’ a bassissima velocità”, e di Flavio Biraghi, ultrà dei Viking isti che ricordava un suv “ad alta velocità”, emerge l’ipotesi che Belardinelli possa essere stato colpito da una prima auto e schiacciato da un’altra.

Intanto, mentre i due ultras che lasciarono ‘Dede’ in ospedale sono stati già sentiti in Questura, è previsto a San Vittore l’rogatorio di fronte ai pm di Luca Da Ros, il ‘pentito’ dell’indagine.

Piovella, assistito dagli avvocati ha ammesso la partecipazione all’assalto, senza rispondere, sulle condotte sue o di altri, anche se ha parlato delle riunioni al ‘baretto’ con gli altri componenti del direttivo.

Per rissa aggravata dalla morte, reato principale di cui è accusato, c’è una pena massima di 5 anni che in caso di attenuanti e con lo sconto in abbreviato può scendere di molto. ASSURDO!

L’autopsia sul cadavere di Belardinelli non è ancora stata fissata e probabilmente sarà effettuata la prossima settimana.

Gli inquirenti infatti stanno inviando molte informazioni di garanzia agli indagati (da individuare ci sono circa 100 ultras isti e un’ottantina napoletani) anche con la contestazione, come atto dovuto, di omicidio volontario per svolgere gli esami autoptici e altri accertamenti tecnici.

Un audio shock da San Siro poco dopo gli scontri di via Novara è stato messo in onda da Canale 21 durante la trasmissione ‘SuperSport21 ‘ quel giovedì sera, sarebbe stata registrata proprio da un tifoso napoletano che avrebbe partecipato all’agguato.

Un audio che, fosse vero, sarebbe la ricostruzione della folle serata di Milano…
“Sono scese 200 persone e le abbiamo picchiate. Ne abbiamo investiti 4/5 con l’auto e siamo scesi con le mazze di ferro. Hanno fermato a tutti e hanno sequestrato dalle nostre auto picconi, mazze di legno, manganelli e tirapugni… è un peccato perché ci sono tante persone ferite sia dei nostri che dei loro. A loro però è andata peggio perché ne abbiamo feriti gravemente 6/7. Ci sono 4 accoltellati, uno di e tre di Milano. C’è confusione! La polizia ci ha fermato ed ha bloccato il traffico. Ora stanno controllando i feriti isti, 5/6 sono molto gravi, uno è morto”.

La registrazione in dialetto napoletano continua così: “Noi stavamo attaccando di nuovo 3/4 isti quando ci siamo accorti che tra di noi c’era un loro amico morto. Allora ci hanno chiesto una tregua. Hanno spostato il morto e ci hanno applaudito per il gesto. Dopodiché abbiamo ripreso lo scontro. Siamo tutti insieme, li abbiamo distrutti! Ci siamo fatti valere con onore. La ultras è scesa in campo. Eravamo in 100 e ne abbiamo picchiati 110, li abbiamo uccisi. Gli abbiamo lanciato contro bidoni della spazzatura e le bottiglie di vetro così gli abbiamo tagliato la testa. C’erano 6/7 di loro che avevano le facce tagliate. Li abbiamo uccisi!”.

TERRIBILE, FOLLI. L’audio è stato sequestrato dagli inquirenti, risaliranno a chi lo ha inviato? Incredibile sarebbe che Canale 21 abbia mandato in onda questo documento senza accertarsi della fonte; e se correttamente invece lo ha fatto, queste notizie a disposizione della Digos dovranno fare chiarezza!

Facile comprendere che la raccontata sia stata organizzata e quindi premeditata. Da 3 anni - da problemi di ordine blico. Perchè l’Osservatorio non ha vietato la trasferta e la vendita di biglietti ai tifosi ospiti?

Tutti responsabili!
Mattarella ha detto chiaro ‘urbi et orbi’ che lo sport è altra cosa! Verissimo, chi sono i responsabili? Vanno puniti duramente!

Salvini, Ministro degli ni, ha promesso che partite come - non si svolgeranno più in notturna. Finalmente ci siamo arrivati! Così Sky pagherà di meno e i capiranno cosa significa pensare solo ai

Infantino, presidente FIFA, ha indicato la strada: fare come la Thatcher… vietò per 5 anni la partecipazione dei club inglesi alle competizioni nazionali e gli hooligans scomparirono!

Il terrore degli europei non erano tutto il popolo britannico, ma nessuno obiettò: quando una società non riesce più a tenere i confini della civiltà, pagano tutti perchè è colpa di tutti. Anche il solo silenzio o l’omettere la è una colpa!

Adesso siamo stanchi di far finta di niente. In via Novara, 2 ore prima della partita c’era gente che rientrava a casa, giovani che uscivano con gli amici, anziani a passeggio con animali domestici. Perchè bisogna vivere nella paura?

Perchè morire, ammazzati dalla febbre del nulla iore?
Solo così si può spiegare la follia di gente – non si possono definire persone – che fa 800 chilometri per andare in , armati di tutto punto.
Contro chi? Contro se stessi e la paura di non avere altro che la violenza!

Questo è anche risultato di un calcio marcio, del business a tutti i costi, del rifiuto delle regole, della slealtà imperante per rubare un calcio di rigore, del coraggio scomparso di saper perdere quando si è stati inferiori.

Adesso chi è deputato faccia piazza pulita, che siano juventini, napoletani, isti, milanisti, romani, eccetera. Senza alcun riguardo!
le pressioni sicuramente già in atto per ridimensionare il tutto e mettere a tacere.
Un morto?
E che sarà mai… the show must go on!

Ma questo calcio non è più uno show – se ne è accorto chi ha visto Manchester -Liverpool – e non può andare più da nessuna parte senza i delle televisioni. Ma deve farlo se vuole salvarsi e salvare il salvabile!

Quindi: basta con il calcio spezzatino, i si finanziassero con propri e smettessero di rubare i sogni dei tifosi veri.
Così come la FIGC imponga regole a salvaguardia della Nazionale, dei Settori Giovanili, del Movimento di base.

Servono principi e valori, ma non a chiacchiere. Chi in campo viene espulso non può essere convocato. Chi simula non può essere convocato. Chi non è rispettoso o maleducato con compagni, colleghi, blico non può vestire la maglia della Nazionale.

E sugli spalti ci arrivino solo persone, non gentaccia come quella di Via Novara. Di qualunque ‘seguito’ e seguaci di ogni club!

Basta, non se ne può più. Bisogna avere il coraggio di tornare alla domenica alle 14.30, tutti insieme alla stessa ora. Tutti in campo ed in tivvù.
Le pay utilizzassero la montagna di che regalano al calcio, per fare programmi di qualità, educativi, di servizio.

Dando spazio agli altri sport. Quelli veri!

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