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Conte-Mou, sfida in FA sotto gli occhi di Suning!

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di Mary Bridge - Dal Mou portoghese a quello italiano: Josè e Antonio si sdano in Fa Cup che molto di più, anche la nuova panchina milionaria dell’Inter!
Personalità troppo forti per accettare il paragone, sia come modello sia come erede, eppure sono molto vicini somigliano per orgoglio, carisma, vittorie, e forse anche .

Entrambi stimolano Suning che andrà e su di loro a maggio per la nuova Inter, spettatore interessatissimo della FA CUP, dove un riflettore di Stamford Bridge si dedicherà solo ai due allenatori.

PASSATO. Si sono incrociati una sola volta in carriera, proprio all’inizio di questa stagione, all’inizio dei percorsi di ricostruzione dei rispettivi . In quell’occasione il aveva annichilito lo United Mourinho alle prese con un primo approccio difcile con Manchester. Un 4-0 senza storie, ma con molte polemiche: Mou si era avvito a Conte a ne partita per rimproverarlo di un atteggiamento che poco aveva avuto a che fare con il noto aplomb inglese. “Non si esulta così sul 4-0, puoi farlo sull’1-0 altrimenti è un’umiliazione per noi”, questo il virgolettato dello Special One, a cui il tecnico italiano aveva risposto con un semplice “Io sono stato giocatore, so come comportarmi”. Neanche a dirlo, l’orgoglio nominato precedentemente li aveva contraddistinti in questa discussione.

PRESENTE. Cinico. E’ l’aggettivo che Josè Mourinho aveva utilizzato per descrivere i Blues, per lui sempre organizzato e concreto. Una descrizione che, in tà, non si distanzia molto dalla sua Inter: forte, motivata e perfettamente disposta in campo, un esempio per tutti la seminale di Champions al Camp Nou nell’anno del Triplete. Una caratteristica dimostrata anche nelle partite meno importanti sulla carta ma fondamentali, quelle con le piccole, dove il come quell’Inter è sempre puntuale e fero, quelle in cui in fondo si vincono i titoli. La sda ai quarti di FA Cup sarà sicuramente tra le più intense e tatticamente preparate dell’anno, il risultato di un percorso di 8 mesi in cui United e sono state modellate sull’immagine dei loro allenatori e hanno trovato la loro strada, sulla scia di un buon periodo di forma.

. Vicini nella preparazione maniacale e nella capacità di comunicare con i propri giocatori, i due si erano già sorati nelle rispettive avventure italiane, e sarebbe stato quantomeno interessante vederli a confronto proprio in . Però, anche in questo caso, il loro è stato come un passaggio di consegne, non cercato e non voluto, tra due cicli di dominio: quello dell’Inter del Triplete e quello della Juventus pentascudettata, inframezzati solo da uno squillo rossonero. Mourinho ha coronato il sogno di ogni tifoso nerazzurro vincendo tutto nel 2010, Conte ha riportato la Juve in e in vetta alla , iniziando una striscia che ancora non è terminata. Lontani nell’apparenza, vicini nella concretezza e nell’approccio, e anche se è appena iniziata la carriera di Conte sembra destinata agli stessi successi. Nel pmo si incontreranno per altre due volte prima della ne della stagione, nel più lontano si potrebbero incrociare in un’immaginaria stanza d’attesa per il colloquio con Zhang Jindong. Al presidente toccherà la scelta: un clamoroso ritorno al passato o un investimento sul condito con un piccolo sgarbo ad una Vecchia Signora?