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Mou divide il Mondo, destino Special.

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di Paolo Paoletti – Nessuno divide come José. A o resterà per sempre, l’uomo del Triplete e Moratti sogna di riaverlo.
A Madrid ieri pregavano che vincesse l’Atletico pur di vederlo ‘morto’.
Abramovich lo ha riportato al come il a. “In Mou we trust”, si legge a Stamford Bridge…
Velenoso in Champions, ironico in Premier…I “complimenti all’arbitro Mike Dean, prestazione fantastica” gli sono costati il deferimento dopo il -5 dal Liverpool che forse ha segnato il campionato.
Mou non fa differenze quando provoca, arbitri, capo degli arbitri e del Sistema. Dalla manette all’ironia, Mou lascia sempre il segno.

Josè lo ami o lo odi!
Perchè nessuno si è indignato quando l’ fece fuori il Barça con Etò terzino?
Perchè è l’uomo forte che batte i poteri forti.
lo tiene ad esempio: i giocatori sono tutti con lui e perfino una testa calda come lo invoca.

Non ha mai giocato a pallone, ma del calcio conosce tutto. In particolare le molle, che fanno la differenza: tra motivazione e credenze.
Sa toccare le corde sensibili di amici e nemici, costruisce il suo credo a misura della squadra.
Ha vinto tanto ed è ancora giovane, unico e solo erede del Guru Alex Fergusson.

Voleva Old Trafford, è tornano a Stamford Bridge, dove ha già fatto la fortuna di uno dei russi più ricchi del Mondo!

E’ un grande allenatore non solo perché lo dicono i suoi numeri e i suoi ‘tituli’.
In Portogallo è emerso, in Inghilterra esploso, in ha scritto la storia con un Triplete mitico, in Spagna l’eccezione che lo conferma in rea: Decima fallita.

I ‘nemici’ lo snobbano, dicono: motivatore e psicologo, ma poco calcio.
La sua personalità è forse troppo per un mondo gretto, falso, bacchettone.
Ha un enorme ascendente su presidenti e giocatori: non unisce, cementa. Ed è un re che fa sempre notizia.

Chi ha conosciuto calciatore, riconosce affinità dei vincenti.
Josè non dice mai banalità e solo uno stupido nega che sia un tecnico unico. Chi potrebbe non esserlo avendo raggiunto 7 semifinali di Champions in una carriera tanto ricca quanto breve?
Porto, , , Real Madrid… gli manca il Manchester United e la portoghese che quando deciderà sarà sua.
Poche idee ben organizzate, dimostra che anche nel calcio “di meno è di più”. Affascina proprio per questo. Diversamente ma parallelamente a Pep
Entrambi cannibali dell’avversario e unicamente efficaci.

Al Vincente Calderon, il si è cibato della bolgia biancorossa: lucidità e misura, non c’è stato neanche bisogno di miracoli. Simeone si è incartato da solo.
Il calcio è calcio con la palla tra i piedi e quando la hanno gli avversari.
Noi ne sappiamo qualcosa quando tal Rivera sapeva servire al bacio rombo di tuono Gigirriva nel contropiede più cinico del mondo.

A difendere si spreca meno che ad attaccare, si gioca sull’avversario speculando palla su palla.
Non è detto neanche che tradisca l’estetica. Chiedete ad un tifoso cosa preferisce…
Essendo impossibile mettere tutti d’accordo, Kaiser Franz s’è annoiato anche di Pep .

Proprio contro il tiki-taka, Mou si è preso una delle più belle soddisfazioni con l’. In 10 per l’espulsione di Thiago Motta, ma già in 11, la storia era già scritta: tutti dietro la palla, difesa bassa, prima linea a 6 con Etò e Milito sulle fasce, Sneiider come Torres nel deserto…

Come il Barça, l’Atletico s’è sbattuto a vuoto. Solo inutili cross inesorabilmente rigettati da Terry e Cahill come fecero Lucio e Samuel.
In 90’, ‘zeru’ tiri in porta. E tutti a Stamford Bridge…
A Londra non sarà una passeggiata, ma il risultato è ciò che Mourinho voleva ed ha ottenuto.

“Di solito sono loro a frustrare gli avversari – ha spiegato Mou – Stavolta li abbiamo frustrati noi. Ti attaccano alto per rubarti palla vicino la porta e, se ci riescono… Ho detto di non tenerla e se necessario tirarla via”.
Oggi come 4 anni fa parole e campo sono una state una cosa sola. Nel 2010 disse: “chi la voleva la palla? Ora se la possono portare a casa”.
Pragmatico? Certo. Opportunista? Pure. Se così si vincono due Champions e si arriva ad un passo dalla terza finale. Non può essere solo culo!