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Mou, the Best! Special in tutto: dialettica, strategia, motivazione.

RC Deportivo La Coruna v Real Madrid CF - La Liga

di Mary Bridge - Per la settima volta nelle ultime 11 edizioni di League il è tra le prime 4. José Mourinho ha fatto meglio: per lui è l’ottava semifinale della carriera, assoluto, 1 in più di Sir Alex Ferguson.
Dopo le 2 einazioni col Liverpool di (2005 e 2007) lo attende un altro assalto alla finalissima coi Blues. Ma ancor prima che per questi straordinari numeri, la serata di Stamford Bridge resterà Special per l’energia e l’adrenalina.

‘MISSION IMPOSSIBILE’ O QUASI. Così l’aveva definita Mou alla vigilia e su quel ‘quasi’ ha costruito la trama sube della rimonta. Nella prima mezz’ora il è stato quasi padrone, senza riuscire però a piazzare il colpo di grazia. E più volte, nel secondo tempo, i Blues sono stati a centimetri dal compimento della rimonta. Quasi completata, con le due traverse in 2′ di Schürrle e Oscar a metà secondo tempo.

LOGICA E MISTICA. Nel momento di massimo sforzo del , il non è stato spietato come le grandi squadre sanno essere. Cavani, liberato dall’ingombrante presenza di , ha fallito le due occasioni che lo avrebbero portato nella storia del club come Weah e Ginola, semifinalisti nell’edizione ’94-95. La storia, così, l’ha fatta il , con un po’ di logica e un po’ di lucida . La squadra, Mourinho e il popolo di Stamford Bridge si sono aentati di una spaventosa energia. Mou ha lanciato nell’arena tutti gli attaccanti sui quali aveva gettato fango in questi mesi. Il vecchietto Eto’o, Schürrle, Demba Ba e Torres. E l’ha vinta, con la logica (“abbiamo costretto il a una pressione cui non è abituato in Ligue 1″: vero) e con la mistica. Tutti quegli attaccanti in campo, oltre alle torri Ivanovic, Cahill e David Luiz, hanno spaventato a morte il Paris e il loro allenatore Blanc, che si è dimenticato delle sue parole della vigilia (“vogliamo controllare il gioco”) e si è consegnato all’assedio rivale con il cambio Marquinhos-Lucas. Con tanta fiducia, tantissima energia e un po’ di sano casino (i , alla fine, arrivano da due rimpalli) il ha vinto e si è qualificato.

EMOZIONI E CONTROLLO. I giocatori hanno esultato col pubblico in estasi ma negli spogliatoi, ha rivelato Mou, “hanno saltato di gioia solo per 2′ “. Perché le emozioni sono belle ma non devono essere travolgenti. In fondo c’è ancora una per cui lottare e una da conquistare. E mentre tutti pensavamo a come stava festeggiando, Mourinho stava già pianificando l’assalto ai grandi Nemici, Pep e il il Real Madrid.