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Mou 8° titulo, la Premier è sua: 1-0, Van Gaal s’inchina.

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di Mary Bridge - Due tiri in porta: 1 e 1 palo. Tre 3 punti che valgono un altro titulo. Micidiale, essenziale, il marchia il Manchester United e lascia l’Arsenal a -10 a 6 partite dalla fine. Mou si riprende la Premier, ottavo campionato vinto in 13 anni, 5° della del . Contro l’United c’erano i Giganti del primo ciclo Spepcial: John Terry, un leone contro Falcao, e Drogba infinito.

Per la nona volta Van Gaal, guru olandese, non riesce a battere il suo vice al Barcellona a fine 90.
Come nella finale Champions 2010 a Madrid, Mou ha lasciato palla e iniziativa all’avversario (70% possesso) proprio come il Bayern al Bernabeu. Il ha atteso, e colpito. Con Zouma, uno per a centrocampo, e il colpo mortifero al primo affondo: sontuoso tacco di Oscar e gelido Hazard.

IL BELGA. Il fuoriclasse belga era arrivato a questa partita preceduto da numeri entusiasmanti in Premier League: primo nella classifica dei dribbling (148) dei falli subiti (94) delle occasioni create (88) e dei rigori trasformati (9). Reduce dalla fresca nomination per il premio di miglior calciatore della stagione, votato dai suoi stessi colleghi, ha freddato con un sinistro secco David De Gea, altro nominato insieme a , Coutinho, Alexis Sanchez e Harry Kane. È la chiusura del cerchio per il giocatore che Mourinho, proprio in questo periodo dello scorso anno, aveva accusato di non sacrificarsi abbastanza in fase difensiva. Erano i giorni della batosta in semifinale di Champions con l’Atletico Madrid, dopo la rimonta nei quarti col PSG, ottenuta però senza il belga, infortunato e a un passo dall’addio prima di rinnovare il contratto fino al 2020. Oggi è lui il simbolo della cavalcata finale: e Fabregas hanno indicato la strada con un avvio fenomenale, lui ha blindato il successo con una chiusura in crescendo e 4 nelle ultime 5 vittorie dei Blues.

IL NEO. Chi vince festeggia e chi perde spiega, amava ripetere Julio Velasco. A Stamford Bridge chi ha vinto ha festeggiato e chi ha perso (Van Gaal) ha scritto, affogando la delusione nel suo famigerato taccuino. Il vede così vicinissima l’accoppiata Premier League-Coppa di . Due tituli conquistati in maniera portentosa e che marchieranno una stagione segnata però anche dal 2-4 in FA Cup contro il Bradford (League 1, Terza Divisione) e dal ribaltone negli ottavi di Champions col PSG. Una delusione che ha le sue radici nell’atteggiamento remissivo dell’andata, in cui il pareggiò 1-1 solo grazie a un’azione costruita da tre difensori (Terry-Cahill-Ivanovic) e alle paratone di Courtois. Mou è diventato Special One grazie al coraggio con cui ha guidato e Inter alla conquista dell’Europa ma troppe volte negli ultimi anni (Atletico- 0-0, Bo- 4-1, Bayern- 2-1 e appunto Paris- 1-1) gli è mancato proprio il coraggio di aggredire l’einatoria sin dall’andata. Con 2 tiri in porta e lasciando deliberatamente l’iniziativa all’avversario si può vincere uno scontro diretto di Premier, ma per la Champions serve di più.