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Montessori, dal no al Fascismo al Liceo quadriennale: storia di Maria!

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di Ornella Caruso - Compie 90 anni il Liceo statale ‘Maria Montessori’ di Roma, la prima scuola diretta dalla stessa educatrice per volontà dell’allora fascista, ma poi chiuso proprio per l’opposizione al di Mussolini.

Una storia che si confronta da subito con la resistenza ai valori del fascismo affermando così la specica impronta educativa che – ancora oggi nelle migli di istituti che adottano il ‘metodo Montessori’ – mette al centro il rispetto del bambino valorizzandone la spontaneità. Obiettivo: crescere un individuo libero e consapevole.

Oggi l’istituto, riaperto poi dopo quasi trent’anni, conserva materiale e documentazione della sua fondatrice, è sede di un museo a lei dedicato ed è uno delle 100 scuole che sperimenteranno un corso liceale nella versione quadriennale.

Fu un Regio Decreto del 5 febbraio 1928, il n.781, a dare vita a questa innovativa esperienza scolastica in Italia, che avrebbe dovuto formare insegnanti, mente femmine.

Fu collocata provvisoriamente in Via Monte Zebio, a Roma: il corso era triennale, erano escluse iscrizioni da parte di alunni di sesso maschile. Il costo della frequenza era di 120 lire, 100 degli esami di abilitazione.
Come prima direttrice fu nominata, su indicazione del , la stessa Maria Montessori.

In una lettera destinata a Mussolini, la Montessori esprime grande soddisne per questa decisione.
Scriveva: “…cna il lungo mio lav a favore di un sistema educativo squisitamente italiano, che ha portato in onore nel mondo il nome della Patria, e viene ad esaudire uno dei miei più ardenti voti: quello di veder orire in Roma una scuola a me afdata, dove possa applicare e complee il mio metodo”.

Anche la principessa Maria Josè visitò nel 1933 l’istituto che era poi stato aperto anche ai bambini della materna. Della visita dà conto una cronaca del Bollettino dell’Opera Montessoriana: “ciò che colpì la Principessa – disse Maria alle insegnanti – fu l’estrema franchezza con la quale i bimbi l’accolsero nella l casa, quasi una sorella grande. La Principessa conosce i della Montessori e parla con perfetta e sottile conoscenza del Metodo”.

Appena quattro anni dopo la nascita della scuola, nel 1932, i rapporti con il Capo del iniziarono ad incrinarsi. Si giunse alla rottura nel 1936 quando, a seguito di alcune conferenze tenute dalla Montessori al Bureau International d’Education di Ginevra in cui era chiaro il divario culturale fra il credo fascista e il metodo educativo, la ‘Regia Scuola di Metodo Montessori’ venne chiusa.

All’origine della persecuzione , l’universalismo propugnato dalla Montessori che colludeva con il nazionalismo su cui si fondava il fascismo.

Durante le tensioni intercorse, Montessori scrisse, fra l’altro, in una lettera: “Io non vorrò certo perdere le mie ultime forze in un tentativo come quello della Scuola di Metodo, ma dovranno essere prima ben garantite le difese del metodo e la costante influenza di persone in esso competenti”.

Ma ormai la Direttrice era diventata ingombrante, tanto da essere denita in ambienti governativi “una grande rompiscatole”. Bisognava liberarsene, e la scuola fu chiusa.

La nuova ‘Scuola Magistrale di Metodo Montessori’ fu riaperta, nonostante tentativi intercorsi negli anni ma senza successo, solo nell’ottobre del 1964. Successivamente trasferita nella sede che ancora ha oggi, in Via Livenza.

Via via l’istituto si adeguò ai cambiamenti normativi: nel 1988 iniziò la sperimentazione quinquennale del Liceo Linguistico e Liceo Pedagogico secondo il metodo Montessori. E poi accolse altri corsi di studi, il Liceo Scientico, il Classico.

E proprio a quest’ultimo corso di studi, l’istituto Montessori si sta aprendo ad una nuova avventura: l’innovativa sperimentazione dei quattro anni.

Per celebrare questo anniversario, lunedì 5 febbraio al delle Provincie di Roma, per iniziativa dello stesso Liceo Statale Maria Montessori, una conferenza ripercorrerà le tappe storiche della scuola e l’esperienza del Metodo Montessoriano.