ULTIM'ORA

Modric, Kane, Mbappè, Hazard: qui si fa il Mondiale o si muore!

15309903083537

di Mary Bridge - Belgio, Croazia, Francia e Inghilterra. In rigso ordine alfabetico sono queste le quattro nazionali più forte del mondo e solo una di l, nei cieli di Russia, alzerà la Coppa del Mondo 2018. Qualcuno lo ha già ribattezzato “mini europeo”, ma è ingeneroso per quanto fatto vedere sul campo eliminando tra le altre le sudamericane Argentina, , Colombia e Uruguay. La verità è che in fondo è arrivato il meglio che il calcio può offrire a livello di collettivo ancora prima che di singolo. Niente ma Griezmann e Mbappé; no a Neymar, spazio a De Bruyne e Hazard; divieto d’accesso a Cristiano Ronaldo, , Suarez e Di Maria, è il momento di Kane, Alli, Modric e Rakitic. Lo spettacolo è assicurato, anzi.

Statistiche da urlo per Modric: terzo nel Mondiale per occasioni gol create; primo per palloni recuperati. Nessuno gioca ‘two way’ come lui. Precisione altissima, due gol, un assist. Sempre titolare. E il Mondiale gli varrebbe il Pallone d’. Anche perchè gioca il quel real che ha vinto 3 Champions di seguito!
L’ipotesi non per Kane, Mbappè e Hazard ma sono questi 4 i giocatori intorno ai quali gira il titolo che si assegna in Russia. Ancora 2 partite, semifinali e finali: tutti e quattro sperano che siano quelel indimenticabili della carriera!

DA MODRIC IN POI… Una partita eccezionale. La solita, e quel rigore col brivido da thriller che per poco non usciva. Akinfeev intuisce. Tocca, palo, e palla in rete. Praticamente nell’angolino opposto. Una carambola dove il Dio del calcio ha guardato in basso, e premiato uno dei suoi discepoli. Di col pallone incantano, e diffondono il verbo del gioco più bello del mondo. Nell’espressione migliore al mondo. Real e Croazia, vederlo giocare è uno spettacolo. Mai il passaggio banale. Sempre l’intuizione. Dal dischetto ha segnato anche contro la Russia, come nella serie contro la Danimarca e diversamente solo in quei supplementari a trecento secondi dai negli ottavi. Due minuti maledetti, il 116’ in cui Schmeichel l’ha ipnotizzato, e il 115’ di Sochi dove Mario Fernandes stava vanificando il 2-1 di Vida, guarda caso arrivato proprio sul suo assist telendato da corner.

Il primo in questo Mondiale per Modric, dopo i due gol nelle prime due partite. A Nigeria e Argentina. Capitano e sempre titolare, Luka, anche quando contro l’Islanda bastava poco per confermare il primo posto. Un faro di tutta la squadra, giocatore eccezionale che potrebbe a suon di prestazioni da urlo riaprire quel dibattito mai sepolto e che ogni quattro anni torna di moda: nell’anno del Mondiale, il Pallone d’ a chi va? Lui potrebbe unire le due cose. Campione d’Europa col Real e ora anche in semifinale contro gli inglesi, nella terra dove calcisticamente è esploso, con un sogno croato ora più vivo che mai. Ma continuando così, Modric meriterebbe davvero di diventare il giocatore numero uno al mondo?

Corsa Mondiale per riscattare Iniesta
Sì. Sul merito non ci sono dubbi. Sul fatto che sia realmente il più forte di tutti se ne può parlare. Merito perché Modric rende omaggio al gioco del calcio in ogni partita. Impossibile non amarlo e impossibile non ammetterlo. Come sarebbe ugualmente disonesto togliergli qualche merito su tutte quelle quattro Champions vinte con il Real Madrid, l’ultima col 10 sulla schiena. Perché le statistiche dicono che Luka sta portando avanti – e con ancora due partite da giocare – una stagione da urlo. 43 presenze, 2 gol e 8 assist nel Real. Uomo fondamentale in tutte le partite di coppa. E anche con la Croazia il pupillo di Zidane è sempre decisivo. Più che mai. Con Dalic Luka fa praticamente il “campista” che non ti aspetti. Corre e aiuta dietro, e non a caso il suo Ct lo schiera nei due di centrocampo con Rakitic. Crea e regala magie d’avanti. Contro la Russia oltre l’87% di precisione nei passaggi, il 30 e il 34% rivolti lateralmente, il 27% in avanti, e appena l’8% all’indietro. Testa alta e piede per inventare: 4 passaggi chiave, 8 dribbling e voto da migliore in campo. Più del solito Subasic, e di chi il gol l’ha fatto per davvero. Ma non finisce qui, perché i numeri continuano. Contro i padroni di casa del Mondiale Modric ha recuperato palla 15 volte, con il solo Marcelo ad aver registrato lo stesso punteggio in una partita della Coppa del Mondo 2018. Primo giocatore croato di sempre a effettuare più di cento passaggi in un Mondiale. E suoi numeri di tutta la competizione sono ancora più stupefacenti. Il croato del Real è il terzo per occasioni create, 14, dietro solo a Neymar con 23, e De Bruyne con 16. Due che però hanno numeri totalmente diversi rispetto a Modric sui palloni recuperati: 42, nessuno come lui tra i giocatori di movimento del Mondiale (dati Opta). La risposta all’enigma “cosa fa in campo Luka Modric?” è allora semplicissima: di . Two Way. (e che !) più difesa. 86.22% è la sua precisione nei passaggi. 341 totali in Russia. Settimo in graduatoria e unico ancora in corsa. La Croazia con lui sogna e lui può forse finalmente sognare qualcosa di più del “solito”, per quanto straordinario, titolo di squadra. Lo scorso aprile France Football decise di mandare una lettera di scuse a Iniesta: “Perdono Don Andrés, nel 2010 il Pallone d’ lo meritavi tu”. Campione d’Europa col Barça due anni prima e del Mondo con la sua nazionale, oscurato dal genio di . Modric con Cristiano Ronaldo sarebbe uno scenario molto simile. Certo, Inghilterra e finalissima permettendo.

GOOD SAVE HARRY KANE. Non succedeva da 28 anni che l’Inghilterra arrivasse così avanti in un Mondiale: vuoi per sfortuna, vuoi per inesperienza, vuoi per i che sembravano ormai diventati una maledizione. Il 2018, però, sembra essere l’anno in cui può cambiare: in Russia, la nazionale di Southgate sta mostrando muscoli e carattere, ed è finalmente tornata in semifinale. Pochi segreti, molta organizzazione: un gruppo giovane e ribelle è pronto ad affrontare la Croazia, per puntare al bottino più grosso. Intanto, Kane e compagni si godono il meritato riposo dopo il 2-0 rifilato ai quarti alla Svezia, così come le tanti lodi dei tifosi, che sui social network stanno spingendo con forza la l nazionale.

È nato come un c, è diventato un vero e proprio mantra: “It’s Coming Home” è il grande slogan del Mondiale degli inglesi, ormai formula più che ricorrente sui social network. Da gioco a sogno, con la possibilità di riportare “a casa” quella Coppa che si fa giorno dopo giorno sempre più concreta. Ed ecco che allora a spingere la nazionale di Southgate sono state le più disparate figure dello sport, da Lewis a Gary Lineker. Ma non solo: di grande successo il post di British Airways, raffigurante un biglietto aereo con volo da Mosca a “Home”. Oppure quello dello stesso Jesse Lingard, che avvisa la mamma via telefono che no, non sta “tornando a casa”.

All’interno del Mondiale degli inglesi non solo cori che spingono il gruppo, ma anche veri e propri hashtag dedicati ai singoli. Se l’uragano Harry Kane è sempre in prima pagina, piano piano sta meritando di esserci anche Jordan Pickford, alla sua prima esperienza da titolare in nazionale. Dopo un avvio in sordina, negli ultimi match è stato decisivo tanto quanto i suoi attaccanti: contro Colombia e Svezia parate memorabili per il giovane portiere dell’Everton, che ha sfondato soprat sui social. Scatenati i fans, che hanno coniato il #ThingsPickfordCouldSave (“Cose che Pickford potrebbe parare”) per ironizzare sulle grandi prestazioni del numero uno dei Three Lions.