ULTIM'ORA

‘Mission’, InterSos accusa: il sociale è marcio!

Mission

di Matteo Talenti - Ad una settimana dalla messa in onda, nuove polemiche su Mission, il programma che vede personaggi noti impegnati nei campi profughi in onda il 4 e 12 dicembre su Rai1. A scatenarle l’anticipazione sul web di un estratto della puntata che vedrà Emanuele Filiberto e Paola Barale impegnati in Congo da parte del blog African Voices, che analizzando le immagini sostiene, tra l’altro, che non siano state girate in campi profughi ma in set cinematografici.

Le sequenze in cui i due vip vengono ritratti mentre verniciano il muro di una scuola o mentre cucinano con una famiglia conese hanno già provocato venti polemici. Sul sito di Vita, mensile sul mondo no profit, ad esempio si legge: “viene da pensare che sia proprio un reality, condito da comparse africane”. “Quello che meraviglia – replica all’ANSA Nino Sergi, presidente di Sos, la ong che insieme a Unhcr ha partecipato alla realizzazione della trasmissione – è che ci si pronunci su qualcosa che non si conosce e che solo si immagina. Le critiche a priori e addirittura le false ricostruzioni che circolano sul web sono inaccettabili. Ma pensano che siamo impazziti? Come potremmo mai, noi che lavoriamo sul campo da anni, spettacolarizzare la presenza dei rifugiati? La riflessione che sto facendo è che anche nel mondo del e comincia a esserci qualcosa di molto marcio. La presenza dei personaggi famosi ha solo lo scopo di far capire al pubblico della prima serata quello che facciamo”.

“Siamo sconcertati dall’assurdità di notizie diffuse su Mission. Sono accuse prive di argomentazioni valide. C’è la massima trasparenza e chiunque può avere informazioni”. Così Laura Iucci, funzionario Unhcr, replica alle accuse piovute sull’agenzia Onu per i rifugiati e sull’ong sos, dopo l’anticipazione sul web delle prime immagini del programma di Rai1 Mission da parte del blog African Voices. Laura Iucci è l’operatore che si vede nel video mentre guida Paola Barale e Emanuele Filiberto nella “missione” in Congo. “Il video diffuso in rete – sostiene Iucci – è un montaggio di tre fotogrammi che non spiegano il programma. E’ stato diffuso con l’obiettivo di distruggere un prodotto prima di averlo visto. Siamo pronti ad accettare qualsiasi critica, ma non preventiva”. “Si dice che la missione in Congo è stata girata in un tranquillo villaggio, invece a Doruma ci sono 17 mila sfollati – prosegue -. Si dice che si tratta di un set cinematografico, invece le immagini in cui si vede Paola Barale cucinare sono girate in un luogo destinato al reinserimento delle donne che hanno subito violenza sessuale. Chi ci accusa ci ha consultato e abbiamo risposto pedissequamente ad ogni dubbio, ma evidentemente non è bastato”. Anche il presidente sos, Nino Sergi, replica alle accuse. “Si dice che è stato un operatore sos a dare il filmato, ma è falso – spiega -. Non è possibile perché il filmato era già montato e noi non lo abbiamo avuto dalla Rai. Ci si accusa addirittura di voler utilizzare i fondi raccolti per scopi diversi dall’aiuto ai rifugiati, è assurdo”. “Tecnicamente – prosegue – non sappiamo ancora come sarà realizzata, ma nel corso della messa in onda lanceremo una raccolta fondi, attraverso un sms solidale ma queste risorse andranno mente alle popolazioni essate dalla trasmissione. Partiranno cioè dei progetti nei cinque paesi che abbiamo visitato: Mali, Ecuador, Sud Sudan, Congo e Giordania. Finché non sappiamo quanti soldi saranno raccolti non possiamo essere più precisi, ma la previsione è per ora di realizzare per esempio una scuola in Congo e un centro per bambini soldato in Mali”.