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Miriam Sylla trascina l’Italvolley in Giappone: migrante di successo!

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di Serena Paoletti – L’Italvolley femminile sta strabiliando al giapponese ed il merito è anche di Miriam Sylla, 23 anni, seconda migliore schiacciatrice del mondo alle spalle della serba Boskovic.

E’ nata a Palermo, come Mario , e proprio come l’attaccante ha genitori africani: papà e mamma sono arrivati in Sicilia dalla Costa d’Avorio per poi trasferirsi in Lombardia, nel Lecchese.

Un anno fa fu costretta a sale l’Europeo perché risultò positiva a un controllo antidoping, colpa di uno spezzatino contaminato. Non aveva colpe, tanto è vero che dopo solo un mese tornò in campo, ma in quel periodo dif c’è chi si accanì su di lei, insultandola sui . Ma, come è giusto, ha stravinto lei.

“Sono forte abbastanza da superare le cattiverie. Ho imparato a scuola: mi prendevano in giro per il colore della pelle e non mi facevano sedere accanto a l. Mio papà mi disse di reagire. Non si può far sbiancare il pianeta. Ma questo ca non deve neanche far sì che se mi superano in la, al super, lo fanno necessariamente perché sono nera. Mettere gli uni contro gli altri non è la soluzione. Io indosso la maglia della perché sono italiana e a quanto pare me la sono meritata giocando a pallavolo. Eppure ho preso la cittadinanza a 15 anni solo perché l’ha avuta mio padre, ma io sono sempre stata italiana” ha raccontato al ‘Corriere della Sera’.

Nell’ultimo girone l’Italia se la vedrà con Giappone (il 15 alle 12.20) e Serbia (il 16 alle 9.10). Due su tre andranno qwin seminale. Nell’altro gruppo si affronteranno Olanda, e Usa. “Sono sedici anni che aspetto questo momento. Ne avevo sette quando nel 2002 ho visto in tv l’Italia vincere il a Berlino. Da allora è il mio obiettivo. Io in una medaglia ci credo e come. Credo in quella folata di vento che come è successo a l nel 2002, possa prendere anche noi e porci lontano”.

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