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Miracolo Conte, ma il calcio italiano è morto. Da Parigi, tutto da rifare.

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di Paolo Paoletti – La vittoria sulla Bulgaria, netta rispetto al risultato, vale la qualificazione virtuale. Perdere le ultime 2 non è da Conte, tanto meno da calcio italiano! Basteranno 2 pareggi se la Croazia pagherà il brutto scherza della svastica. dalla qualificazione.
La classifica è: Italia 18 punti, Norvegia 16, Croazia 15 ma balla 1 punto di penalizzazione se verrà confermato in appello.
A ottobre ci sono Azerbaigian in trasferta e Norvegia a Roma. L’ultima potrebbe essere durissima ma l’Italia queste partite non le sbaglia.
Con altri 2 punti, a 20, la Norvegia può raggiungerci se fa 3 punti con Malta e 1 con noi.
La Croazia, può addirittura arrivare a 21 battendo prima Bulgaria e Malta e arrivare prima nel girone se non gli tolgono 1 punto?
In questo caso, ci qualificheremmo secondi con gli scontri diretti con la Norvegia: vittoria a Oslo, eventuale pareggio a Roma.
Se invece la conferma la penalizzazione alla Croazia, 3 squadre possono arrivare a quota 20.
In quel caso, saremmo primi per la classifica avulsa: Italia 6 punti conquistati con Norvegia e Croazia, Croazia 5, Norvegia 4.

Ci è andata bene, per il rotto della cuf, è la caparbietà di Antonio Conte, che sull’entusiasmo di una buona partenza e con un cambio di atteggiamento, ha raggiunto un traguardo che sembrava facile ma facile non è per il calcio italiano.

In , il 60% dei giocatori sono stranieri, tra gli italiani pochi i giovani.
I due registi azzurri sono ancora Pirlo e , al quale è stato data la responsabilità di regia e calcio di rigore, scivolata su una espulsione in cui non può cadere un esperto come lui.

Buffon è eterno: alla 150esima azzurra è stato ancora decisivo. Bonucci e Chiellini non hanno alternative. Pirlo e con Marchisio restano certezze. I resto è da invene, sopratutto in attacco dove Zaza e Pellè sono state le intuizioni pro-tempore del Cittì.
Da Gabbiadini a Berardi, è Sos giovani se il solo talento prodotto – vedi Balotelli – si è perso in un ambiente senza più riferimenti.
L’addio di Gigirriva è stata grave perdita. Il totem di una calcio che fu in cui ancora credere…

Andremo agli , Francia 2016 è lo spartiacque per la Figc.
Servono nuove ree ferree e immediate: gli 8 provenienti dal settore giovanile hanno scoperto molti mali. Dalla al Napoli, le 5 che competono in Europa, non sono riuscite ad iscrivere i 25 giocatori consentiti nelle liste .
A corto di giovani non c’è futuro e non si capisce perchè la Nazionale resta figlia di nessuno quando il ranking delle Nazioni ricade sui club.

C’è una vacatio di potere mai accusata prima, lo sbando è totale nelle guerre intestine tra i blocchi -Roma e Galliani-Lotito cui si sono accodati Della Valle e De Laurentis. Thohir, cioè Moratti, galleggia dovendo prima risolvere i problemi nerazzurri.
Ma è un fatto che il blocco resta l’ossatura dell’Italia, in un puzzle di contorno che Conte raccatta un po’ ovunque con 9 giocatori su 28 provenienti da altri campionati. Perfino in America.

Antonio Conte andrà a per il calcioscommesse. Macchia forte. Si sarebbe dovuto dimettere. Ma in questo calcio marcio e senza uno, dico uno, che può scagliare la prima pietra, ci sta attendere una sentenza.
Il solo dubbio, però, è la condanna del calcio italiano. Che non prescinde dal marcio Paese, azzerando il ruolo trascinante dello sport.

La Ferrari seconda a Monza e la vittoria faticosa contro l’Islanda nell’Eurobasket, disegnano una sofferenza di ree, etica e deontologia, che ha dilaniato lo sport italiano.
Gli essi ci sono sempre stati ma il Mondiale dell’82 è stato l’ultimo segnale di un movimento comunque vivo, nonostante i primi passi di Trinca e Cruciani e le manette negli stadi dell’80!
Mentre il 2006 altro non fu che la rabbia di chi sta morendo, Campioni del Mondo nell’anno della retrocessione in serie B per illecito sportivo.

ci ha provato con etica e morale, scivolando anche lui.
Ora Conte appeso tra 3 scudetti consecutivi e un’aula di tribunale sportivo. Che mai lo condannerà, ma con il dubbio di chi non può ammazzare se stesso.

Chi ci salva?
Contraddizione in termini di cui dopo 10 anno siamo ancora prigionieri!