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MiliK scalpita, ma il titolare resta sempre Mertens!

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di Paolo Paoletti - Basta poco per andare dalla stelle alle stalle in Italia. Ma anche viceversa! Così è dopo una doppietta al Carpi. Solo calcio d’estate, suggestioni da ombrellone?

La storia di Milik a Napoli, è come l’altalena: arrivato da sconosciuto strapagato, e infortunatosi a lungo termine dopo un avvio folgorante.
Arkadiusz è un nome da eroe di fumetti, così la stazza del polacco, tanto da passare indenne la rottura del crociato, colpo che ammazzerebbe un elefante.
Dall’8 ottobre 2016, 40′ di Polonia-Danimarca, quattro mesi di , spezzoni di partite già archiviate, due da titolare contro la Juventus in Coppa Italia senza lasciare il segno; tranne un solo gol al Mapei Stadium contro il Sassuolo.

Sette reti nelle prime 3 uscite, dell’inutile calcio d’agosto ripropongono il dilemma: sarri confermerà titolare inamovibile?

Nei primi 40 giorni a Napoli, Milik aveva izzato 7 reti in 9 partite tra campionato e , solo 6 giocate da titolare, in staffetta con Gabbiadini prescelto erede di .

Sette gol in 593 minuti, media di uno ogni 84 minuti. Ma i numeri non possono esprimere la qualità delle giocate, l’importanza dei momenti, l’impressione che lascia il gesto tecnico di qualità.

Milik fu un raggio di luce nel debutto in League contro la Dinamo Kiev, portando a casa i 3 punti con due colpi di testa. Così 4 giorni più tardi, subentrando ad uno spento Gabbiadini a meno di mezzora dalla fine col Bologna vincendo da solo la partita con una doppietta stile Pipita.

Arkadius aveva iniziato l’avventura napoletana con molto più di una promessa, da giocatore determinante, da tre punti. Poi, Sarri si inventò centravanti e tutto è cambiato anche per il polacco.

Acquistato per 31 milioni + 4 di bonus, Milik è il secondo acquisto più caro di , secondo solo ai 37 più bonus di nel 2013.
ADL spese per Milik un terzo dei 90 mln incassati dalla Juventus, strapagando un attaccante che l’ poteva prendere ad un terzo appena mesi prima. L’investimento fatto va necessariamente tutelato, perchè il valore del cartellino con un’altra stagione da comprimario scenderebbe drasticamente.

C’è un solo modo per evitarlo: fare giocare Milik con continuità.

I sette anni di differenza tra il polacco (’94) e (’87) sono una aggravante ma nonostante le ‘racomandazioni’ di , Sarri non rischierà di rompere il giocattolo che ha fatto di e due campioni invidiati e corteggiati da tutti. E proprio nell’anno in cui lo non è più un tabù.

Ventotto gol, dico 28, bottino di Dries sono una garanzia cui nessuno rinuncerà. Neanche per Milik, classe ’94, destinato al più che al presente azzurro.

I trentenni Hamsik, e Callejon, fisiologicamente, sono una incognita di cui il polacco potrebbe approfittare ma a campionato inoltrato. Se e quando i risultati lo consiglieranno.

Milik non è il classico centroboa, ha buona tecnica e proprietà di palleggio, vede bene il gioco, tira dalla distanza. Non è Pavoletti, ma la sua fisicità può essere una risorsa in alcune partite.

Tre degli 8 gol di Milik della passata stagione, li ha segnati di testa, due da sviluppo di palla inattiva. Variante diffi per . Così Milik può scalare le gerarchie, arma in più per lo .

Inoltre può essere riferimento in un 4-2-3-1 con , e Callejòn alle sue spalle. Finora sembra scalpitante, desideroso di recuperare il tempo perduto.

Prima che il ginocchio facesse crack. Prima di diventare riserva di lusso.

Milik è il vero colpo dell’estate del Napoli?