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Milan, crollo in 5 errori: Juric fa fuori Montella!

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di Nina Madonna - La festa appena cominciata, è già finita! Il Milan si perde e perde col Genoa che rinasce appena sommerso dal .
Tre giorni per cambiare , per capire oltre il 3-0: le motivazionim si parte e si arriva sempre lì e Juric ne aveva più di scarico dopo l’impresa con la .

L’illusione è dolce anche se nessuno ha mai pensato che il Milan potesse competere, ma l’idea di una notte da capoclassifica era suggestione ntica, aiutando a rilanciare un morto da 5 anni.
Da Marassi tornano le idee positive sul Milan Baby ed i iti oggettivi della squadra quando deve fare la partita giocare. iti di qualità, ricambi, creatività.

Qui emergono le responsabilità di nel tonfo di Genova, dove ci ha messo parecchio del suo:
1. Niang e Bonaventura da una parte, Abate e Suso dall’altra, sono irrinunciabili;
2. Honda è un fantasma;
3. Paletta ha cambiato l’assetto della squadra con il rosso;
4. Il cambio di Bacca e non di Honda per Gómez è stato sorprendente;
5. La riesumazione di Luiz Adriano al posto del se ossigenato una perita di tempo.

Così il Milan, che ha giocato in 10 dall’inizio – sempre quando c’è Honda – ha chiuso in 9.

E Lapadula? A Verona si era dato da fare, dovrebbe aver conquistato gerarchie rispetto a Luiz Adriano che non è più un calciatore.
Con un centrocampo così itato, a Genova sono rimasti solo Niang e Bonaventura a sbattere contro i rossoblù.

Caro Vincenzino, cosa vedi ogni giorno a Milanello in Honda e Luiz Adriano?
Perchè Poli terzino?
La rosa a disposizione dispone di 12-13 titolari e con quelli bisogna insistere. A costo di spremerli. Allora a che serve non avere le coppe?

Juric non ha strapazzato , ma il Genoa ha giocato molto meglio, con maggiore continuità per poi, paradossalmente, abbassarsi a difendere con un uomo in più (Paletta fuori dal 56’). Il tempo che Lazovic (entrato per Ninkovic, autore del vantaggio) cominciasse ad attaccare fino all’assist per Pavoletti, trasformato in auto da Kucka. Che chiude il discorso non la gara di Pavoletti che fa tris.

Da quell’errore in avanti si è srotolata tutta la partita del Milan con le difficoltà non solo di attaccare il Genoa, ma anche di nerlo. Per questo, intorno alla mezz’ora, è passato dal 4-3-3 al 4-4-2 con Bonaventura esterno.
Troppo di e troppo poco: quando sapremo qual è il vero Milan?