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MF svela: Savona boccia Salvini e Di Maio, manovra da rifare!

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E’ retrocesso da ministro dell’Economia a quello dei Rapporti con l’, causa euroscetticismo: il suo ‘piano B’ per pore l’ fuori dall’euro.
Oggi Paolo Savona, il più determinato a sdare i diktat , non nasconde la preoccupazione per gli esiti della manovra, la procedura d’infrazione, il rischio spread.

Savona è disilluso. Mercoledì, durante un convegno a poche ore dalla bocciatura Ue, prima ha citato Cossiga per dire che “l’economia è un grande imo politico”, poi ha puntato l’indice contro i “sovranismi che quasi certamente danneggeranno lo sviluppo globale”.

Una visione che accompagna il giudizio riservato sul a margine dell’ultimo Consiglio dei ministri: “Non si può più andare avanti così, non ha senso. E la manovra com’è non va più bene: è da riscrivere”.

Ma le ultime ore stanno avendo riverberi strettamente politici.
La tesi “non reggeremo a lungo” emerge con chiarezza dai resoconti dei conversari riservati di Di Maio come da quelli di Salvini.

Al di là del pericoloso scontro con la Ue, il capo di – pressato dai grillini a difesa del reddito di cittadinanza – ritiene che i ‘numerini”’ non vadano cambiati, che sullo spread il peggio è passato e che basterà offrire degli “impegni aggiuntivi” all’Unione per aggirare l’ostacolo.

Il capo del Carroccio – incalzato da Giorgetti e dall’elettorato del Nord – è invece preoccupato per la sorte dei di Stato e dal fatto che uno spread costante a 300 punti “l’ non lo regge”.

Sia proprio Savona dare la spallata decisiva a questa manovra che va riscritta in pace con chi ci presta i per andare avanti!