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Diego è l’unico Immortale: 24.02.’85, Napoli capì che avrebbe vinto!

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di Paolo Paoletti - Io c’ero! o San Paolo, 24 feraio 1985: Napoli-Lazio 4-0, tripletta di Diego con super da 25 metri… pallonetto ad un Orsi esterrefatto, un po’ fuori dai pali ma in porta!
Il primo direttamente su calcio d’ano, poi l’auto di Filisetti su conclusione del ‘Pibe’.

Tra Mertens e Maradona non ci sono spazi per i paragoni, non c’è bisogno che lo dica Sarri.
E Melissa Satta si metta l’anima in pace: anche dopo 100 anni, Maradona resterà Unico e Immortale.

Centravanti per caso, il alla Lazio è la rivincita di chi era stato costretto sulla fascia in alternanza con Insigne e l’etichetta di uomo spaccapartite, autonomia 20-25 minuti. Tutti facciano ammenda, Mertens è un signor giocatore, indispensabile in questo Napoli, con l’incredulità di lottare ancora per un posto fisso in .

Trentatré anni dopo, è arrivato il che ha sdoganato Dries, perchè ci ha ricordato Diego.
Non è lo stesso , ma segnato alla medesima Lazio: tentazione troppo forte per non essere raccolta.

In diretta a “4-4-2”, Nando Orsi, portiere di quella Lazio racconta: “Il di Mertens come quello di Maradona? Sono due diversi, li accomuna il pallonetto ma la dinamica è differente perché Mertens era più defilato ma Strakosha era fuori dai pali, invece io ero in porta, quindi per me quello di Maradona è stato tecnicamente più difficile perché aveva uno spazio di porta veramente esiguo. Senza nulla togliere al fantastico di Mertens non li paragonerei perché sono stupendi ma diversi”.

Maradona partì da quella prodezza, una tra Mille, per portare per mano il Napoli allo Scudetto.
Impiegò 2 anni, impresa possibile solo quando arrivò Italo Allodi, il miglior manager italiano.

Per questo Napoli e per Mertens è diverso proprio e soprat per la società: il del belga, come quello di Insigne è arrivato a furor di popolo, De Laurentis non capisce niente di calcio, Giuntoli è DS senza parola e senza portafoglio.
Sarà Scudetto?

“Io do ancora una possibilità all’ che non sta giocando bene ma ha vinto quattro gare su cinque. Poi è l’unica squadra che non ha le coppe e è un grande allenatore. Ovviamente Juventus e Napoli sono collaudate, i bianconeri sono quasi fuori concorso ma il Napoli è quella che si è avvita di più al gruppo di ”.

Se il Napoli dovesse bucare il sogno anche quest’anno, un ciclo finirà.
Via Sarri, Mertens, Insigne…
Anche in questo è diverso, dopo la perla Immortale arrivarono , Giordano e tanti altri campioni.
Il primo Scudetto fu costruito a tavolino da chi voleva vincere.
De Laurentis non ci pensa nemmeno!