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Mennea, 5 anni dopo: unico, irripetibile, mito!

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di Paolo Paoletti - Ci conoscemmo in un chiostro di un antico convento nel centro storico di . Venne per spiegare ai giovani cos’è vincere. Innanzi nella vita. Come aveva sempre fatto lui, prima col coraggio di lasciare Barletta, poi sulle piste di atletica di il mondo, quindi aiutando i più deboli con la sua Fondazione.
Era diventato avvocato, Pietro; il Dottor Mennea, per chi lo ha amato e ammirato, eroe dello sport moderno. Uno dei pochi.

Cinque anni senza Pietro Mennea. Sono passati 5 anni, una eternità. Un vuoto incolmabile per chi ha condiviso un ideale: dire sempre la verità!

Il 21 marzo 2013, all’età di 61 anni, la ‘Freccia del Sud’, lasciò il mondo dei mortali, ben sapendo che sarebbe entrato nella leggenda dei Miti, celebrato così già in vita.
Uno dei più grandi atleti della dello sport .

Il suo 19″72 sui 200 metri alle Universiadi di Città del nel 1979 rimase del mondo per ben 17 anni, rendendolo uno dei velocisti più famosi e ammirati di sempre.
Orgoglio no, Mennea fu talento unico ed irripetibile al di la dei riscontri cronometrici.

Una vita di record, vittorie, sofferenze, sacrici, sde.
Non era bello da vedere in pista, non correva per lo spettacolo. Correva per vincere, per battere se stesso e i suoi avversari.

E la sua bacheca resta tale: e due bronzi alle Opiadi; argento e bronzo ai ; 3 ori, 2 argenti e 1 bronzo agli Europei; 1 agli Europei indoor; 5 ori e 2 bronzi alle Universiadi, 8 ori e 2 argenti ai Giochi del Mediterraneo.

Grazie Pietro. Non ti dimenticherò!
Ed ogni volta che combatto per difendere la verità, veleno per i potenti, so che sei come me, come quella sera a , tra tanti giovani.