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Max frusta Pipita: non se se giocherà!

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di Antonella Lamole – “Non so se giocherà contro la orentina”, Massimiliano Allegri dixit.
Se Pipita scenda effettivamente in campo (come sembrava, dopo l’) o meno, resta la dichiarazione del tecnico che apre ufcialmente la crisi di mister 90 milioni!

Alla Juve il postulato era: più altri dieci giocatori. Perché è r di razza e per caratteristiche e morfologia migliora la forma giocando, e perchè prima di bociare 90 milioni di euro, ci pensi…

era intoccabile, con le 55 presenze la scorsa stagione. Adesso?

ADDIO R. Lo status di intoccabile è venuto meno. Tant’è che Allegri ha poi specicato anche che in tà il giocatore “sicamente sta bene”, a signicare che una eventuale esclusione sarebbe ascrivibile esclusivamente alla voce “scelte tecniche”. La decisione di ripore, se così vogliamo dire, “sulla terra” insieme con gli altri comuni mortali, può implicitamente rientrare nella strategia prettamente motivazionale che Allegri ha messo in atto da qualche settimana nei confronti del suo giocatore di maggior… valore. Ha iniziato rimarcando che la mancata convocazione del Pipita in avrebbe dovuto rappresene uno stimolo in più, con l’obiettivo di riconquise l’albiceleste. A seguire, al Camp Nou, ha sostituito l’attaccante – autore probabilmente di una delle sue peggiori prestazioni in bianconero – con Caligara al 41′ della ripresa: mossa che evidentemente aveva uno scopo più dimostrativo che tattico, visto il modo in cui la partita era già com. E ieri, appunto, ha inserito il Pipita nel limbo dei giocatori che dovevano giocarsi il posto.

TURNOVER. Un limbo molto affollato, peraltro, visto che il tecnico juventino – Szczesny a parte: lui già sa che giocherà – vuole tenere tutti sulla corda, probabilmente proprio con l’intento di suscie e fomene quella fame, quella ferocia, quello spirito di sacricio e quella attitudine alla sofferenza che in certe fasi delle partite di questa stagione sono parse venire meno, a tratti. Strategie motivazionali a parte, però, è doveroso ricordare che la ducia di Massimiliano Allegri nei confronti di resta alta e quando il livornese dichiara che “Gonzalo deve se tranquillo e giocare come sa, normalmente perché i prima o poi arriveranno e una fase d’astinenza è siologica”, beh, lo fa con convinzione. Semplicemente, vuole che l’attaccante ci metta quella giusta dose di cattiveria e perseveranza, per provare ad rompere il digiuno. Senza “abbassare la testa”, come Allegri aveva imputato proprio dopo la sda contro il Barcellona, ma semmai gonando il petto. Anche perché ora – in un ciclo di ferro senza soste e con avversari di livello – i di , alla Juventus, serviranno come il pane…

VICE. Orbene, posto che Allegri non è ancora completamente persuaso dell’opportunità di lasciare in panca contro la orentina (anzi…), la domanda è: chi può rilevarne il posto? Una risposta l’ha data il tecnico col Sassuolo quando nel nale ha avvicendato l’argentino con Douglas Costa e avanzato Mandzukic (coadiuvato da Dybala e Douglas Costa sulla tre). E’ la scelta più naturale e meccanica, viste le caratteristiche del croato. Ma, sempre secondo Tuttosport, c’è una seconda opzione, che peraltro tiene conto della quasi inedita – oltre che strepitosa – vena izzativa di Paulo Dybala in questo avvio di stagione: la Joya, appunto. Che dopo aver gradualmente arretrato il raggio d’azione (da seconda punta a tresta) può fare un balzo in avanti e cimensi nel ruolo di falso 9.