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Max è il migliore: le 4 + 4 consecutive di Allegri!

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di Antonella Lamole - E’ il migliore, lo dicono i fatti. Ovvero i tituli… quattro Scudetti e quattro Coppe consecutive!
Ha raggiunto Carlo Carcano mister-record alla Juve ma anche Lippi e Capello a 5 scudetti.
Si fermerà…? E proprio adesso che intravede il mitico Trap a 7 tricolori?

“A un livornese ci vole cento lire pe’ fallo ‘omincià e mille pe’ fallo smette”, per convincere Massimiliano a rinunciare al ‘vizio’ servirà un assegno particolarmente robusto.
Soprattutto se hai la competizione nel sangue, come Max da Livorno.

Insieme alla , capace di conquistare il settimo scudetto consecutivo (in Europa nel mirino c’è la Dinamo Kiev che tra il 1992 e il 2002 è riuscita a vincerne 9), anche sta riscrivendo la storia.
Ed è impossibile non ricordare, ancora una volta, lo scetticismo con cui era arrivato a Torino.

Era l’estate del 2014, il rapporto con Antonio Conte si era interrotto improvvisamente, e Acciuga ricevette una chiamata dal presidente Andrea Agnelli: l’uomo identicato da proprietà e dirigenza bianconera per dare continuità al ciclo vincente avviato da Conte era proprio lui. La scontta shock all’esordio con il Lucento, squadra d’Eccellenza, suscitò persino qualche risata; a ridere, però, da quel giorno in poi è stato soprattutto lui.

Il primo scudetto arrivò quasi per inerzia, con bravissimo a dare continuità (tattica, soprattutto) al lav svolto da Conte. Con a disposizione una difesa eccezionale, e super campioni come Pirlo, Vidal, Pogba e in campo, nessuno riuscì a impensierire seriamente la cavalcata bianconera. Il secondo scudetto, invece, verrà ricordato per l’incredibile rimonta iniziata dopo il ko con il Sassuolo (quarta scontta in dieci partite e undici punti dalla Roma capolista). La squadra era stata rivoluzionata in estate, le difcoltà erano evidenti, ma 15 vittorie consecutive e 974 minuti di imbattibilità di Buffon (record) consentirono una strepitosa rimonta. Il successo era già diventato normalità, ma un livornese, quando comincia, non si riesce a farlo smettere. Ecco, quindi, il terzo scudetto, sfruttando la fame dei “vecchi” e l’ambizione dei nuovi, come e Pjanic, desiderosi di imporsi come non gli era riuscito con Napoli e Roma.

Ed eccoci all’estate del 2017. Si riparte e la nuova sda è raggiungere quello che sarebbe il settimo scudetto consecutivo per la Juve, il quarto di . L’Inter di Spalletti parte forte, ma non serve troppo tempo per capire che il rivale più pericoloso sarà il Napoli di Sarri. Gli Azzurri lasciano per strada Champions, Coppa ed Europa League, si concentrano solo sul , giocano un meraviglioso e guadagnano punti, tanti punti. La sda del San Paolo, alla 16.a giornata, consente però alla Juve di tornare sotto. Con Mandzukic e Cuadrado indisponibili, e con operato alla mano quattro giorni primi, la prova dei bianconeri è un all’arrendevolezza: una perla del Pipita riproprone un duello punto a punto. Durerà cinque mesi, e alla ne il tricolore lo vincerà ancora la Juve.

Nel mentre, in bacheca si aggiungono anche quattro successi consecutivi in Coppa (altro record) e risultati prestigiosi in Champions League: nale il primo anno, il secondo, altra nale il terzo, quarti di nale quest’anno. Nel doppio confronto solo Bayern Monaco e Madrid sono stati in grado di eliminare i bianconeri, entrambe le volte all’ultimo respiro e con importanti recriminazioni. Nelle nali, invece, la resa è arrivata contro il di Cr7 (sempre lui!) e il Barcellona di Messi e Neymar. La traduzione: fare meglio di così, anche in considerazione del gap che è ancora presente a livello economico con le super big europee, era praticamente impossibile. Tutti, in Europa e nel mondo, hanno potuto ammirare l’eccellente lav di , che adesso rifletterà seriamente sul proprio futuro. Ha sempre sostenuto di “avere un contratto” e di “stare bene alla ”, ma sono proprio i risultati ottenuti a livello internazionale ad aver acceso i riflettori su di lui: l’Arsenal lo vede come possibile erede di Wenger, il Chelsea come possibile erede di Conte. La storia, quindi, potrebbe ripetersi: dallo Stadium allo Stamford Bridge. Quattro anni e quattro scudetti dopo. Per continuare a coltivare quel vizio che lui, livornese vero, non perderà facilmente.