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Max, 7 errori fatali. Il suo Milan è decaduto!

Allegri-Milan-addio

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di Paolo Paoletti – Ritiro? Siamo ai saluti…il destino si compie a in 4 giorni: Allegri è pronto a tutto anche all’addio.
Mercoledì la Lazio, sabato la , poi il Barça… l’ennesima settimana pericolosa. Per lui ad un passo dalla Roma che ha scelto il Milan. Ora, dopo 9 partite, Allegri vede la Roma col binocolo ed il futuro così vicino, chiarissimo anche senza occhiali. Nero.

Matias Silvestre, reduce dal suo primo gol rossonero, è ko: lesione al muscolo soleo della gamba destra. Stop di un mese circa e allarme difesa con 2 centrali: Zapata e Zaccardo.

E’ la vita dell’allenatore, Allegri lo sa: regole di un gioco sporco ma è così da sempre.
Max di colpe ne ha, stavolta fatali:
1. la distruzione del vecchio Milan senza i soldi per costruirne uno nuovo.
2. scelte sbagliate di come Matri.
3. accettare i vizi di Balotelli, un ‘pazzo’ di talento ma pazzo… fuggito da Milano.
4. coprire MilanLab ormai una patacca che produce infortuni a catena senza risolverli.

7. il no alla Roma per soldi, per cui oggi abbiamo un Garcia in più e molto probabilmente un Allegri in meno.

Lazio e sono in cima alla salita decisiva, Allegri ci arriva con il fiato corto.
Vincere, quando si può solo vincere non è facile.
Lo scudetto, parolato da Galliani come gli slogan da campagna elettorale, è una .
Eppure la zona lontana 11 punti dopo appena 9 partite era immaginabile.

Partita quindi la saga di e recriminazioni: a Parma e secondo la società, l’arbitraggio è stato ostile.
Un assurdo per il Milan che vanta il maggior numero di rigori a favore negli ultimi 10 anni, molti regalati dagli arbitri. Ne ha beneficiato anche Allegri, al 4° anno rossonero.

Galliani sta Valeri, già protagonista negativo nel d’andata la scorsa stagione: gol regolare annullato a Montolivo e rigore negato a Robinho. Ieri a Parma gli chiedono conto di 2 rigori negati (?) – fallo di mano di Lucarelli e intervento dubbio su Matri – e la posizione del pallone sulla punizione del 3-2 di Parolo.

Cosa succede al Milan? Semplice, è decaduto anche nel calcio.
E per gli stessi motivi della politica: conflitto di interessi e leggi ad personam.
Negli ultimi 20 anni, il calcio italiano è stato deciso da via Galliani: diritti tv acquisiti da a basso costo, condizionamento ambientale con trasmissioni e opinionisti a stato paga, scelta dei designatori imposto a e Figc, superstipendi per drogare il calciatori…
Oggi sono in molti a togliersi sassi dalla scarpe, in primis Murdock con Sky chiamato per acquistare il bidone del biscione Canal+ ed oggi Re della paytv per cui si fa e si disfa.

Il buon Max che può fare in questo inferno? Il Diavolo non fa più paura.
Tenere il carro per il baratro non serve, meglio giocarsela con scelte radicali, nell’estremo tentativo di dare un’identità al suo Milan.
Con quale modulo contro Lazio e ? Con quali giocatori? Tra infortuni e squalifiche è buio totale.

In difesa recupera De Sciglio, va utilizzato.
Il 4-3-3 fruttuoso contro il Barcellona chiede sacrifici agli esterni d’attacco, ma garantisce copertura. Chi può farli questi sacrifici?
Il 4-3-1-2 permette invece maggiore profondità e una spalla per Balotelli.
Delle due l’una va portata avanti senza ripensamenti.

Balotelli è irriconoscibile, non per il cambio di look impostogli da Mino Raiola.
Il rapporto con tecnico e compagni va ricostruito. Mario è giocatore su cui puntare almeno fino a metà maggio: Allegri non può permettersi di lasciarlo fuori.
Anche perchè Matri s’è sbloccato ma resta una larva.
Kakà garantisce qualità che nessuno ha sulla trequarti ma è fisicamente distrutto: impensabile che giochi 2 gare in 4 giorni.
Birsa ha preso fiducia e dato gol pesanti ma è ancora spaesato.
Robinho spettacolare contro il Barcellona, va preso a schiaffi dopo Parma.

Allegri conta i giorni che gli restano, contando i punti in classifica: Lazio, , Barcellona…il destino si compie ora.
Pippo Inzaghi c’è!