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Maurito si svela: droga, pistole, papà Juan… ecco perchè Wanda!

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di Nina Madonna - Mauro si è svelato raccontando la sua infanzia e del rap con la sua famiglia: “Il viaggio che mi ha cambiato la vita l’ho fatto a 9 anni, da Rosario a Gran Canaria, troppo grave la in per vivere lì”.

“A 7 anni conoscevo tutti – spiega un’inedito Maurito – anche vendevano droga e per la droga ammazzavano, e tutti conoscevano me. Juanchi, il mio amico del barrio, li vede, e vede pistole e droga, da trent’anni, ma continua ad alzarsi ogni mattina alle sei per andare a lavorare: alla fine i delinquenti quasi sempre sono vogliono esserlo o non hanno voglia di lavorare. Neanche da bambino avevo paura: buio, rumori, tantomeno gli animali, anzi mi piacciono anche quelli più strani. Tutti tranne i gatti, li trovo un po’ ‘traditori’, sanno vivere da soli e pensano solo a se stessi”.

Famiglia numerosa, l’incontro con Wanda: “Prima di stare con mia mamma, papà Juan aveva avuto due mogli, con un figlio dalla prima e due dalla seconda. Poi con mamma Amalia siamo arrivati io, Ivana e Guido. Adesso lui è tornato con la seconda moglie e mamma dalla sua nuova rene ha avuto da poco due gemelli. Non siamo mai stati ricchi in famiglia, ma siamo sempre stati felici. Ma non è per questo che oggi sento anche Valu, Coki e Benchu come figli miei, lo sono perché sono figli della donna che ho scelto, la prima che mi ha fatto pensare di volere una famiglia. Non credevo di avere figli così presto”.

Proprio Wanda Nara lo ha messo sotto i riflettori per il ‘troppo sesso’: “Pubalgia? Sai come viene, non sai quando se ne andrà. Non riesci a calciare un pallone nemmeno ad un metro. A me venne per una serie di tiri a fine allenamento, mi scivolò il piede e mi stirai un muscolo costale, iniziai a dormire male, a camminare male, si inmmò il pube e come se non bastasse mi toccava anche sentire cazzate tipo che dipendeva dal troppo sesso con Wanda. Mi sarei dovuto fermare subito, ma a me non piace stare fermo”.

Infine ammette il suo utilizzo sfrenato dei network: “Oggi quasi tutti hanno almeno un profilo, ma io li uso da molto prima e non come tanti, che nascondendosi dietro l’anonimato si divertono a giudicare. Tanto giudicare è gratis, si può far diventare bad boy anche il ragazzo più semplice del mondo, come credo di essere nelle cose essenziali, chi mi guarda e mi conosce per quello che faccio in campo, così può vedere anche chi sono e come vivo fuori da lì, perché io mica vivo dentro il campo. Ecco perché non mi pento di nulla, nemmeno di mettere foto dei miei figli, compresi quelli di Maxi, vivo con l 365 giorni all’anno, anche l sono la mia vita. E poi è inutile fare i finti puristi, è anche una questione di lav, quando devi firmare un contratto pulicitario ormai la prima domanda che ti fanno è sempre quella, ‘Hai un profilo?’. Sei un personaggio pulico, in un certo senso sei di tutti“.