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Marotta-Lotito, vera guerra sulle riforme.

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di Paolo Paoletti - La guerra Marotta-Lotito è al centro della spartizione dei poteri in gc! non voleva Tavecchio, Lotito è riuscito a farlo eleggere.
L’odio Marotta-Lotito comincia con la spartizione dei proventi della Supercoppa na e l’accesa battaglia sui diritti per la Serie A. Ma…
Marotta adesso tira fuori le .

Lotito è padrone di e Salernitana, due club importanti. La storia non è digerita dalla Juve che vorrebbe la riforma del no partisse dalle cosiddette ‘squadre B’.

Ieri l’altro, nel primo CF, Tavecchio e Lotito, nel loro progetto di , hanno parlato di , con la ferrea opposizione dei bianconeri, che chiedono il ‘modello Barcellona’.

“Le – dice Marotta – sono un grandissimo errore, portato avanti da che non hanno competenze speciche. Non esistono da nessuna parte in . Le seconde squadre sarebbero facoltative e consentirebbero di far crescere i ragazzi”.

“Io mi attengo ai deliberati dell’assemblea – replica Lotito – dove è stato approvato un programma condiviso e all’unanimità, votato pure dalla Juve. Marotta lo sa”.

L’Ad bianconero spiega: “In quel documento si parla pure delle seconde squadre, ma Lotito e Tavecchio lo nascondono. Noi non boicottiamo le , anzi siamo a disposizione. Ma Lotito è il padre-padrone, in 30 anni non ho mai visto una conferenza stampa in via dove parla pure un consigliere federale. Nessuno ha il coraggio di affrontarli: l’Inter si dela, Milan e Napoli stanno da quella parte, sono preoccupato per il futuro del ”.

Lo scontro è appena iniziato e da oggi in avanti la battaglia sulle moltiproprietà diventerà centrale abbattendosi anche su campionato e Nazionale.

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