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Mario e Andrea, calcio a due facce: inferno e trionfo!

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di Nina Madonna e Antonella Lamole – La crisi del Milan è la crisi di Mario . Pomo della discordia tra gli AD e Adriano, e lo spogliatoio, Berlusconi e Galliani!
Attaccato dai si e dai alcuni compagni sta scoprendo cosa significa essere una star: quando non sei più padrone della tua vita privata, non ti viene perdinato nulla, devi essere più grande della tua età, devi rispondere di responsabilità non sempre solo tue.

Balo rifiuta tutto questo e vomita su Facebook la sua amarezza… “Sono milanista dalla nascita, ma se per i si sono un peso, posso anche andare via e me ne farò una ragione, bisogna essere chiari e onesti”, scrive.
, poi difende e Galliani. I due condannati dal disastro del Milan.
“Date tempo a e ne usciremo, non si può criticare un’allenatore dopo 2 mesi. Capisco il malessere dei si, loro hanno il palato fine, la stazione mi ha fatto male”. Sull’ad: “Nessuno può permettersi di criticare Galliani o di licenziarlo, è il migliore al mondo nel suo ruolo”.
Anche di si diceva così, e nessuno avrebbe immaginato un fine così ingloriosa.

L’altra faccia del successo è quella di Andrea Pirlo. Eroe bianconero a Genoa e .
Tutti sapevano che quella palla, sistemata con cura da Andrea a 18 metri da Neto al minuto 70′ di -Juve, sarebbe finita in rete. Il dubbio era come!
Il numero 21 stavolta ha scelto la potenza mettendo il pallone nell’unico angolo utile per segnare.
Un missile da 106,3 km/h infilatosi all’incrocio dei pali.

Da Genova a il protagonista è stato il Re della maledetta: punizioni tanto diverse, tanto vincenti.
Precisione e potenza: il meglio del suo repertorio.
Domenica al Catania ci riproverà magari d’astuzia calciando rasoterra sotto la barriera.
Pirlo ha segnato 42 volte su punizione: 25 in campionato, 4 in , 1 in League, 8 in , 4 con l’Under 21.

Sinisa Mihajlovic comanda questa classifica con 28 gol in campionato. Staccato perfino Del Piero fermo a 22 in .

Pirlo spiega: “Tiro secondo come mi sento, alla posizione della palla e quella della barriera”.
Facile a parole.
E Andrea non ha bisogno di Facebook per esprimersi!