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Mancio: Nazionale di corsa, ci penso sempre.

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In un’vista concessa a Il Giorno, l’ex tecnico dell’ Roberto apre concretamente per la prima volta all’ipotesi di succedere a Cesare alla guida della : “Sono sempre stato un nazionalista, non dimentico mai l’, a maggior ragione quando sono all’estero per lavoro. Chi non sognerebbe di allenare la ? Io verrei anche di corsa”.

MI PAGANO PERCHE’ SONO BRAVO. sottolinea che nessuno l’ha ancora contattato dalla Federazione e chiarisce la sua posizione circa lo stipendio che andrebbe a percepire: “Fa molto piacere e mi rende orgoglioso essere nei pensieri di coloro che amano la . La realtà, però, è che per ora non mi ha chiamato nessuno. Non è che uno viene pagato di più perché è simpatico. Se guadagna più di un altro calciatore o Brad Pitt più di un altro attore ci sarà un motivo… Se qualcuno pensa di andare a prendere Ancelotti, o Guardiola non credo che parta con l’idea di pagarli quanto un allenatore che non ha vinto nulla”.

LARGO AI MIGLIORI. Sulla sua ipotetica : “Anche sono ultratrentenni, chiamerei certamente Pirlo e Buffon, perchè per vincere i fuoriclasse sono determinanti”. Sull’eccesso di stranieri nel nostro campionato: “Se uno è bravo e fa la differenza, è giusto che giochi, altrimenti meglio scegliere i nostri. Negli anni ’80 furono riaperte le frontiere e i nostri presero solo fuoriclasse, altrimenti si puntava sugli ni. Che senso ha prendere giocatori all’estero che non hanno niente da insegnare ai nostri?”.

. “E’ giovane, anche se il tempo passa e lui deve svegliarsi perchè non ti aspetta nessuno. Parliamo dello stesso giocatore che ha trascinato l’ all’Europeo due anni fa; al è andato male e da noi c’è la tendenza ad “ammazzare” i giocatori quando le cose non vanno bene. Mario deve capire però che il suo lavoro è quello che si sogna da bambini e che è pagato profumatamente. Deve fare soltanto una cosa: rispete l’allenatore e aiue i compagni a vincere”.