ULTIM'ORA

Lotito: Figc, Lega, Politica… chi troppo vuole nulla stringe!

lotito

di Romana Collina - 2018 ‘horribilis’, quello di !
Il presidente della Lazio come Icaro: ha puntato il sole di Palazzo Madama, e pochi in meno gli hanno sciolto le ali.

Nel suo latino di trastevere urla…”Spes contra Spem”, speranza contro ogni speranza.
E’ furibondo, per la sua elezione annunciata, persa, di nuovo annunciata, poi persa davvero.
C’è chi dice per più o meno 5 ! Chi dice qualcosa di più… ha incassato l’ennesima brutta notizia di quest’anno.

Niente politica vera, niente politica sportiva: non va su e non la butta giù.
L’ennesima sconfitta, pur a conti fatti è stata una beffa tremenda. Sogna il Palazzo da sempre, forse comprò la Lazio proprio per candidarsi… dovrà continuare a sognarlo, se il ricorso in cui spera, consigliato da Mastella, non dovesse avere effetto.

FLOP POLITICA. Beffa amplificata dal fatto di non avercela fatta, mentre sia Galliani, sia Carlo Sibilia, sono passati per la porta principale. A gennaio l’ipotesi di una sua candidatura si era fatta più forte, prima con “Noi con l’Italia”, poi direttamente con l’amico Silvio Berlusconi, in “Forza Italia”. A fine gennaio l’ufficialità, la “discesa in campo”: “Bisogna avere il coraggio delle scelte”, dice, ” Berlusconi mi ha voluto candidato perché pensa che io possa dare una mano importante e di questo lo ringrazio”. Magari, col senno di poi, non ringrazierebbe così tanto. Berlusconi lo blandisce, ma non lo blinda: “È sempre stato vicino alla sua squadra, l’ho seguito con favore. Mi ha parlato della sua voglia di fare qualcosa per l’Italia, sono stato lieto di accoglierlo”. Non lo blinda, anche causa legge elettorale. Anche perché nel suo collegio, quello di Benevento, sarebbe passato il buon . Una specie di beffa “alla Dybala”: non ce l’ha fatta perché era il secondo del listino di Forza Italia nel collegio Campania Nord (plurinominale), in cui Forza Italia ha diritto a un solo seggio. Che va quindi alla capolista, Sandra Lonardo, moglie dell”amico’ Mastella. Dov’è la beffa? Lonardo è risultata eletta anche nel collegio Campania Sud (sempre plurinominale), dove era seconda del listino. “Dura l sed l”, direbbe : in caso di elezione in due collegi plurinominali, vale quella nel collegio dove la lista ha preso la percentuale minore. Che per Forza Italia è stata Campania Nord. “Maleventum” per , come si chiamava prima di una famosa battaglia contro Pirro proprio Benevento, dove Mastella è sindaco.

L’ULTIMA BEFFA – In realtà, secondo , forse uno dei ‘trombati’ di maggior lusso di Forza Italia, ci sarebbe stata “severità”, “almeno sette schede che sono state annullate in quanto la croce non era stata centrata sul simbolo o sul nome”, dichiara sempre Mastella. Insomma, “dura crux sed crux”, direbbe qualcun altro. Ad ogni modo non è il primo passo falso di quest’anno, di un 2018 “horribilis”. La sua Lazio compete in alto, il n.1 in casa biancoceleste ha provato a puntare ancora più in là. Ad Maiora: ha piazzato la sfida per la leadership che fu di Tavecchio, quella FIGC gravata di debiti, delusa dall’esclusione dai Mondiali di 2018, demoralizzata. Prova a sostituire il suo amico Tavecchio, di cui si dice (ma il condizionale non è d’obbligo), sia stato il grande elettore.

NIENTE . Il nome di per la FIGC circola a margine di una riunione di , quasi una battuta all’inizio. Ma “fortuna iuvat audaces”, e audace lo è di certo, si mette in testa di competere, anche se frena: “per essere eletto c’è bisogno di consenso”. Vuole l’incoronazione, non gli può bastare un manipolo di seguaci. C’è tempo per tutto, perfino un piccolo (diciamo) faccia a faccia con , per dirla in latino “dos est uxoria lites”, il conflitto è dote coniugale. Peccato che qui e non siano sposati, neppure politicamente: Lazio e ntus sono su fronti opposti. Pare che abbia detto, non proprio in latino: “Qui so’ tutti impiegati”.

MOVIMENTO 5 . Niente FIGC, capisce l’anna: alla ntus e ai cosiddetti “ riformisti” si unisce anche tutto il potere di Urbano Cairo, n.1 del Torino. Un weekend di passione, quello di metà gennaio, in cui cerca , ne reclama, tra annunci e smentite pubbliche e private. Poi ovviamente smentirà tutto, ma 11-12 sarebbero stati pronti ad appoggiarlo. La A gli avrebbe voltato le spalle: niente firma da parte del Benevento (pure partner di mercato) niente maggioranza. La B avrebbe chiuso ogni discorso: su 22 i sì erano 11 al massimo a sostenerlo. “Ci sono dodici società che vogliono candidarmi. Non ci credete? Ho le firme in ”, sono rimaste là, in . Da lì in poi, il buio elettorale: in nessun candidato riesce ad imporsi, arriva il commissariamento, l’inserimento di Malagò. Che avrebbe provato in tutti i modi ad ostacolare, pur non raggiungendo il numero necessario in . A metà febbraio, San Valentino, avrebbe provato lo sgambetto (d’amore), al n.1 del Coni (impegnato nelle Opiadi Invernali in Corea). Nulla di fatto, l’assemblea non raggiunge il numero minimo per il rinnovo della governance. “Amor vincit omnia”, anche gli sgambetti. Chissà se riuscirà a vincere anche l’ennesima delusione elettorale (a dir poco, si racconta di un furioso). Orazio direbbe: “Est modus in rebus, sunt certi denique fines”. Ovvero, “c’è una giusta misura in tutte le cose, ci sono i giusti confini”. Specialmente in cabina elettorale, specialmente quando si deve mettere la croce sopra il simbolo, verrebbe da dire. Ma forse, per una volta, non gradirà la battuta nel suo adorato latino. Forse lo descriverebbe meglio, parafrasando una frase celebre, “la misura di è osare senza misura”. Movimento 5 : forse stavolta, a furia di osare e volare in alto, come fosse un Icaro qualunque una manciata di gli ha sciolto le ali. Fino al prossimo ricorso, fino alla prossima volta.