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Tra Lorenzo e Marquez, solo 15 punti: tutto a Valencia!

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di Sergio Trox – Jorge Lorenzo (Yamaha) tiene aperto il mondiale, dominando il GP del Giappone e battendo le Honda sulla pista di casa. Marquez 2°, lotta per tutta la corsa, ma, con 13 punti di vantaggio in classifica, si giocherà il titolo all’ultimo GP di Valencia. Sul podio Pedrosa (3°), davanti alle Honda di Bautista e Bradl. Solo 6° (Yamaha), in rimonta dopo due dritti, precede Crutchlow e Smith. Le Ducati di Hayden e Dovizioso chiudono la top ten.

Un trionfo che porta Lorenzo a 305 punti, contro i 318 di Marquez, che taglia il traguardo 2° a oltre 3″. Pedrosa resta a +4.6, ma completa il podio. E’ invece di +24.6 il distacco di Valentino, fuori bolla nella gara giapponese, nonostante la bella partenza. Ora tutto si deciderà a Valencia, per un finale di stagione tutto fuochi d’artificio, in perfetto stile iberico.

Vittoria stagionale numero 7, la seconda di fila, per un Lorenzo in uno stato di grazia assoluto. Parliamo di un toro, del campione in carica che ha trovato la forza di giocarsi tutto all’ultima gara. Nonostante una frattura pesante, un lampo, la ricaduta e una rimonta fatta restando sempre lì, in scia o meglio, davanti. Se Jorge perderà questo titolo, lo farà da vincente. Se lo vincerà sarà per merito. Lo ha capito Marquez, 6 successi nel 2013, che in Giappone ha provato a batterlo in tutti i modi. Marcando quella M1 che, dall’inizio alla fine, non ha lasciato nulla, zero spazio, agli avversari.

CRONACA. Al via Lorenzo è una pallina del flipper lanciata a tutta manetta. Imprendibile nello 0 a 100 km/h. Marquez invece impenna e parte male. Guizzo che riesce invece a , 2° alla prima curva davanti a Pedrosa e Marc, appunto. Il 93, che però si riporta immediatamente davanti al compagno di box. Dietro si infilano Espargaro e Bradl, che sotto il tunnel vanno anche a contatto, con il tedesco che passa.

Jorge prova subito la fuga e gli fa da scudiero, ma dopo due giri Valentino sbaglia la staccata, con la M1 46 che si punta e protesta. Il Dottore gira largo e le due Honda lo sfilano in un attimo. Vale riesce però a tenere la coda di Pedrosa. Non finiscono qui i guai per , che una manciata di giri dopo, si ripete, nel senso che sbaglia ancora. Questa volta nella destra in discesa, Valentino entra troppo garibaldino ed è costretto a mollare i freni per girare nella sabbia, facendo del sano motocross per rientrare 11°.

Frenate impiccate anche per le Honda di Marquez e Pedrosa, con le ciclistiche molto nervose, segno che senza tanto tempo per provare anche la migliore delle MotoGP non è facilissima da mettere perfettamente a punto. Ciò amplifica la prestazione di Lorenzo che intanto resta saldamente al ndo, nonostante il o sul collo. Mentre Bautista sfila la quarta piazza a Bradl, e corre in rimonta. Il 46 si fa sotto alla Ducati di Dovizioso, che sorpassa prendendosi l’ottava piazza.

Le due Honda si fanno pericolose e marcano Lorenzo come due bracconieri a caccia. Ma Jorge conduce una gara coraggiosa e da perfezionista vero. Tanto che alle sue spalle, Marquez spazzola e punta spesso la RC213V in frenata, senza mai trovare un varco millimetrico per infilarsi. Il 93 resta incollato al codone della M1 per una serie minabile di giri. Cade intanto Espargo, che sembra buttarsi già dalla moto, in crisi con la frenata.

Davanti si scaldano gli animi, Marquez sente che è arrivato il momento di provarci e sferra l’attacco: esce dalla scia, ma Lorenzo frena profondo e resiste alla grande. Marc allora è costretto ad esagerare, allungando la frenata, ma girando largo. Perde contatto, ma in 300 metri recupera il distacco. Ancora una staccata da supermotard per Marquez, che questa volta però perde definitivamente terreno.

E’ il momento di acntarsi, quando mancano 7 giri alla fine. L’ultimo brivido è offerto da Laverty che, pmo ad essere doppiato, non si accorge dell’arrivo di Jorge e lo rallenta nelle ultime prima del rettilineo principale. Il 99 non si scompone, aspetta e poi completa la sua fuga andando a vincere.