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L’ora della storia: Messi-Pipita al bivio!

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di Paolo Paoletti - E’ giunta l’ora, quella del Centenario, della revancha!
Attesa e fortemente voluta dall’ di Messi, un anno fa beffata ai rigori dal in Coppa America 2015.
Stavolta non andrà così giura la Seleccion ma la tensione è a mille.
L’amaro in bocca di Higuian che sbagliò il calcio di rigore torna alla mente, e d’improvviso tutto cambia.

L’ ha già battuto il 2-1 nella gara d’apertura del girone: corre, gioca bene, è piena di campioni.
Ma nei momenti decisivi si blocca, scivola, cade.
Accadde 2 anni fa, a Rio, finale , contro la Germania.
Egualmente a Santiago del , la scorsa estate, finale di Copa America.

La notte tra domenica e lunedì, ore 2 ne, è la notte per dimenticare: finale del Centenario, al MetLife um di East Rutherford, un piccolo tra le migliori del Sudamerica, diove il calcio è vita.
Per Messi, 29 anni, è la quarta finale: 2014, Coppa America 2007 e 2015: non ha mai vinto, mai alzato un trofeo con l’Albiceleste. Girerà il vento?
Leo ammette: “Se non vinciamo sarà una delusione enorme, ma doiamo cogliere l’opportunità e vincere la Copa, vogliamo cambiare la , è la volta buona”.
L’ non vince dal 1993, 26 anni, un’eternità.
Anni in cui tanti campioni sono andati all’estero, molti in Europa: Messi, Higuain, ma anche Vidal, Banega, Lamela, Biglia, Suarez, Aguero, Pastore, Medel, Isla, Sanchez.

Talenti sfusi e a pacchetti che segnalano l’attesa, che sarà spettacolo.
Ma sarà soprattutto la partita dell’orgoglio di due nazioni rivali, di 2 tecnici che non si amano: Juan Antonio Pizzi ct del , argentino naturalizzato spagnolo, subentrato a Sampaoli che condusse i suoi alla vittoria l’anno scorso, Oggi ricorda: “aiamo 17 milioni di da Santiago in giù”.
Pizzi parte sfavorito, e una vittoria-bis saree l’apoteosi per un Paese diventato una potenza nel calcio, finale inatteso di un torneo cominciato sottotono, con qualche aiutino arbitrale, via via in crescendo. Fino alla finale giocando un grande calcio, mentre le altre grandi come , Brasile, Messico e Colombia cadevano l’una dopo l’altra.

Dall’altra parte c’è Tata Martino che vede l’obiettivo alla portata. Anche la sua rivincita personale.
Messi e Higuain stanno facendo cose straordinarie, Pipita lo ha ripagato della fiducia con due doppiette nelle ultime 2 gare ed il Cittì – raccomandato da Messi – sente che può farcela a rompere l’incantesimo maledetto e sfatare la di vincere.
La Seleccion è favorita ma lo è stata tante altre volte, andate poi male.
Martino e Messi sono a un passo dal loro primo trofeo con la Nazionale: vincere è la questione nazionale, incubo per un Paese che sforna talenti a ripetizione, senza diventare squadra.

In la Coppa America è seguita come e più del , la Copa più antica, che fa Cent’anni. Chi l’alzerà resterà nella per sempre. Come i miti gauchos, da Martin Fierro e Gardel, da Kempes a .
Di Diego, come sempre, la sintesi più incisiva del momento: “se perdete pure stavolta, meglio che non tornate in patria”.
Sembra una battuta, ma è proprio così!

Vamos a ganar, mucachos!

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