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L’ora della storia: Messi-Pipita al bivio!

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di Paolo Paoletti - E’ giunta l’ora, quella del Centenario, della revancha!
Attesa e fortemente voluta dall’Argentina di Messi, un anno fa beffata ai rigori dal Cile in Coppa America 2015.
Stavolta non andrà così giura la ma la tensione è a mille.
L’amaro in bocca di Higuian che sbagliò il calcio di rigore torna alla mente, e d’improvviso tutto cambia.

L’Argentina ha già battuto il Cile 2-1 nella gara d’apertura del girone: corre, gioca bene, è piena di .
Ma nei momenti decisivi si blocca, scivola, cade.
Accadde 2 anni fa, a Rio, nale Mondiale, contro la .
Egualmente a Santiago del Cile, la scorsa estate, nale di Copa America.

La notte tra domenica e lunedì, ore 2 ne, è la notte per dimenticare: nale del Centenario, al MetLife um di East Rutherford, un piccolo mondiale tra le migliori del Sudamerica, diove il calcio è vita.
Per Messi, 29 anni, è la quarta nale: Mondiale 2014, Coppa America 2007 e 2015: non ha mai vinto, mai alzato un trofeo con l’Albiceleste. Girerà il vento?
Leo ammette: “Se non vinciamo sarà una delusione enorme, ma dobbiamo cogliere l’opportunità e vincere la Copa, vogliamo cambiare la , è la volta buona”.
L’Argentina non vince dal 1993, 26 anni, un’eternità.
Anni in cui tanti sono andati all’estero, molti in Europa: Messi, Higuain, ma anche Vidal, Banega, Lamela, Biglia, Suarez, Aguero, Pastore, Medel, Isla, Sanchez.

Talenti sfusi e a pacchetti che segnalano l’attesa, che sarà spettacolo.
Ma sarà soprattutto la partita dell’orgoglio di due nazioni rivali, di 2 tecnici che non si amano: Juan Antonio Pizzi ct del Cile, argentino naturalizzato spagnolo, subentrato a Sampaoli che condusse i suoi alla vittoria l’anno scorso, Oggi ricorda: “abbiamo 17 milioni di si da Santiago in giù”.
Pizzi parte sfavorito, e una vittoria-bis sarebbe l’apoteosi per un Paese diventato una potenza mondiale nel calcio, nale inatteso di un torneo cominciato sottotono, con qualche aiutino arbitrale, via via in crescendo. no alla nale giocando un grande calcio, mentre le altre grandi come , , Messico e Colombia cadevano l’una dopo l’altra.

Dall’altra parte c’è Tata Martino che vede l’obiettivo alla portata. Anche la sua rivincita personale.
Messi e Higuain stanno facendo cose straordinarie, Pipita lo ha ripagato della ducia con due doppiette nelle ultime 2 gare ed il Cittì – raccomandato da Messi – sente che può farcela a rompere l’incantesimo maledetto e sfatare la di vincere.
La è favorita ma lo è stata tante altre volte, andate poi male.
Martino e Messi sono a un passo dal loro primo trofeo con la Nazionale: vincere è la questione nazionale, incubo per un Paese che sforna talenti a ripetizione, senza diventare squadra.

In Argentina la Coppa America è seguita come e più del Mondiale, la Copa più antica, che fa Cent’anni. Chi l’alzerà resterà nella per sempre. Come i miti gauchos, da Martin erro e Gardel, da Kempes a Maradona.
Di Diego, come sempre, la sintesi più incisiva del momento: “se perdete pure stavolta, meglio che non tornate in patria”.
Sembra una battuta, ma è proprio così!

Vamos a ganar, mucachos!