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Lo sport è un’altra cosa: W Mattarella!

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di Paolo Paoletti - Meno male che in Italia almeno il Presidente della Reblica ha il coraggio di dire verità!
A fine anno Matella ha affrontato anche il tema dello sport, richiamando le ultime assurde violenze del calcio.

Fermo il monito sull’importanza dei valori che occorre avere sempre in campo, quando si guarda una partita, quando si esulta per un , per una vittoria.
Con una frase semplice, perentoria, vera: “Lo sport è un’altra cosa”.

Con questa dichiarazione del primo italiano, chi farà qualcosa per salvare il calcio dal degrado in cui lo hanno trascinato i dei club? Tutti!!!
Avvinghiati ai milioni delle pay tv che impongono gli orari delle partite, legati agli ultrà di cui nessuno si libera per del blico dissenso, interessati solo ad arricchirsi senza alcuno scrupolo riguardo i doveri dfi investimento nei settori li, centri sportivi, stadi!

“Non dobbiamo aver timore di manifese buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società”.
Coesione e responsabilità, Matella sa che il calcio ha sempre svolto un ruolo di orientamente per un Paese più buono, attraverso i risultati della . Chi lo ricorda antidoto al caos sociale nell’82 e nel 2006?

Ma nessuno s’impone per imporre ai club strategie di gestione che favoriscano il ‘Club Italia’, di cui ci si ricorda ogni 2 anni e con fastidio!
Serve una FIGC forte, autorevole e competente, terza rispetto a doveri e diritti di tutti. Ma chi se ne occupa?

Se Napoli e Inter danno poco o niente alla perchè dovrebbero essere ‘protette’ dagli arbitri?

Sergio Matella ha denunciato tanti problemi aperti nel nostro paese, scendendo anche in campo, al fianco dello sport, cui tiene molto.
Ha chiesto al mondo del calcio e alle autorità Ministegrto degli Interni, di debellare la violenza ma al tempo stesso ha chiesto a tutti gli italiani, alla politica, di abbandonare toni da ultras, scontro tra ni, cieche, sorde, sempre pronte a denigrare la concorrenza, delegittimare le istituzioni sportive, immergersi nel retroscena da bar.

Delle due l’una: se il calcio è tutto un imbroglio va chiuso ew subito!
Se non è così e certamente vanno migliorate tante cose, lo si faccia senza scrupoli, connivenze, asservismi!

Altrimenti resterà solo una mortificante conclusione: lo sport è un’altra cosa!

Matella afferma: “È l’immagine dell’Italia positiva, che deve prere. Il modello di vita dell’Italia non può essere – e non sarà mai – quello degli ultras violenti degli stadi di calcio, estremisti travestiti da tifosi.Aentano focolai di odio setio, di discriminazione, di teppismo”.

Condanna a qualunque forma di vicinanza al tifo estremo. Siano chiamati a renderne conto tutti i come fu detto in Commissione Antimafia!

L’esempio della di volley femminile reduce dal mondiale, propose un futuro chiaro: “Ciò che caratterizza la pallavolo è la coesione, essere squadra con grande vicendevole responsabilità. Vorrei che il paese somigliasse a questa con senso di responsabilità”.

Una che è diventata simbolo soprattutto grazie a Paola Egonu e Myriam Sylla, cittadine di quell’Italia del domani cui Matella ha voluto dedicare un altro passaggio del suo discorso:
“Auguro buon anno ai cinque milioni di immigrati che vivono, lavorano, vanno a scuola, praticano sport, nel nostro Paese”.

Ha usato un termine coniato dai bambini di una scuola di : “felicizia”.
Un paese immaginario dove la felicità si ragggiunge grazie all’amicizia. Ci ha ricordato i valori che dobbiamo avere sempre quando scendiamo in campo, quando guardiamo una partita, quando esultiamo per un o per una vittoria, con una frase semplice: “Lo sport è un’altra cosa”.

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