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Lo scudetto lo ha perso De Laurentis: arroganza e 6 errori!

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di Paolo Paoletti - Tra Juve e Napoli ci sono 12 punti e mancano ancora 3 partite!
Il Quinto scudetto consecutivo dei bianconeri è una mezza vergogna per il italiano, in primis De Laurentis che come si dice a Napoli ‘chiagne e… fotte!”
Il Napoli grazie a Sarri che ha migliorato, ottimizzato e riattualizzato ciò che aveva lasciato , si è arreso con malinconia dopo una stagione di speranze. De Laurentis non ha fatto niente per vincere: non è competente di , non ha esse a vincere.
Sarri ha illuso, De Laurentis ancora deluso: l’attuale secondo posto è comunque la bocciatura del modello a 2: un padrone al comando, un allenatore come solo locutore. Non ha funzionato con Mazzarri, peggio ancora con che è un manager più che un tecnico.

De Laurentis ha sbagliato 6 volte:
1. il bel gioco non vale più della classifica che si occupa;
2. i titolarissimi non bastano senza un parco riserve all’altezza;
3. i 30 gol di Higuain contano meno dei 18 subiti da Buffon;
4. il 4-3-3 muore senza idee nuove e varianti tattiche;
5. un cine-presidente arrogante quanto autoreferenziale è un cancro senza una struttura societaria;
6. un a conduzione familiare e isolato fa ridere rispetto al peso che serve verso gli e i Palazzi di Lega e Figc!

All’Olimpico il Napoli è precipitato dalla Grande Bellezza al Grande Inganno, confusione cominciata con la retromarcia di Sarri arresosi al 4-3-3 imposto dalla squadra e compiutasi il 13 febbraio allo di Torino, notte della più amara.
La Juve aveva 2 punti in meno, lascia al Napoli capolista campo e pallone, non cade nell’ambizione del gioco e piazza il ko con Zaza a 10′ dalla fine. Diventa prima, non molla più. Anzi aumenta il vantaggio, fino a farlo diventare incolmabile.

Dalla quella notte il Napoli ha perso 14 punti. Chi paga?

Gli aiutini alla squadra più forte, sono cronache d’epoca e di oggi: è stato sempre così!
Ma dire che la classifica in Italia sia decisa da e guardalinee è una bugia suggestiva quanto inutile, se non a coprire gli errori di De Laurentis, primo dei più deboli e mediocri attori di questo .

Il Napoli di Udine, Milano, Roma ha svelato tutta la : la leadership della Juve vince per impegno, equio, esperienza, competenza prima dei dirigenti poi di tecnico e della squadra, piena di carismatici campioni da Buffon a Barzagli e Marchisio, ai Pogba e Dybala, scelto per far dimenticare Tevez, cosa accaduta in sole 35 partite.

A Torino contro la Juventus non fu una beffa, ma la caccia del gatto al topolino.
Così lo ‘smarrimento’ per gli arbitraggi di Udine e Milano sono solo l’alibi per lo stop di Higuain che andava multato.
Un Campione non può farsi buttare fuori così. Mai successo a Maradona!

Ieri il Napoli è caduto ancora una volta nell’errore dell’anno: pensare di vincere solo con il gioco. Senza saper leggere la partita, i momenti della gara, l’epilogo della stagione.

Su questo il primo colpevole è Sarri che si specchia in se stesso, testa giù, lavoratore indefesso, uomo di campo innamorato del , non uno stratega!!!
E’ caduto anche contro la Roma per gli stessi motivi di Torino, Udine, Milano. Diversamente dal Sassuolo, anche se la matrice è la stessa: fare gioco e basta.

Il non è una esercitazione didattica, la partita è la sintesi di esperienza, intuito, carisma, visione. Proprio ciò che il Napoli non ha e non vuole. Ciò che Allodi portò al Napoli di Maradona, chiamato dal tifoso Ferlaino pronto al ‘passo indietro’ per vincere lo Scudetto. Riuscendoci!

Questo è la differenza tra il perdente De Laurentis e il vincente Ferlaino: il coraggio di farsi da parte per vincere, diventando tifoso dei tifosi, il primo.
Totti, che il Napoli ha incrociato e snobbato, è la sintesi di ciò che serve al Napoli e che Pallotta conserverà contro tutti i dettami dell’impresa . Un Totti il Napoli non lo ha e mai potrà averlo con questo cine-presidente, primus pares di mediocri preti in un ‘’ arrogante e incompetente. Stare zitti per non spiegare: chi può accettare ciò?

Insigne in panchina, Totti altrettanto: opposta l’entrata in campo dei due. Lo scugnizzo nell’anonimato di ultime silenziose battute; Pupone nel clamore di un Olimpico riacceso dal suo eroe, simbolo, mito.
E’ andata come è andata. Totti ha toccato 3 palloni, la Roma ha fatto 1 gol, quello della vittoria.

Che avrà capito De Laurentis di questo?

Una statistica del Napoli non mente: Sarri si è accartocciato su se stesso. Sono 45 i punti ottenuti al San Paolo, solo 28 quelli in trasferta. Deludenti tutti i momenti decisivi della stagione: Torino, Milano, Roma…gli azzurri hanno perso 3 volte, pareggiando solo a Firenze contro una diretta concorrente. Con 2 traverse di Cristian Tello e molta fortuna.

Negli scontri diretti, il Napoli è ultimo solo per 2 legni che hanno salvato Rejna al Franchi. Arrendendosi a Juventus (2-1 al San Paolo, 1-0 allo ), Roma (0-0 e 1-0), (2-1 e 2-0). Ultima delle 5 squadre alternatesi in testa alla classifica, come non accadeva da secoli.
La resa nei momenti chiave non è un caso, emblema ne è Hamsik, capitano solo di nomina e sempre latitante nella partite clou.

Sarri spieghi però anche il calo di febbraio con numeri inaccettabili per una squadra che lotta per lo scudetto: nelle ultime dieci giornate di , il Napoli ha totalizzato solo 17 dei 30 punti disponibili (media di 1.7) precipitando al 5° posto della speciale classifica alle spalle di Juventus (28), Roma (24), (19) e Genoa (18).

Sei sconfitte e 7 pareggi sono un’enormità per chi ha ambizioni: la Juve ha saputo riemergere e vincere partendo dal 12° posto dopo 10 partite. Ma è la Juve.
La Roma s’è arresa solo 4 volte, nonostante lo strazio di Garcia e i litigi col suo Capitano. Anche a Roma recriminano gli 11 pareggi, ma almeno lì sono arrivati al dunque: dopo 2 secondi posti e la volata di maggio… l’anno prossimo o mai più!

De Laurentis cosa s’inventerà adesso?