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Lippi preso in giro, Tavecchio a casa!

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di Paolo Paoletti - “Sapete tutti quanto io volessi Lippi come direttore tecnico delle nazionali. Ma quando è sorto un problema di pretazione giuridica, ho subito investito la Corte federale, non avevo alternative. Capisco il suo rammarico”. Carlo espone il no all’ennesima figuraccia di cui tutta Europa ride!

In pieno Europeo, cambia lo scenario della gestione tecnica del no: Marcello Lippi, architrave su cui la contava per ripartire affidandogli il ruolo di Direttore tecnico di tutte le rappresentative azzurre, ha rinunciato.

Il sito del Corriere dello Sport lancia la notizia, che poco dopo il Ct del trionfo 2006, conferma via sms all’Ansa.
Da settimane attendeva ‘l’pretazione’ della Corte federale sull’incompatibilità tra persone con incarichi federali e parenti procuratori di calciatori.

E’ il caso di Lippi, il cui figlio Davide ha la procura di numerosi giocatori, tra i quali il nazionale Chiellini.
La Corte federale si è riunita per la prima volta ieri sera ed aveva garantito che un parere entro fine mese.
All’ Ct non è bastato.

L’aspetto paradossale e ridicolo della vicenda è che la norma fu introdotta in rene al caso Lippi senior-Lippi junior, a seguito di uno dei mandati precedenti da Cittì del tecnico viareggino. Quando ha puntato su Lippi per il ruolo di DT, ha chiesto ed ottenuto un parere positivo ai li della . Salvo poi riconsiderare tutta la questione girata alla Corte federale.

spiega i retroscena della rinuncia: “L’ho pregato di soprassedere, la corte federale è composta da alti magistrati, hanno i l tempi”.

“Altro Dt? In questo momento il mio problema è la Spagna”, ha chiuso .
Lippi ha motivato la sua scelta per sgomberare il campo da equivoci e “prese in giro”.

“Non c’è nessuna presa in giro, la situazione da quando è stato chiesto il parere alla Corte federale era chiarissima. Si riferiva ad altri? Non commento” chiosa . “Premesso che in questo periodo sono sempre stato in contatto con Lippi, sono sorti problemi giuridici e pretativi su una norma che riguarda il figlio di Lippi. Non avevo altra scelta che il parere della corte federale. È l’organismo massimo della giustizia , è composto da alti magistrati che hanno i l tempi: la pratica è stata istituita, il relatore ha renato e in questi giorni arriverà la pronuncia”.

“Capisco il rammarico ma la federazione ha le sue norme. Ho mandato la lettera alla corte federale il giorno successivo a quello in cui è sorta la questione”.
Tutto vero come la presa in giro ventilata da Lippi. Marcello sa che la proposta doveva arrivare già sgombra di perplessità e controindicazioni.
E’ leggittimo pensare che aia strumentalizzato la candidatura di Conte per ottenere in Consiglio Federale l’ok a Ventura.

Lippi era il nome forte per contenere l’addio di Conte: adesso Ventura sale su una barca alla deriva, la ha fatto l’ennesima figura di cacca, si dimostra incapace e inadatto alla Presidenza federale.